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Flash: Stati Uniti : L’indice Empire della NY Fed a dicembre dovrebbe risalire a 17, da 10,2 di novembre

Giappone  Le elezioni per il rinnovo della Camera bassa di domenica hanno dato, come atteso, un’ampia maggioranza alla coalizione di governo uscente. Con la partecipazione al voto più bassa del secondo dopoguerra,.

 


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al 52%, la coalizione ha ottenuto una maggioranza schiacciante, con almeno 325 seggi su 475 (di cui 291 all’LDP, da 295 precedenti, e 35 a Komeito, da 31), sulla base dei risultati preliminari. L’esito del voto rafforza le politiche del governo uscente. Abe ha detto che la priorità continuerà a essere l’economia, ma poi il governo si occuperà delle questioni legate alla sicurezza nazionale. La composizione del governo sarà probabilmente poco modificata. Nel breve termine, l’esecutivo presenterà entro fine anno una manovra di stimolo fiscale mirata a sostenere il reddito delle famiglie, con misure temporanee probabilmente intorno a 3 tln di yen (0,7-0,8% del PIL).

    Il Tankan del 4° trimestre registra un modesto calo a 12, da 13 di settembre e rimane nel range visto da giugno in poi (fra 12 e 13). È invece in rialzo l’indice per le grandi imprese non manifatturiere, con un aumento a 16 da 13 di settembre. Le aspettative per il manifatturiero sono deboli (in calo a 9 per il prossimo trimestre); per il non manifatturiero, le aspettative sono a 15. Le imprese continuano a sottostimare la persistenza del deprezzamento del cambio: il dollaro/yen stimato dalle imprese per il secondo semestre dell’a.f. 2014 (a 104,54) è ben più forte di quello effettivo. Il calo del prezzo del petrolio e il deprezzamento del cambio dovrebbero sostenere la crescita nei prossimi trimestri. L’indagine riporta una revisione verso l’alto dei piani di investimento (+8,9% a/a, da 8,6% di settembre) per l’a.f. in corso e dà indicazioni positive per la crescita a inizio 2015. Il miglioramento della domanda domestica dovrebbe riportare il PIL in crescita già da fine 2014.

Stati Uniti

    L’indice Empire della NY Fed a dicembre dovrebbe risalire a 17, da 10,2 di novembre, e riavvicinarsi ai livelli visti fra maggio e settembre.
    La produzione industriale a novembre è prevista in aumento di 1% m/m, dopo -0,1% m/m di ottobre. Nel settore manifatturiero l’incremento dovrebbe essere di 0,9% m/m Le utilities dovrebbero registrare un ampio aumento dell’output causato dal clima rigido, mentre nell’estrattivo si dovrebbe iniziare a vedere qualche freno alla crescita della produzione sulla scia del calo del prezzo del petrolio.
    L’indice di ottimismo dei costruttori rilevato dal NAHB a dicembre dovrebbe stabilizzarsi a 58, sul livello elevato visto a novembre.

I market mover della settimana

Nell’area euro inizia la tornata di indagini di fiducia relative al mese di dicembre. Ci aspettiamo un arretramento per l’indice ZEW, dopo il rimbalzo molto forte del mese scorso, una modesta correzione per IFO e INSEE e viceversa un recupero per i PMI area euro, in particolare nel settore manifatturiero. La seconda stima dell’inflazione di novembre per l’Eurozona dovrebbe confermare la prima lettura a 0,3%. Fatturato e ordini all’industria in Italia sono attesi poco variati a ottobre dopo il deciso calo di settembre.

