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Flash: Stati Uniti L’ISM del settore manifatturiero a novembre è previsto in calo

Da seguire: I PMI asiatici  pubblicati nella notte mostrano un quadro moderatamente positivo di espansione economica, con segnali di miglioramento nella gran parte dei Paesi.….


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L’unica eccezione è la Cina: il PMI HSBC della Cina è arretrato marginalmente da 50,9 a 50,8, mentre quello ufficiale è invariato a 51,4, con indicazioni contrastanti anche sull’andamento degli ordini esteri (negative nel primo caso, positive nel secondo). Il calo del PMI HSBC è comunque inferiore a quello indicato dalla stima preliminare. In crescita il PMI della Corea da 50,2 a 50,4, quello indiano da 49,6 a 51,3, quello di Taiwan da 53,0 a 53,3. Venerdì il PMI giapponese era anch’esso stato annunciato in crescita da 54,2 a 55,1.

Area Euro

La lettura finale del PMI manifatturiero dell’area euro di novembre dovrebbe confermare il 51,5 della stima preliminare, in lieve aumento dal 51,3 di ottobre. Nel mese l’aumento in Germania ha più che compensato il calo in Francia. La prima lettura del PMI manifatturiero italiano potrebbe mostrare un lieve aumento a 51 da 50,7 di ottobre.

Stati Uniti

L’ISM del settore manifatturiero a novembre è previsto in calo a 54,5 da 56,2 di ottobre. Le indagini di novembre danno informazioni contradditorie. Da un lato l’Empire e il Philly Fed hanno registrato ampi cali, con l’Empire addirittura in territorio negativo a -2,2, dopo segnali espansivi solidi nei due mesi precedenti. Dall’altro, la stima flash dell’indice PMI Markit di novembre è salita a 54,3 da 51,8 del dato definitivo di ottobre. I dati delle indagini regionali sono probabilmente meno attendibili per via della chiusura del governo di ottobre; tuttavia, il forte accumulo di scorte nel 3° trimestre segnala un probabile rallentamento della produzione nel 4° trimestre. Pertanto, sulla base delle indicazioni disponibili prevediamo che l’ISM sia in moderato calo rispetto a ottobre, pur restando in territorio coerente con espansione dell’attività e con segnali positivi sul fronte degli ordini.

La spesa in costruzioni, come gli altri dati relativi al settore, non è stata pubblicata nelle settimane di chiusura del governo. Pertanto vengono pubblicati insieme i dati relativi a settembre e ottobre. La spesa di settembre dovrebbe essere stata in aumento di 0,3% m/m, e quella di ottobre di 0,5% m/m. Gli occupati nel settore costruzioni sono stati in aumento a settembre e ottobre, dopo sei mesi di quasi-stagnazione. L’attività nel settore dovrebbe continuare a crescere a ritmi moderati anche nel 2014.

I market mover della settimana

Nell’Eurozona, il focus sarà sulla riunione della BCE, dalla quale non ci aspettiamo novità sostanziali dopo il taglio di novembre. La seconda lettura del PIL Eurozona nel 3° trimestre è attesa confermare la stima preliminare (+0,1% t/t); il dettaglio dovrebbe mostrare che la crescita è venuta dalla domanda interna in presenza di un contributo negativo dell’export netto. Gli ordini all’industria tedeschi potrebbero correggere a ottobre, dopo il balzo di settembre, mantenendo tuttavia una tendenza di fondo positiva.

La settimana ha molti dati in uscita negli Stati Uniti. I dati di novembre dovrebbero essere positivi. L’employment report dovrebbe confermare una dinamica occupazionale vicina a 200 mila mensili, e il tasso di disoccupazione calare a 7,2%. Gli indici ISM dovrebbero essere in moderata correzione, ma sempre in territorio espansivo. Le vendite di autoveicoli dovrebbero essere in ampio aumento. Per quanto riguarda le informazioni di ottobre, il deficit della bilancia commerciale dovrebbe ridursi, le vendite di case nuove dovrebbero risalire vicino ai livelli della primavera. La stima del PIL del 3° trimestre dovrebbe essere rivista verso l’alto ma solo per un più ampio accumulo di scorte. Il Beige Book dovrebbe confermare la crescita moderata e il graduale miglioramento del mercato del lavoro.    

