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Flash: il ricorso al finanziamento della BCE da parte delle banche spagnole è sceso

Da seguire: Area Euro: – I prezzi al consumo nell’area euro dovrebbero essere confermati in crescita di 0,2% m/m a settembre come nel mese di agosto. L’inflazione accelererebbe così a 1,8% a/a da 1,6% a/a. I prezzi ..


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al consumo al netto delle componenti più volatili rallenterebbero a 0,2% m/m da un precedente 0,3% m/m e sull’anno l’inflazione core, resterebbe stabile all’1% a/a. Da qui a fine anno ci aspettiamo un’inflazione headline stabile all’1,8% a/a e una dinamica assai più moderata per il CPI core (che potrebbe calare a 0,9% a/a).

Stati Uniti

– Il CPI a settembre è previsto in aumento di 0,2 % m/m (1,2% a/a), dopo +0,3% m/m a luglio e agosto (che seguivano tre contrazioni consecutive). Il CPI core dovrebbe aumentare di 0,1% m/m (0,9% a/a), dopo un dato invariato ad agosto. I prezzi della benzina nel mese sono rimasti circa stabili, ma la correzione stagionale dà un contributo positivo. L’energia dovrebbe essere in aumento sostenuto, con un calo del gas naturale, dopo aumenti nei mesi precedenti. Sui prezzi degli alimentari sono in arrivo aumenti visti nei prezzi all’import e nel PPI: la componente alimentare dovrebbe essere spinta vero l’alto nel 4° trimestre. Per quanto riguarda gli altri prezzi, l’abitazione dovrebbe essere stabile come ad agosto, la componente volatile di lodging away from home dovrebbe essere spinta verso il basso dagli alberghi, ma verso l’alto dalle rette degli alloggi universitari; la sanità dovrebbe mantenere il trend recente di aumento di 0,2% m/m. Rischi verso l’alto vengono da libri scolastici, rette scolastiche e altri prezzi amministrati, auto; correzioni verso il basso potrebbero venire dall’abbigliamento. Il messaggio dai prezzi è secondo noi di stabilizzazione della dinamica dei prezzi, ma la valutazione della Fed è di preoccupazione e la lettura dei dati, pur in presenza di variazioni mensili positive, resterà orientata verso interventi di politica monetaria espansiva.   

– Le vendite al dettaglio a settembre sono previste in aumento di 0,5% m/m, dopo +0,4% m/m. Le vendite al netto delle auto sono previste in aumento più contenuto (+0,4% m/m), dopo +0,6% m/m ad agosto. La benzina dovrebbe contribuire a sostenere le vendite nel mese. Le auto hanno dato indicazioni soddisfacenti con le vendite di settembre che hanno toccato 11,7 milioni di unità ann., da 11,5 milioni di agosto e in linea con un trend in crescita per le vendite in atto da settembre 2009, dopo la fine degli incentivi per la rottamazione. Le vendite settimanali sono state deboli nel mese di settembre, ma nel complesso l’andamento del reddito disponibile è coerente con il mantenimento di una crescita dei consumi in linea con quanto visto recentemente (almeno fino a quando non si porrà nuovamente il problema del rinnovo dell’estensione dei sussidi di disoccupazione, a fine novembre).

– L’indice Empire della NY Fed per il mese di ottobre è previsto in aumento a 8 da 4,1 di settembre, con un ritorno vicino ai livelli di agosto (7,1). Prezzi pagati, ordini e consegne dovrebbero aumentare; mentre le indicazioni dal mercato del lavoro dovrebbero rimanere circa stazionarie o calare, rispetto ai livelli di agosto e settembre (intorno a 14,5), al di sotto di quanto visto nella primavera. Le aspettative a sei mesi potrebbero risalire dal 14,9 di settembre, pur senza toccare i livelli di agosto (22,8).

– La fiducia delle famiglie rilevata dalla Univ. of Michigan a ottobre (preliminare) dovrebbe salire a 69 da 68,2 della lettura finale di settembre. Le condizioni correnti erano risalite a 79,6 da 78,4, le aspettative a 60,9 da 59,1. Entrambe le componenti dovrebbero aumentare a ottobre. Da monitorare le aspettative di inflazione che nei mesi scorsi sono scese a 2,2% da 2,7% sull’orizzonte a 1 anno, pur in presenza di quasi stabilità sull’orizzonte a 5 anni. La Fed sta dando molta enfasi al movimento delle aspettative di inflazione per la determinazione della dinamica dei prezzi e per giustificare un eventuale intervento di stimolo quantitativo.
Ieri sui mercati

Ancora forte volatilità sui mercati valutari, con il dollaro debole su tutti i mercati. Il ministro delle finanze giapponese Noda, dopo il richiamo di ieri a Cina e Corea del Sud a lasciare liberi i loro tassi di cambio, oggi ha detto che sarà necessario un aumento della cooperazione sui mercati finanziari alla riunione dei G 20 in Corea la prossima settimana, per “rafforzare l’ordine del sistema valutario globale”. Noda ha detto che alla riunione dei G 20 verranno discusse le decisioni di dei vari paesi mirate a indebolire le loro valute per sostenere le esportazioni. Noda ha aggiunto che l’atteggiamento di fondo del governo giapponese non è cambiato: verrà intrapresa un’ “azione forte se necessario per ridurre movimenti eccessivi”. Sui mercati, restano invariati i trend determinati dalla debolezza del dollaro e dall’aspettativa di allentamento monetario della Fed. Le commodities, sia metalli sia agricole, hanno registrato nuovi massimi; i mercati azionari hanno chiuso poco variati rispetto ai livelli elevati dei giorni precedenti. I mercati obbligazionari hanno visto un modesto rialzo dei rendimenti (+2 pb T-note 10 anni, +1 pb Bund 10 anni), influenzati anche  da aste del tesoro USA e da un aumento del PPI USA più forte delle attese.    

