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Germania: Confermata l’eccezionale tenuta del mercato del lavoro tedesco

Da seguire: Area Euro: – Germania. Le vendite al dettaglio ex auto sono calate di -0,4% m/m dopo la flessione -0,5% (rivista da zero) di gennaio. La variazione…

 tendenziale è pari a -0,9% a/a.

– Aste – La Francia offre da 7 a 8,5 miliardi di titoli a medio/lungo termine, ripartiti fra le scadenze 2015 e 2025.

Stati Uniti

– L’ISM del settore manifatturiero a marzo dovrebbe vedere un miglioramento a 57 da 56,5 di febbraio.

– La spesa in costruzioni a febbraio è prevista in calo di 1,1% m/m, il quarto calo consecutivo, rinforzato anche dalle condizioni climatiche avverse di febbraio. Dovrebbero risultare negative tutte le componenti della spesa (residenziale, non residenziale e pubblico).

– Le vendite di autoveicoli dovrebbero vedere un forte rimbalzo a marzo, salendo a 12,1 milioni di unità ann, da 10,4 di febbraio, segnando una variazione del 23% a/a.

Giappone

– L’indagine Tankan non ha riservato sorprese. L’indice per le grandi imprese manifatturiere sale a -14 da
-25 a dicembre (le aspettative a dicembre per marzo erano a -19). Migliora anche la fiducia delle imprese medie e piccole.

Ieri sui mercati

L’impatto dei dati americani sul mercato è stato al netto positivo per gli UST, che hanno segnato moderati guadagni su tutti i segmenti. Prezzi in rialzo anche sul mercato europeo, con pressioni sugli spread limitate ai titoli greci. L’ultima asta a sei mesi BCE ha visto assegnati 17,87 miliardi di euro, più delle due precedenti aste semestrali (0,8 miliardi di euro a novembre 12 e 1,72 miliardi di euro quella del 10 dicembre), ma molto meno delle attese. Euro in ripresa sul dollaro, con massimi a 1,3561, ma in regresso contro sterlina. Yen ancora più debole sul dollaro, ora scambiato intorno a 93,60.

Area euro

La stima preliminare di marzo dell’inflazione ha sorpreso decisamente verso l’alto, con un incremento tendenziale di 1,5% a/a dal precedente 0,9%. La principale causa sta nel rincaro dei prezzi dei carburanti. Riteniamo che nel resto dell’anno l’inflazione abbia margini di salita assai limitati: stimiamo un CPI variabile tra l’1,5% corrente e l’1,8% nei restanti mesi del 2010.

Il tasso di disoccupazione nell’area dell’euro è salito in linea con le attese (di un decimo) al 10% a febbraio. Si tratta di un massimo da oltre 12 anni. Stimiamo che il tasso possa continuare ad aumentare per tutto il 2010 e toccare un picco nella prima metà del 2011, al 10,7%.

Italia. I prezzi al consumo sono saliti di un decimo più del previsto, di 0,3% m/m a marzo, dopo l’incremento di un decimo di ciascuno dei primi due mesi dell’anno. L’armonizzato, che tiene conto della stagionalità, è cresciuto di 1,5% m/m. L’inflazione annua è salita in entrambi i casi all’1,4% a/a, massimo da oltre un anno. Il dettaglio mostra che oltre la metà dei rincari sono dovuti ai trasporti. In prospettiva, riteniamo che il trend di rialzo dell’inflazione possa sostanzialmente arrestarsi nei prossimi mesi.

Italia. La disoccupazione è rimasta stabile all’8,5% anziché aumentare ancora a febbraio. Il dato è il risultato di un calo di un decimo degli occupati, compensato da una flessione all’incirca della stessa entità della forza lavoro (-0,05%). Il tasso di occupazione è rimasto stabile al 56,8%, interrompendo un trend al ribasso che dura da due anni. Riteniamo comunque che quella di febbraio sia solo una pausa e che il trend di aumento del tasso di disoccupazione possa proseguire nel corso del prossimo anno.

Stati Uniti

La stima ADP dei nuovi occupati non agricoli del settore privato a marzo vede un calo di -23 mila posti, contro attese da parte del consenso di un aumento di 40 mila posti.

Il Chicago PMI è sceso a marzo a 58,8 da 62,6 di febbraio. In calo produzione (a 60,5 da 65,2).

Focus: confermata l’eccezionale tenuta del mercato del lavoro tedesco

A marzo, i disoccupati sono scesi a sorpresa di 31 mila unità, e anche il dato di febbraio, che precedentemente stimava un aumento di 7 mila unità, è stato rivisto verso il basso e vede ora un calo di mille unità. Di conseguenza, il tasso di disoccupazione è sceso all’8% da un precedente 8,1%. È possibile che sul dato di marzo abbia inciso positivamente il clima meno rigido.

Il mercato del lavoro in Germania sta oggettivamente tenendo assai meglio che negli altri Paesi dell’eurozona. Tagli severi dell’occupazione, non sembrano probabili: gli indici IFO e PMI suggeriscono una riduzione degli occupati a ritmi meno forti a inizio 2010. In media, è ragionevole assumere un calo dell’occupazione intorno all’1,0% quest’anno e dell‘1,2% il prossimo. La disoccupazione è attesa salire ulteriormente dall’8,2% di gennaio 2010 al 10,4% nel 2011.


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