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Flash: Stati Uniti: L’employment report di luglio delude in parte le attese

Area Euro : I prezzi alla produzione sono attesi in aumento di un decimo a luglio, per una variazione annua sempre in territorio negativo (per l’11° mese consecutivo) ma in lieve miglioramento, a -0,9% da -1%. Le indicazioni dai prezzi pagati dalle imprese manifatturiere segnalano che le spinte deflazionistiche a monte della catena produttiva potrebbero continuare ad attenuarsi nei prossimi mesi….


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Da seguire:

  • Il PMI non manifatturiero della Cina è calato da 55 a 54,2.

I market mover della settimana

Nell’area euro, la riunione della BCE dovrebbe risultare interlocutoria: i dati recenti sono stati inferiori alle attese, ma alcune delle misure annunciate a giugno devono ancora essere implementate: sembra ragionevole che nuovi passi siano adottati soltanto a fronte di drastiche revisioni dello scenario. Anche la riunione della Banca d’Inghilterra si concluderà con politiche invariate, ma in questo caso parte del mercato inizia ad attendersi che qualche membro del MPC voti contro la politica attuale. Il calendario dei dati vede la diffusione degli indicatori sulla produzione industriale nei principali Paesi europei attesa in recupero a giugno, dopo il tonfo generalizzato di maggio, e la stima preliminare sul PIL italiano atteso in stagnazione nel trimestre primaverile.

La settimana ha pochi dati in uscita negli Stati Uniti. L’ISM non manifatturiero a luglio dovrebbe confermare i livelli degli ultimi mesi, intorno a 56, mentre la bilancia commerciale di giugno dovrebbe registrare un nuovo allargamento del deficit.

Ieri sui mercati

L’apprezzamento del dollaro è stato bloccato venerdì dai dati occupazionali americani, buoni ma inferiori alle attese. L’euro è rimbalzato da 1,338 a 1,343 dollari, e la moneta americana è arretrata anche nei confronti dello yen. Comunque il cambio effettivo dell’euro rimane ai livelli più bassi dal luglio 2013. In netto calo (-7/8pb) anche i rendimenti degli UST, con ripercussioni anche sui mercati europei. In generale allargamento i premi al rischio, mentre la chiusura degli indici azionari è stato negativa (soprattutto in Europa, dove incidono anche le vicende di BES).

Area Euro

La seconda stima del PMI manifatturiero dell’eurozona veda una limatura al ribasso a 51,8 da 51,9. L’indice si riposiziona quindi sul livello di giugno. Il PMI tedesco viene rivisto di cinque decimi a 52,4 da 52,9, mentre quello francese di due decimi a 47,8 da 47,6. Il PMI italiano  delude le attese di un miglioramento e cala a 51,9 da 52,6, riportandosi così ai livelli del novembre 2013. Anche il PMI manifatturiero spagnolo è calato a 53,9 da 54,6 di giugno. Prosegue la fase di indebolimento del manifatturiero europeo, che ha iniziato la discesa dopo il picco di 54 toccato a gennaio scorso

Portogallo. La crisi di Banco Espìrito Santo, più grave di quanto inizialmente ammesso, ha obbligato il governo a lanciare un’operazione urgente di ristrutturazione, sostenuta da fondi pubblici. L’istituto finanziario verrà diviso in due entità: una, denominata Novo Banco, sarà dotata di 4,9 miliardi di capitale pubblico e riceverà i depositi della clientela e le obbligazioni senior; la seconda è una bad bank che avrà in carico l’esposizione verso le società finanziarie in crisi e verso la controllata angolana, più eventuali altre attività ‘tossiche’ individuate dai regolatori. Le perdite della bad bank saranno sostenute dagli azionisti attuali di BES e dai creditori subordinati. Il conferimento del capitale a Novo Banco, che sarà in futuro ricollocata sul mercato, avverrà attraverso il fondo di risoluzione bancaria creato nel 2012, al quale il governo conferirà 4,4 miliardi di euro provenienti dai finanziamenti europei finalizzati alla stabilizzazione del sistema bancario, di cui residuano 6,4 miliardi.

