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Francia: rimbalzo dei consumi a settembre

La spesa dei consumatori francesi per prodotti manufatti, destagionalizzata ed aggiustata per i giorni lavorativi, ha registrato un buon rimbalzo a settembre dopo la forte correzione del mese precedente. A settembre, infatti, lo…


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Aletti Gestielle SGR – Laura Cavallaro -Ufficio Studi


spending francese è salito dell’1.5% mom dopo il -1.6% mom di agosto (oggi non rivisto). In termini tendenziali la crescita dello spending ha rallentato solo modestamente a 1.1% yoy dall’1.2% yoy di agosto (anche questo non rivisto oggi). 

Dal breakdown emerge che l’espansione dell’indice aggregato è stata diffusa a tutte le sottocomponenti. In particolare, la componente delle auto è quella che ha registrato il maggiore aumento, salendo dell’11.2 % mom dopo il -1.8% mom di agosto, trainando quindi anche la componente di Durable Goods (4.6% mom da -0.8% mom). Il fortissimo dato relativo agli acquisti di auto segna il termine di una sequenza di cali in atto dall’inizio dell’anno a causa del rinnovo solo parziale degli incentivi per le auto. Gli incentivi per le auto nel 2009 erano infatti di un importo pari a 1000 Euro e sono stati rinnovati anche al 2010 ma solo per un importo pari a 700 Euro. Il fortissimo rimbalzo delle vendite di auto registrato a settembre potrebbe quindi essere stato spinto dal prossimo termine degli incentivi ancora in vigore, che verranno eliminati gradualmente entro la fine dell’anno. In espansione anche la componente di “retail sector” (0.1% mom da -2.1% mom), che esclude automobili, pneumatici, parti di ricambio e medicinali e la componente tessile (0.2% mom da -6.2% mom) e la componente residuale di “other manufactured goods” (0.1% mom da -0.3% mom) che comprende cosmetici, farmaci, parti di auto, gioielleria, foto e beni sportivi e che costituisce oltre il 40% dello spending totale. Una dinamica invariata è stata invece registrata dalla componente di Household Goods (0.0% mom) per il secondo mese consecutivo.

La media dei dati del terzo trimestre 2010 è dell’1.2% superiore alla media dei risultati del secondo trimestre. Nonostante si debba comunque tenere in considerazione che i dati dello spending francese sono nominali, che rappresentano solo una quota inferiore al 50% della componente dei consumi del GDP (ad esempio non includono tutta la parte di consumi di servizi), e che quindi non c’è piena corrispondenza tra le due serie, questo risultato lascia pensare ad un contributo positivo dei consumi reali del GDP nel terzo trimestre, per un GDP di Q3 che al momento ci attendiamo dello 0.4% qoq.


Disclaimer: La source dei dati è Bloomberg e/o Datastream. Il presente documento è destinato esclusivamente al soggetto destinatario ed ha quale unico scopo quello di illustrare dati e/o pensieri ritenuti degni di nota. Pertanto tale documento ha finalità esclusivamente informative, e non può essere in alcun modo inteso o interpretato quale offerta, invito, consiglio, suggerimento o indicazione di investimento. In nessun caso il presente documento può essere diffuso al pubblico senza preventiva autorizzazione da parte della SGR. Inoltre, anche se la SGR intraprende ogni ragionevole sforzo per ottenere informazioni da fonti ritenute affidabili, non assicura in alcun modo che le informazioni, i dati, le notizie, o le opinioni contenute nel materiale siano esatte, affidabili o complete. Inoltre, la SGR non può essere ritenuta responsabile dell’utilizzo che ne viene fatto.

 

 

Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%.  L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.

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