Analisi Giornaliere

Flash: Stati Uniti: L’indice della Philadelphia Fed a dicembre è atteso in aumento

AMERICA 7

Da seguire: Stati Uniti:  L’indice della Philadelphia Fed a dicembre è atteso in aumento a 16,5 da 6,5 di novembre. A novembre il Philly Fed aveva sorpreso con un ampio calo, dopo il balzo eccessivo di…


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ottobre a 19,8. Dicembre dovrebbe vedere una normalizzazione dell’indagine e un allineamento su valori compatibili con i risultati dell’ISM, molto più stabili in questi mesi e coerenti con solida accelerazione dell’attività. 

Le vendite di case esistenti a novembre dovrebbero correggere a 5 mln di unità ann. da 5,12 di ottobre. I mesi di luglio e agosto avevano visto un boom di vendite, in seguito alla forte crescita dei contratti registrata in aspettativa di rialzi dei tassi sui mutui. I contratti di compravendita sono in calo da giugno, e danno indicazioni ancora moderatamente negative per le vendite. La correzione dovrebbe però essere quasi conclusa e tutti i dati del settore immobiliare dovrebbero riprendersi nei prossimi mesi dopo la debolezza estiva.

Ieri sui mercati

Il dollaro, come atteso, ha reagito rafforzandosi a livello generalizzato dopo l’annuncio della Fed. Il cambio con l’euro è sceso in area 1,36, mentre lo yen è calato fino a 104; già questa mattina, però, si sta osservando una correzione. Nessun segnale di panico sui mercati emergenti. Sostanzialmente positiva la reazione dei mercati azionari mondiali, mentre la salita dei rendimenti sui titoli di stato è stata molto contenuta.

Area Euro

Germania. L’indice IFO è migliorato ancora a dicembre, a 109,5 da un precedente 109,3. Si tratta di un massimo dall’aprile del 2012. Il dato è risultato in linea con le attese. L’incremento è trainato dalle aspettative per il futuro (salite da 106,4 a 107,4, un massimo da quasi tre anni), mentre è scesa a sorpresa la valutazione sulla situazione corrente (a 111,6 da 112,2). Il livello dell’IFO, sulla base dell’esperienza storica, sarebbe coerente con una crescita del PIL tedesco in area 3% a/a (dallo 0,6% a/a registrato nel 3° trimestre). Tale indicazione probabilmente sovrastima l’entità reale della ripresa (come visibile dai dati deludenti visti negli ultimi mesi sulla produzione industriale). Tuttavia l’indicatore segnala una probabile accelerazione per la crescita tedesca a inizio 2014, dopo che con ogni probabilità negli ultimi tre mesi dell’anno il PIL dovrebbe essere rimasto vicino allo 0,3% t/t registrato nei mesi estivi.

L’Ecofin ha annunciato un’intesa sul processo decisionale e sul meccanismo di finanziamento dell’SRM (Single Resolution Mechanism), il secondo pilastro dell’unione bancaria. Confermato l’anticipo al 2016 del bail-in come prerequisito per l’uso di fondi pubblici; nel lungo periodo di transizione il peso della ricapitalizzazione sarà sostenuto da fondi nazionali, integrati da altre risorse nazionali e dall’ESM, secondo le procedure attuali. Le decisioni saranno prese da un resolution board, secondo regole diverse a seconda della rilevanza della decisione; è comunque prevista una possibilità di intervento del Consiglio. L’accordo di ieri dovrà essere tradotto in un regolamento comunitario e in un accordo intergovernativo nei primi mesi del 2014.

Stati Uniti

I nuovi cantieri mostrano la ripresa di un trend fortemente positivo per le costruzioni residenziali. I dati pubblicati riguardano i mesi da settembre a novembre, e indicano una quasi stabilità a settembre e ottobre (873 mila e 889 mila, rispettivamente), seguiti da un forte balzo a novembre, a 1,091 mln. Nei prossimi mesi ci sarà una correzione fisiologica del livello toccato a novembre, ma il segnale è positivo per la crescita delle costruzioni nei prossimi trimestri. Le licenze confermano la dinamica positiva, a 1,007 mln a novembre.

Il Senato ha approvato, come atteso, il Bipartisan Budget Act che prepara la strada per la stesura di una legge di bilancio da approvare a inizio gennaio, evitando rischi di un’altra chiusura del governo.

FOMC: Meno acquisti, più forward guidance= stimolo quasi invariato

Il FOMC ha deciso di ridurre modestamente i propri acquisti di titoli”, con una riduzione mensile di 10 mld di dollari. Da gennaio gli acquisti di MBS saranno di 35 mld di dollari , invece di 40 mld, e quelli di Treasuries saranno 40 mld invece di 45 mld. Rimane in vigore la politica di reinvestimento delle scadenze di titoli delle agenzie in MBS e di Treasuries in titoli analoghi.

Il sentiero degli acquisti è ora condizionato anche all’inflazione e non solo al tasso di disoccupazione e alle condizioni del mercato del lavoro. Inoltre, il comunicato afferma che “il Comitato ora si aspetta che (…) probabilmente sarà appropriato mantenere l’attuale obiettivo sul tasso dei fed funds ben oltre il momento in cui il tasso di disoccupazione sarà sceso sotto il 6,5%, soprattutto se l’inflazione prevista continuerà ad essere al di sotto dell’obiettivo a lungo termine del Comitato posto al 2%”.

Le proiezioni macroeconomiche e dei tassi sono poco variate rispetto a settembre..


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