Stati Uniti

Stati Uniti. L’employment report di luglio delude in parte le attese, con gli occupati non agricoli che aumentano solo di 209mila unità, contro stime di consenso di 230mila unità; giugno è stato però rivisto al rialzo a 298mila da 288mila. La disoccupazione aumenta di un decimo al 6,2% dal 6,1% di giugno, ma l’aumento è dovuto alla crescita del tasso di partecipazione da 62,8% a 62,9%. I salari orari ristagnano a luglio dopo essere aumentati dello 0,2% m/m a giugno; la variazione tendenziale sale al 2,0% a/a da 1,9%. Sebbene il consenso si aspettasse numeri più forti, luglio è il sesto mese consecutivo in cui si creano più di 200mila posti di lavoro: una serie così positiva non si vedeva dal 1997, confermando pertanto il persistente miglioramento del mercato del lavoro.

Il reddito personale aumenta come da attese dello 0,4% m/m a giugno da 0,4% m/m di maggio, in linea con le indicazioni positive del mercato del lavoro di giugno. Anche la spesa personale cresce di 0,4% m/m da 0,3% m/m (rivisto al rialzo di un decimo). Il rafforzamento del mercato del lavoro sta sostenendo la fiducia dei consumatori, consolidando il reddito disponibile e alimentando i consumi. Il deflatore dei consumi avanza come da consenso dello 0,2% m/m a giugno (1,6% a/a), ma di fatto rallenta rispetto a maggio, il cui dato è stato rivisto al rialzo di un decimo a 0,3% m/m (1,7% a/a). Per l’indice core invece il rialzo è di 0,1% m/m (1,5% a/a) da 0,2% m/m di maggio (1,5% a/a), su un graduale trend verso l’obiettivo del 2% della Fed.

La fiducia delle famiglie rilevata dall’Un. del Michigan a luglio (finale) recupera come da attese salendo a 81,8 da 81,3 della lettura preliminare, in calo però da 82,5 di giugno. Il giudizio sulle condizioni economiche attuali passa a 97,4 da 96,6 di giugno, mentre il giudizio sullo scenario futuro peggiora a 71,8 da 73,5. L’andamento solido del mercato azionario, dei dati congiunturali e del mercato del lavoro dovrebbero sostenere la fiducia su un moderato trend positivo nel prossimo futuro, nonostante la correzione di luglio.

L’ISM del settore manifatturiero aumenta oltre le attese a luglio a 57,1 da 55,3, mettendo a segno il rialzo più forte in tre anni (aprile 2011). Gli indici su ordini (a 63,4 da 58,9), produzione (a 61,2 da 60) e occupazione (a 58,2 da 52,8) registrano aumenti ai massimi da tre anni. Coerentemente ai forti rialzi degli indici della Philadelphia e della NY Fed, la lettura di luglio suggerisce un consolidamento dell’attività nel trimestre in corso. Tra il 2° e il 4° trimestre la crescita del Pil dovrebbe recuperare dopo il calo di inizio anno ed espandersi a ritmi attorno al 3% t/t ann. 

La spesa in costruzioni cala bruscamente a giugno dell’1,8% m/m contro un consenso che la dava in aumento di 0,5% m/m, spinta in basso principalmente dal calo dell’edilizia pubblica. Tuttavia è stato rivisto abbondantemente al rialzo il dato del mese precedente a 0,8% m/m da 0,1% m/m. In termini destagionalizzati, il comparto residenziale cala di -0,2% m/m da -1,0% m/m; l’edilizia non residenziale nel complesso cala anch’essa del -2,8% m/m da +1,9% m/m di maggio. Infine, l’edilizia pubblica cala del -4,0% m/m da +1,6% m/m.


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