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Annibale Antonio GAM

GAM: In GOP we trust?

GAM: Ultima settimana dominata dai dati sull’efficacia dei nuovi vaccini. Tuttavia, in attesa di una loro distribuzione su vasta scala, i mercati devono affidarsi ancora una volta alle Banche Centrali e alle faticose negoziazioni fra democratici e repubblicani.

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Commento a cura di Antonio Anniballe, gestore del team Multi Asset Italia di GAM (Italia) SGR


I recenti dati sull’efficacia dei vaccini, approdati all’ultima fase dell’iter di approvazione, hanno indotto un intenso movimento di mercato, innescando una rotazione verso i settori ciclici e value. Con queste notizie aumenta sensibilmen­te la probabilità che una prima distribuzione del vaccino avvenga già nel primo trimestre dell’anno, mettendo progressivamente al riparo le economie da periodiche ondate di contagi e fasi di lockdown.

La prima reazione del mercato è stata dunque com­prensibile e razionale, tanto più che le economie nel terzo trimestre hanno già dimostrato, in presenza di un quadro stabile dei contagi, grande reattività.

Sottotraccia appare però chiaro un aspetto, ricor­dato appena pochi giorni fa dal deludente dato di vendite al dettaglio negli USA: è necessario gestire l’interim, ovvero i mesi che ci separano dal vaccino, con una seconda ondata di contagi in pieno corso e le sue conseguenze già evidenti, in termini di lockdown e nuovi rallentamenti economici.

Questo tema è, ancora una volta, demandato all’intervento di Banche Centrali e governi, le cui mosse nelle prossime settimane saranno oggetto di attento scrutinio da parte dei mercati.

Per quanto riguarda BCE e Fed, le prossime riunioni sono previste rispettivamente per il 10 e il 16 dicem­bre. L’attesa è di un rafforzamento delle misure già in essere, come preannunciato dalla stessa Lagarde. Il rischio, come evidenziato anche dalle recenti dichia­razioni di Clarida (Fed), che ha descritto pochi giorni fa il quadro monetario attuale come “già altamente espansivo”, è che tali decisioni non siano ritenute sufficienti dai mercati, alla luce di lockdown sempre più diffusi.

Altro punto, della medesima importanza, è quello fiscale, in particolare negli USA: l’enorme manovra di 2200 miliardi di dollari di fine marzo è stata decisiva per spezzare la catena di trasmissione che collega disoccupazione, minori consumi e insolvenze. Un secondo pacchetto è subordinato alle negoziazioni fra democratici e repubblicani, con questi ultimi a puntare su una manovra di portata inferiore.

Alcune voci parlano di accordo entro fine anno, altre riten­gono che sarà improbabile l’approvazione prima dell’insediamento della nuova Amministrazione a gennaio e dell’esito del ballottaggio per gli ultimi due seggi in Senato, che stabiliranno il colore della nuova maggioranza. In caso di gestazione prolun­gata, sarà importante monitorare eventuali segnali di sofferenza del consumatore americano: impennate repentine nei mancati pagamenti dei mutui o nelle richieste dei sussidi, o un arretramento inatteso delle vendite al dettaglio, potrebbero rappresentare spie di un aumento dei rischi di scenario.

Fonte: BONDWorld.it

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