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Focus: Genesi e iter della procedura d’infrazione per deficit eccessivo

Il Patto di Stabilità e Crescita (PSC) è l’insieme di norme che regolano il coordinamento delle politiche di bilancio dei paesi membri dell’Unione Europea al fine assicurare la sostenibilità delle finanze pubbliche. Il Patto è articolato lungo due “braccia”: il braccio preventivo e il braccio correttivo…

a cura dell’ Ufficio Studi Banca Intesa SanPaolo


Il braccio preventivo è mirato ad assicurare che le politiche fiscali dei paesi membri siano gestite in maniera coerente con il raggiungimento dell’Obiettivo di Bilancio di Medio Termine (OMT) specifico per ogni singolo paese.

Il braccio correttivo definisce invece le azioni da implementare nel caso in cui i livelli di disavanzo e debito pubblico nazionali dovessero superare i parametri europei di riferimento o, comunque, se dovessero essere considerati non sostenibili.

La richiesta della Commissione Europea.

Il 21 novembre la Commissione ha deciso di fare il primo passo verso la richiesta di apertura di una procedura di infrazione per deficit eccessivo nei confronti dell’Italia.

La Commissione, ottenuto il parere del Comitato per gli Affari Economici e Finanziari entro due settimane, indirizzerà un parere all’Italia e una raccomandazione più ampia al Consiglio Europeo circa i seguenti punti: la necessità di aprire la procedura, la tempistica concessa per la correzione e i target annuali di debito, deficit e spesa per rendere effettivo il sentiero di rientro.

Proprio in relazione alla tempistica, la definizione di “bilancio particolarmente a rischio di seria violazione” potrebbe aprire la strada alla richiesta da parte della Commissione di una tempistica più stringente (entro tre mesi), entro la quale l’Italia intraprenda un’azione effettiva di correzione del bilancio.

La posizione del Governo italiano.

Rispetto all’avvio dell’iter che potrebbe portare alla procedura per deficit eccessivo, il Governo italiano ha risposto con una dichiarazione formale del ministro del Tesoro Tria e un intervento alla Camera del Primo Ministro Conte, entrambi in data 22 novembre.

Entrambi hanno difeso l’impianto della manovra che porterà nelle previsioni del Governo a maggiore crescita. Tria ha sottolineato come il bilancio programmatico italiano assicuri il totale controllo dei conti pubblici nei limiti della moderata politica espansiva resa necessaria dal rallentamento dell’economia europea ed italiana. Il Governo si è detto altresì convinto che la manovra prevista per il 2019 garantisca in ogni caso anche l’obiettivo della riduzione del rapporto debito/PIL.

l Tesoro si impegna a continuare il dialogo con la Commissione alla ricerca di una soluzione condivisibile nell’interesse reciproco e il Premier Conte ha dichiarato che se, nonostante tutto, sarà aperta una procedura d’infrazione il Governo chiederà tempi di attuazione “molto distesi”. Entrambi gli interventi sottolineano l’obiettivo finale della manovra lasciando aperta la porta al dialogo. Una risposta più esaustiva ai rilievi della UE, che al momento resta la posizione ufficiale del Governo, era stata peraltro inviata lo scorso 13 novembre.

Il Governo italiano appare dunque consapevole del mancato rispetto del Patto di Stabilità e Crescita ma lo ritiene un passo necessario per il sostegno alla crescita del Paese.

Il processo sanzionatorio potrebbe richiedere diversi mesi (almeno 6, se la deadline non fosse ridotta a 3 per caratteristiche di urgenza) prima di essere applicato. Inoltre tutti gli step prevedono una dialettica intensa tra le parti: la Commissione, che di fatto formula le raccomandazioni, il Consiglio, che prende le decisioni effettive, e lo Stato coinvolto che è tenuto a rispondere.

Tale dialettica, seppur definita dentro binari normativi piuttosto precisi, lascia spazio ad ampi margini di incertezza in termini di tempistica, sanzioni ed esito delle trattative stesse.

Un ruolo centrale in prospettiva sarà svolto anche dai mercati e dal giudizio implicito che essi daranno della sostenibilità del debito pubblico in presenza di un aumento del deficit.

L’eventuale volontà del Governo di modificare almeno parzialmente l’impianto della legge di bilancio e l’andamento della crescita economica nei prossimi trimestri rappresentano i fattori chiave nella definizione dello scenario dell’Italia per il 2019.

Fonte: BondWorld.it

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