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Flash: Stati Uniti: L’employment report di luglio dovrebbe essere di nuovo forte

Area Euro : La seconda stima dovrebbe confermare il PMI manifatturiero in recupero a 51,9 a luglio da un precedente 51,8, l’indice rimarrebbe in ogni caso sotto il livello di maggio. Pensiamo che il calo del PMI di maggio e giugno sia un fenomeno temporaneo e che dall’estate dovrebbe vedersi un graduale recupero del libro ordini. La prima lettura del PMI manifatturiero italiano potrebbe vedere un indice a 52,7 da 52,6 di giugno….


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Stati Uniti

L’employment report di luglio dovrebbe essere di nuovo forte, con un aumento di occupati non agricoli di 255 mila e un calo del tasso di disoccupazione a 6%. Tutti gli indicatori del mercato del lavoro sono in netto miglioramento. Nella settimana di rilevazione dell’employment report di luglio i nuovi sussidi di disoccupazione sono stati pari a 302 mila, in calo da 314 mila della settimana di rilevazione di giugno. La componente occupazione delle indagini è in espansione, le posizioni aperte sono salite ampiamente a maggio su livelli che non si vedevano da prima della recessione. La solidità della dinamica occupazionale dovrebbe determinare un nuovo calo del tasso di disoccupazione a 6% da 6,1% di giugno, nonostante un ulteriore modesto aumento della forza lavoro. I salari orari dovrebbero ancora aumentare di 0,2% m/m, ma prevediamo che nei prossimi mesi ci sia un graduale spostamento verso l’alto della dinamica salariale. 

La spesa personale a giugno è prevista in aumento di 0,4% m/m, dopo il dato deludente di maggio (+0,2% m/m). La spesa per i beni dovrebbe essere in aumento sostenuto, in linea con le indicazioni delle vendite al dettaglio. L’unico neo delle vendite al dettaglio sono stati i materiali da costruzione e le auto: i primi non entrano nei consumi, le seconde sono stimate sulla base dei dati dei concessionari, che erano stati modestamente positivi a giugno dopo l’ampio aumento di maggio. Sui consumi dovrebbe pesare il freno della spesa in servizi sanitari, mentre famiglie e agenzie di raccolta dati si aggiustano dopo l’entrata in vigore della riforma sanitaria; prevediamo che la spesa per servizi ospedalieri, che aveva fatto calare ampiamente i servizi totali fra fine 2013 e inizio 2014, si stia gradualmente riprendendo in attesa di normalizzarsi più avanti nell’anno. Il reddito personale dovrebbe aumentare di 0,4% m/m, in linea con le indicazioni positive del mercato del lavoro di giugno. Il deflatore dei consumi dovrebbe proseguire sul trend di rialzi più rapidi rispetto a quelli visti nella seconda metà del 2013 e nei primi mesi del 2014, con una variazione per il deflatore totale di 0,3% m/m (1,7% a/a) e per l’indice core di 0,2% m/m (1,5% a/a), su un graduale trend verso l’obiettivo del 2% della Fed.

La spesa in costruzioni a giugno è prevista in aumento di 0,7% m/m, spinta dalla ripresa delle costruzioni residenziali iniziate nei mesi precedenti (forte rialzo dei nuovi cantieri ad aprile) e dare sostegno alla previsione di un’espansione a due cifre del settore nel 2° trimestre. Le costruzioni non residenziali e quelle pubbliche dovrebbero essere in aumento più contenuto rispetto alle variazioni solide di maggio.

L’ISM del settore manifatturiero dovrebbe aumentare a 55,9, da 55,3 di giugno, alla luce dei forti rialzi degli indici della Philadelphia e della NY Fed, che puntano a un’accelerazione dell’attività nel settore nel 3° trimestre. A giugno l’indagine ISM era generalmente positiva, con incrementi di ordini, output e stabilizzazione degli occupati sui livelli di maggio. Tra il 2° e il 4° trimestre la crescita del PIL dovrebbe recuperare dopo il calo di inizio anno ed espandersi a ritmi poco sopra il 3% t/t ann.

La fiducia delle famiglie rilevata dall’Univ. of Michigan a luglio (finale) dovrebbe recuperare salendo a 82,5, dopo il calo della rilevazione preliminare a 81,3, legato probabilmente a un transitorio aumento del prezzo della benzina. L’andamento solido del mercato azionario, dei dati congiunturali e del mercato del lavoro mantengono la fiducia su un moderato trend positivo.

Le vendite di autoveicoli a luglio sono attese in marginale aumento a 16,95 mln di unità, da 16,92 mln di giugno.

Ieri sui mercati

Le indicazioni deludenti dalle trimestrali societarie, il default tecnico dell’Argentina e le preoccupazioni sul fronte geopolitico condizionano i mercati azionari europei, con i principali indici che hanno registrato ieri nuovi minimi di periodo; il Dax risente fortemente anche degli elevati interessi in Russia e quindi dei timori di inasprimento delle sanzioni e torna ai livelli di inizio maggio, mentre il Cac registra un nuovo minimo dallo scorso marzo. La banca portoghese Banco Espirito Santo perde oltre il 30% dopo i risultati di bilancio. Intonazione marginalmente negativa per il mercato dei titoli di stato europei che risente delle tensioni emerse sui mercati in seguito alle ultime vicende di cronaca e ai dati macro. Il nuovo ed inatteso rallentamento dell’inflazione conferma uno scenario di ripresa ancora estremamente debole. Si mantiene comunque contenuta per il momento la reazione dei titoli di stato: il titolo a due anni si riporta a ridosso della soglia dello 0,48%, per il decennale il rendimento si attesta al 2,7%. Poco mosso infine lo spread tra BTP e Bund che rimane a quota 152pb. Cambio euro/dollaro in area 1,338, con la valuta unica che resta debole dopo i dati macro usciti ieri. Se da un lato i dati sull’inflazione europea confermano la debolezza dell’economia del Vecchio Continente dall’altra parte proseguono i dati positivi per l’economia statunitense; infatti dopo il PIL di ieri, le richieste di sussidi di disoccupazione, risultate poco sopra le attese, confermano il buon andamento dell’economia USA. Prosegue la debolezza delle risorse di base. Le quotazioni petrolifere sono poco variate con il Brent in area 106,3 dollari al barile e il WTI, che amplifica i movimenti al ribasso, a 99,6 dollari.