Venerdì sui mercati

Area Euro

L’inflazione è risalita a 0,9% a novembre. Sul mese i prezzi al consumo sono calati di -0,1%m/m per effetto dell’ulteriore frenata dell’energia ed alimentari freschi. Il dato di inflazione odierno non cambia la nostra valutazione dello scenario per il 2014-15, l’inflazione è attesa rimanere bassa più vicina all’1% che al 2%.

Italia: Sorprende ancora al ribasso l’inflazione. I prezzi al consumo sono calati più del previsto anche a novembre, di -0,4% m/m, per un’inflazione in calo a 0,6% a/a da 0,8% a/a precedente. In sintesi, il dato conferma la tendenza decisamente al ribasso per l’inflazione. A due mesi dall’entrata in vigore, sembra di poter dire che l’impatto dell’aumento dell’IVA sia stato sostanzialmente trascurabile. Il calo dell’inflazione è dovuto sia alla diminuzione dei prezzi dell’energia, sia alla dinamica core, frenata dalla persistente debolezza del ciclo economico. Il fatto che la tendenza al ribasso riguardi componenti molto sensibili alla domanda (come i servizi ricettivi e di ristorazione e le spese per il tempo libero) sembra confermare questa tesi. In prospettiva, l’inflazione nel 2014 potrebbe collocarsi su valori molto simili a quelli di quest’anno (1,2% secondo il NIC, 1,3% in base all’armonizzato).

Il tasso di disoccupazione dell’Eurozona è calato a sorpresa di un decimo a ottobre al 12,1% per la prima volta da febbraio 2011. La disoccupazione giovanile nell’eurozona si attesta al 24,4% a ottobre, in aumento di un decimo rispetto a settembre. I livelli minimi sono in Germania (7,8%) e Austria (9,4%) Con una ripresa solo molto graduale il tasso di disoccupazione faticherà a invertire decisamente la tendenza almeno fino alla seconda metà del 2014.

Italia: Peggiora ancora sia la quantità che la “qualità” dell’occupazione. In base ai dati mensili provvisori, il tasso di disoccupazione è rimasto stabile come atteso al 12,5% a ottobre. Nel mese sia le forze di lavoro che gli occupati sono risultati poco variati. Il tasso di disoccupazione giovanile (nella fascia d’età 15-24 anni) è salito ancora di altri sette decimi, toccando un nuovo massimo storico a 41,2%. Anche l’indagine trimestrale sulle forze di lavoro ha confermato la persistente debolezza. Il tasso dei senza-lavoro è salito in linea con le attese al 12,3% nel 3° trimestre, dal 12,1% precedente.

Francia. Contrariamente alle attese, la spesa per consumi cala ancora a ottobre per il terzo mese consecutivo di -0,2% m/m dopo il -0,1% m/m di settembre. Sull’anno la variazione della spesa per consumi cala di un altro decimo a ottobre dopo il -0,1% a/a di settembre, rimanendo così in rotta per una riduzione di 0,3% t/t nel trimestre in corso dopo essere calata di 0,1% t/t a settembre. Le prospettive per i consumi privati rimangono difficili considerata la situazione del mercato del lavoro in Francia, l’aumento della pressione fiscale che quest’anno ha raggiunto il picco e il persistere del morale depresso come è recentemente emerso dalle indagini di fiducia.  

BCE. Coeuré ha ribadito che il QE è possibile ma non è scontato dal momento che non vede un rischio di deflazione nella media area euro.

 


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