Area euro

La Banca di Spagna ha detto che il ricorso al finanziamento della BCE da parte delle banche spagnole è sceso a 97,7 miliardi di euro a settembre, da 109,8 miliardi del mese di agosto. Nell’area euro, le banche hanno aumentato il ricorso alla BCE a settembre (a 447,7 miliardi di euro, da 428,5 miliardi di agosto).

Weber ha detto che non ha senso aggiungere altre misure di stimolo monetario e che la BCE non ha nessuna pressione dall’esterno nella determinazione della propria politica monetaria. Weber ha anche detto che la Germania è perfettamente in grado di affrontare il necessario sentiero di correzione fiscale, con il deficit che potrebbe scendere al di sotto del 3% nel 2011. Weber ha aggiunto che il consolidamento fiscale in Europa è assolutamente necessario. Secondo Weber, qualsiasi meccanismo di supporto per paesi in difficoltà deve essere utilizzato solo in casi di assoluta emergenza e di rischio di contagio, sotto condizioni “stringenti e dolorose”. Weber ritiene che i fondi necessari per il sostegno ai paesi in crisi dovrebbero essere raccolti dai singoli paesi e non attraverso l’emissione di eurobonds.

Stark (BCE) ha detto che la BCE continuerà a comprare titoli governativi “finchè sarà necessario”. Stark ha aggiunto che “singole banche o gruppi di banche” non dovrebbero essere troppo dipendenti dai rifinanziamenti della BCE.

Stati Uniti

Il deficit della bilancia commerciale ad agosto si allarga a 46,3 miliardi di dollari (+8,8% m/m), da 42,6 miliardi di luglio, rivisto da 42,8 miliardi di dollari. Le esportazioni vedono un aumento marginale (+0,2% m/m) a fronte di un forte incremento dell’import (+2,1% m/m). Il deficit al netto del petrolio registra un peggioramento più contenuto a 24,4 miliardi di dollari, da 21,8 miliardi di luglio. Il deficit dei beni in termini reali si amplia a 51,2 miliardi di dollari, da 47 miliardi di luglio, indicando un probabile contributo marginalmente negativo del commercio estero sulla crescita del PIL nel 3° trimestre. Le esportazioni di beni sono invariate sul mese, con un forte calo dei beni capitali (-3,7% m/m) spiegato dal settore dell’aeronautica civile (-46,9% m/m, dopo +61,5% m/m di luglio); le altre componenti della voce beni capitali sono invece in aumento. Crescono anche le esportazioni di input industriali e di beni di consumo (+0,3% m/m). I beni di consumo vedono una ripresa dell’export nel settore auto, dopo un mese negativo. In forte aumento l’export nel settore alimentare (+16,1% m/m, in parte sostenuto dai prezzi). Dal lato delle importazioni di beni, l’aumento è del 2,4% m/m, +2,2% m/m al netto del petrolio. Le importazioni di beni capitali aumentano del 2,4% m/m, nonostante un calo di 30% m/m per l’aeronautica civile. Per i beni di consumo, le importazioni aumentano del 3,5% m/m, dopo -4,6% m/m. Il deficit per area vede un peggioramento con il Canada e l’Asia, in chiusura con l’Europa. L’allargamento del deficit con la Cina potrebbe aumentare le tensioni protezionistiche in Congresso in questa fase pre-elettorale.

Il PPI ad agosto aumenta dello 0,4% m/m, più dello 0,1% m/m atteso dal consenso. Gli alimentari registrano un aumento di 1,2% m/m, l’energia aumentano di 0,5% m/m. Il PPI core aumenta come atteso dello 0,1% m/m. I beni di consumo registrano un aumento di 0,5% m/m, nonostante un ampio calo del prezzo della benzina (-1,8% m/m) e del gas da riscaldamento (-4% m/m). Aumentano i prezzi dell’abbigliamento  femminile (+0,4% m/m), dei prodotti farmaceutici (+0,3% m/m), delle auto (+0,5% m/m). I prezzi dei beni capitali vedono un incremento di 0,1% m/m. I prezzi di beni intermedi salgono di 0,5% m/m dopo +0,3% m/m; l’aggregato core aumenta di 0,2% m/m. I dati segnalano l’assenza di pressioni deflazionistiche, anche per via del deprezzamento del cambio degli ultimi mesi.

I nuovi sussidi di disoccupazione aumentano a 462 mila nella settimana conclusa il 9 ottobre, da 449 mila della settimana precedente (rivisto da 445 mila). I sussidi esistenti scendono a 4,399 milioni nella settimana conclusa il 2 ottobre da 4,511 milioni. I sussidi estesi con i fondi federali di emergenza nella settimana conclusa il 25 settembre scendono di 439 mila, a 4,795 milioni.

I dati settimanali del bilancio della Fed mostrano che in seguito alla ripresa di acquisti di Treasuries, la banca centrale detiene ora 821 mld di dollari di Treasuries: il livello si sta avvicinando a quello dei titoli detenuti dalla Cina (846 mld) e dal Giappone (821 mld)


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Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%.  L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.

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