Area Euro

Il tasso di disoccupazione dell’Eurozona cala di un decimo a giugno all’11,5% contro le attese che lo davano stabile sul livello di maggio a 11,6% (stabile da tre mesi). Dopo aver toccato il picco a settembre 2013 la disoccupazione sta lentamente calando e il livello attuale è ai minimi da settembre 2012; cala di un decimo anche la disoccupazione giovanile (lavoratori al di sotto dei 25 anni) a 23,1% da 23,2%. Globalmente, il numero dei senza lavoro ammonta a 18,41 milioni di persone, 152 mila persone in meno rispetto a maggio. In media annua ci aspettiamo un calo di mezzo punto all’11,5% da 12,0% del 2013. Nel dettaglio per paesi, la disoccupazione rimane al di sopra delle media dell’Eurozona in Irlanda (11,8%), Portogallo (14,1%), Spagna (24,5%), Grecia (27,3%, dato di aprile) e Italia, dove il tasso di disoccupazione a giugno cala a sorpresa di tre decimi a 12,3% da 12,6%. Il livello dell’occupazione sale al 55,7% da 55,5% di maggio (pari a 398 mila unità), mentre il tasso di inattività rimane stabile a 36,3%. Il numero dei disoccupati è pari a 3 milioni e 153 mila persone. Rimane molto alta però la percentuale di disoccupazione giovanile che sale al 43,7% dal 43,1% di maggio. Si conferma che il mercato del lavoro ha lasciato alle spalle il periodo peggiore e il 2014 dovrebbe vedere il livello salire al 12,6% da 12,2% del 2013 per poi calare dall’anno prossimo (12,3%). In Germania, la disoccupazione a luglio rimane stabile al 6,7% come da attese per il quinto mese di fila. Il numero dei senza lavoro è diminuito di 12 mila unità, oltre le attese, dopo essere aumentato di 7 mila a giugno. Il numero dei disoccupati si aggira attorno ai 2,87 milioni di persone. In Germania la disoccupazione è al suo livello di lungo periodo (media annua 6,7%).

La stima flash dell’inflazione nell’Eurozona mostra un rallentamento a luglio a +0,4% da +0,5%, contro il consenso che si aspettava un indice invariato. È un nuovo minimo da ottobre 2009. Sul mese i prezzi sono calati dello 0,6%m/m da +0,1% m/m di giugno, principalmente a causa del nuovo calo stagionale dei prezzi degli alimentari freschi (-0,3%m/m da -0,2% m/m) e, in particolare, dei prezzi dell’energia (da -1,0% m/m da +0,1% m/m di giugno). Aumentano nuovamente invece i prezzi dei servizi (1,3% m/m, come a giugno). L’indice core rimane stabile a 0,8% come il mese precedente. Il CPI potrebbe toccare un nuovo minimo ad agosto per poi risalire solo marginalmente negli ultimi mesi dell’anno (media annua 2014 0,6%, 2015 1,2%). Anche in Italia è stata pubblicata la stima preliminare: i prezzi al consumo calano a luglio di -0,1% m/m da 0,1% m/m sulla misura nazionale e di -2,1% m/m da 0,1% m/m su quella armonizzata (quest’ultima misura in larga parte influenzata dai saldi estivi di cui il NIC non tiene conto). Anche qui, il calo è spiegato dai prezzi dell’energia in ribasso e dalla diminuzione stagionale dei prezzi di alimentari freschi, che più che compensano il rialzo dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti (anch’essi affetti da dinamica stagionale). L’inflazione scende così ancora di due decimi e arriva a 0,1% da 0,3% sull’indice nazionale e a zero da 0,2% su quello armonizzato, toccando i minimi da luglio 2009. L’inflazione di fondo al netto degli alimentari e dell’energia cala a 0,6% da 0,7% di giugno. In prospettiva riteniamo che il CPI possa calare sotto zero in estate, con un possibile nuovo minimo ad agosto, per risalire solo marginalmente in autunno (media annua nazionale 0,4%, armonizzata 0,3%).

Stati Uniti

Il Chicago PMI cala bruscamente e a sorpresa a luglio a 52,6 da 62,6 (ai massimi da sette mesi), in controtendenza alle altre indagini regionali (Philly Fed e Empire) e toccando il minimo da giugno 2013. La variazione di -10 punti è la più consistente da ottobre 2008. Il calo è dovuto a una forte contrazione degli indici di produzione e degli ordini. L’indicatore rimane comunque coerente con un ritmo di espansione nel settore manifatturiero e la lettura di luglio non dovrebbe rappresentare un’inversione al ribasso del trend: l’aumento della componente legata all’occupazione suggerisce infatti che il calo di luglio è temporaneo. 


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