BondWorld.it
Generali Investments

Generali Investments – La Fed conferma i suoi piani, nonostante l’incombente aumento della domanda e le preoccupazioni del mercato

Generali Investments – Il messaggio inviato alla riunione di marzo della FED è stato di forte continuità: le previsioni a breve termine su crescita e inflazione sono state riviste sostanzialmente al rialzo


Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter gratuita. Clicca qui per iscriverti gratuitamente.


A cura di Paolo Zanghieri, Senior Economist di Generali Investments


e si prevede che la ripresa del mercato del lavoro procederà più rapidamente. Tuttavia, il quadro di medio termine non è cambiato significativamente, soprattutto per l’inflazione.

    Di conseguenza, la linea della politica monetaria rimane la stessa: nessun rialzo dei tassi si ritiene appropriato prima della fine del 2023. Allo stesso modo, qualsiasi valutazione sul tapering rimane prematura. Ogni cambiamento di direzione si baserà su dati effettivi, non su aspettative.

    L’aumento dei rendimenti obbligazionari è stato messo in prospettiva: le condizioni finanziarie complessive rimangono favorevoli e non richiedono modifiche alla composizione del portafoglio obbligazionario detenuto dalla Fed. Per quanto riguarda il settore bancario, sono imminenti modifiche alla regolamentazione della leva finanziaria e alle restrizioni sui dividendi, ma non sono stati forniti dettagli.

Nella riunione di marzo la Fed ha confermato la forte convinzione che i consistenti round di stimolo fiscale avranno un effetto solo transitorio sull’economia, non in grado di spingere sostanzialmente al rialzo l’inflazione attesa e, soprattutto, realizzata. Le previsioni del PIL sono state aumentate significativamente solo per il 2021, sulla scia dello stimolo fiscale. La piena occupazione sarà raggiunta nel 2023, ma l’inflazione sarà per allora solo marginalmente al di sopra dell’obiettivo. Pertanto, i membri del FOMC non sentono la necessità di modificare la linea prevista sui tassi.

Durante la conferenza stampa, il presidente Powell ha meglio dettagliato il punto di vista del FOMC sull’economia e sul mercato del lavoro. Gli sviluppi a breve termine sono stati più positivi del previsto ed i settori più colpiti dalla pandemia hanno recuperato circa 2/3 dei posti di lavoro persi. Tuttavia, 9,5 milioni di persone sono ancora senza lavoro ed il tasso di occupazione ufficiale (6,5% a febbraio) sottostima i danni arrecati alla partecipazione al mercato del lavoro. Riportare l’economia alla piena occupazione richiederà tempo e rimane l’obiettivo complessivo della Fed.

Circa l’inflazione, Powell ha ricordato che gli effetti di base e gli aumenti del livello dei prezzi a seguito del forte riavvio dell’economia e dei conseguenti possibili colli di bottiglia nell’offerta, innescheranno un’ondata di inflazione nei prossimi mesi. Ciò porterà l’inflazione PCE al 2,4% quest’anno, ben al di sopra dell’obiettivo del 2%, ma questo, essendo per lo più un aumento una tantum del livello dei prezzi, non rileverà per la media di inflazione che la Fed si prefigge di mantenere. Il FOMC crede fermamente che il regime di inflazione non sia cambiato a causa della pandemia e che l’inflazione continuerà a rispondere lentamente al miglioramento dell’economia. È importante sottolineare come la Fed abbia ribadito che reagirà solo all’inflazione realizzata stabilmente al 2% o leggermente superiore, non alle previsioni di inflazione. Reagire ai dati effettivi dovrebbe aiutare a mantenere ancorate le aspettative di inflazione. La Fed mantiene molte ambiguità su quanto l’inflazione potrà incrementare, ma Powell ha assicurato che la banca centrale lo comunicherà a tempo debito. Attualmente, le aspettative di inflazione non mostrano segni di instabilità; i livelli breakeven, una volta eliminati i premi al rischio, tornano ai livelli pre-pandemici.

L’impennata dei rendimenti a lungo termine ha trovato relativamente poco spazio nella sessione di domande e risposte. Powell ha affermato che i rendimenti del Tesoro sono solo uno degli indicatori finanziari che la Fed sta monitorando. Nel complesso, le condizioni finanziarie rimangono molto accomodanti e si interverrà solo in presenza di segni di un loro inasprimento disordinato. Allo stesso modo, i rischi per la stabilità finanziaria rimangono contenuti, la Fed è per lo più preoccupata di evitare un altro collasso nel funding a breve termine.

Pertanto, la linea della politica monetaria non cambia. La decisione di mantenere i tassi a zero fino alla fine del 2023 è stata definita consensuale. Eppure alcuni membri del FOMC stanno avvicinandosi ad una linea più dura: 4 membri su 18 pensano che almeno un rialzo sia necessario già nel 2022, il numero sale a sette per il 2023. Ma questo, secondo Powel, riflette solo la diversità delle previsioni (circondata da un’incertezza senza precedenti), non divergenze nell’approccio alla politica monetaria. Sugli acquisti di asset, il ritmo e la composizione non cambiano. Non è ancora il momento di pensare a pensare al tapering, ma qualsiasi cambiamento sarà comunicato con il maggior preavviso possibile.

Per quanto riguarda il settore bancario, nei prossimi giorni verranno annunciate importanti modifiche al Supplementary Leverage Ratio e alla regolamentazione della leva finanziaria. Presto verranno prese anche decisioni sulle restrizioni circa dividendi e buyback, ma per ora Powell non ha fornito alcun dettaglio.

Fonte: BondWorld.it

Articoli Simili

UBP: i policymaker continueranno a fornire il supporto necessario per la ripresa nel 2021

Redazione

Intesa Sanpaolo: American Jobs Plan: il ritorno degli investimenti pubblici

Redazione

Flossbach von Storch Debito pubblico. Chi pagherà per tutto questo?

Redazione