La settimana ha molti dati ed eventi di rilievo negli Stati Uniti. Il focus sarà sulla riunione del FOMC, con conferenza stampa e revisione delle proiezioni: il FOMC potrebbe eliminare il riferimento al “tempo considerevole”, mantenendo una guidance legata esclusivamente ai dati, magari ammorbidita da indicazioni di probabile “pazienza” nella determinazione dei tassi. Le proiezioni potrebbero vedere revisioni verso il basso per l’inflazione, ma anche per il tasso di disoccupazione, a fronte di possibili spostamenti verso l’alto del sentiero dei tassi previsto per il 2016. Per quanto riguarda i dati, le indagini di dicembre (Empire e Philly Fed) dovrebbero essere ancora in territorio ampiamente espansivo; a novembre, la produzione industriale è prevista in forte rialzo, e i nuovi cantieri dovrebbero essere in aumento moderato. Il CPI di novembre dovrebbe essere in ampio calo sulla scia della correzione dell’energia, ma il core dovrebbe vedere una variazione fra 0,1 e 0,2% m/m, in linea con il trend del 2014.

Venerdì sui mercati

    Chiusura in netta flessione per i maggiori indici azionari mondiali: -1,6% per l’S&P e -2,9% per l’Eurostoxx50; -1,6% per il Nikkei questa mattina. Fra le cause della correzione in atto, i dati macroeconomici in rallentamento in Cina e i nuovi timori sul debito europeo visto il rischio di nuove elezioni in Grecia e il downgrade in atto del debito di diversi Paesi dell’eurozona.
    La ripresa dell’avversione al rischio e i nuovi minimi del prezzo del petrolio (anche a seguito del taglio dell’outlook da parte dell’AIE; peraltro il greggio è in lieve risalita questa mattina) stanno favorendo i titoli obbligazionari in particolare sui mercati core. Qualche tensione sugli spread dopo che venerdì sera Fitch ha tagliato il rating della Francia a AA da AA+ (con outlook stabile; sempre venerdì sono stati confermati invariati i rating della Grecia da parte di Dbrs e della Gran Bretagna da parte di Fitch e S&P).
    Sui mercati valutari, yen in apprezzamento stamane sulla scia della risalita dell’avversione al rischio sui mercati (e nonostante la vittoria di Abe alle elezioni prospetti il prosieguo delle politiche ultraespansive).

Area Euro

La produzione industriale è cresciuta a ottobre di 0,1% m/m, più debole delle stime di consenso. Il dato lascia la produzione in rotta per un calo di 0,4% t/t a dicembre dopo la stagnazione nei mesi estivi. E’ possibile che  tra novembre e dicembre la produzione recuperi marginalmente ma in ogni caso il 4° trimestre chiuderà al di sotto del 3°. Confermiamo la nostra stima di crescita del Pil area euro a 0,1% t/t a fine anno in rallentamento dal +0,2% t/t dell’estate.

Stati Uniti

Il PPI a novembre cala di -0,2% m/m; l’indice core è invariato, dopo +0,4% m/m a ottobre. L’indice headline risente del calo nel segmento dell’energia; i prezzi dei beni correggono di -0,7% m/m, con una  contrazione di -3,1% m/m per l’energia (quinto calo consecutivo) e di -0,2% m/m per gli alimentari; i prezzi dei beni core registrano una variazione di -0,1% m/m.  I servizi segnano un aumento moderato (+0,1% m/m, dopo +0,5% m/m di ottobre). L’aggregato relativo ai consumi ex-energia registra una variazione di –0,1% m/m, e dà un segnale di moderazione per il CPI core.

La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a dicembre (prel.) aumenta di nuovo ampiamente, salendo a 93,8, da 88,8 di novembre, e tocca il massimo da gennaio 2007. L’indice coincidente sale a 105,7 (massimo da  febbraio 2007) da 102,7; l’indice aspettative balza a 86,1 (massimo da gennaio 2007) da 79,9 di novembre. Le aspettative di inflazione sono un elemento molto importante dell’indagine, nel contesto attuale di previsto crollo dell’inflazione dovuto al calo del prezzo della benzina. Le aspettative aumentano a 2,9% sia sull’orizzonte a 5 anni sia su quello a 1 anno da 2,6% e 2,8%, rispettivamente. Le informazioni sulle aspettative di inflazione a lungo termine saranno monitorate attentamente dalla Fed per valutare se restano “ben ancorate” pur in presenza di un rapido rallentamento dell’inflazione.

 

Fonte: BONDWorld.it

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