Analisi Macro

Focus: Il governo ha presentato la Nota di Aggiornamento al DEF

Italia DEF

Italia. Il governo ha presentato ieri sera l’attesa Nota di Aggiornamento al DEF e la connessa relazione al Parlamento…..

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A cura di Intesa Sanpaolo S.p.A.

Quest’ultima richiede al Parlamento l’autorizzazione a scostarsi dall’obiettivo di medio termine, che dovrebbe essere orientato al pareggio strutturale.

Il documento conferma l’intenzione di aumentare il deficit 2019 al 2,4%, per poi ridurlo a 2,1% nel 2020 e a 1,8% nel 2021.

Il governo assume una spesa per interessi in graduale crescita al 3,9% del PIL nel 2021, dal 3,6% stimato per il 2018.

La manovra netta vale l’1,2% del PIL nel 2019, l’1,4% nel 2020 e l’1,3% nel 2021. La disattivazione dell’aumento delle imposte indirette è completa per il solo 2019 e parziale per gli anni successivi (resterebbero in piedi clausole per lo 0,3% del PIL nel 2020, mentre il valore delle clausole aumenterebbe nel 2021; il governo si propone di sostituire le residue clausole con interventi di riduzione della spesa e di potenziamento dell’attività di riscossione delle imposte nel prossimo DEF).

Ne deriva secondo il governo un effetto positivo sul ciclo di 0,6% nel primo anno, 0,4% nel secondo e 0,3% nel terzo. Di conseguenza, la crescita del PIL risulterebbe pari a 1,5% l’anno prossimo, a 1,6% nel 2020 e a 1,4% nel 2021.

Il rapporto debito/PIL calerebbe a 130% nel 2019, a 128,1% nel 2020 e 126,7% nel 2021 (è confermato l’obiettivo di ottenere proventi da privatizzazioni pari a tre decimi di PIL all’anno nel 2019-20).

L’indebitamento strutturale è atteso peggiorare da 0,9% a 1,7% nel 2019, per restare invariato negli anni successivi.

Proprio questo profilo del deficit strutturale configura la violazione più importante delle regole fiscali Ue, che difficilmente eviterà una bocciatura della legge di bilancio da parte della Commissione. 

Inoltre, per effetto della manovra il saldo negativo del settore statale salirebbe al 3,1% del PIL nel 2019, per restare superiore al 2,5 nel biennio seguente.

Perciò, anche ipotizzando una piena realizzazione di coperture ed effetti positivi sulla crescita, il fabbisogno netto del settore statale da finanziare nel triennio salirebbe a oltre 156 miliardi, dai 54 miliardi dello scenario tendenziale di aprile.

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