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Silvia Dall'Angelo Hermes IM

Hermes IM commenta i dati PIL UK

“Il PIL del Regno Unito è aumentato dello 0,2% (quarter su quarter) nell’ultimo trimestre del 2018, dopo la solida performance dei due trimestri precedenti……

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Silvia Dall’Angelo, Senior Economist di Hermes Investment Management


Nel 2018 nel complesso, il PIL è aumentato dell’1,4%, uno dei tassi di crescita più lenti nell’espansione post crisi finanziaria globale.

Mentre l’indebolimento della domanda esterna è stato il principale fattore di una crescita più lenta in questa fase, la resistenza dai fattori idiosincratici interni è rimasta invariata.

In effetti, gli investimenti delle imprese hanno subito una contrazione del 3,7% rispetto al 2018, probabilmente a causa della permanenza dell’incertezza legata a Brexit.

All’inizio del 2019 persistevano le sfide poste dagli sviluppi interni ed esterni.

Infatti, il PMI composito del Regno Unito – il miglior indicatore sintetico dell’attività economica – è sceso a 50,3 in gennaio, un livello tipicamente associato alla stagnazione.

In futuro, come ribadito dalla Banca d’Inghilterra nella sua riunione trimestrale sull’Inflation Report della scorsa settimana, le prospettive economiche del Regno Unito continueranno a dipendere in modo significativo dall’evoluzione di Brexit.

Nel breve termine, è improbabile che l’incertezza su Brexit possa essere risolta entro la scadenza prevista del 29 marzo.

Anche se fosse approvata una variazione dell’accordo di maggio, i negoziati sulla natura definitiva delle relazioni tra il Regno Unito e l’Unione Europea continuerebbero probabilmente durante il periodo di transizione.

La nostra view di base è che lo status del Regno Unito si attesterà non lontano dal quello pre-Brexit, ma ci vorrà del tempo per adeguarsi a un nuovo equilibrio.

Anche in questo scenario relativamente costruttivo, il Paese dovrà riorientare le sue priorità – affrontando questioni come la scarsa produttività – se vuole evitare che la sua ricerca di coscienza politica possa causare ulteriori danni ai suoi risultati economici”.

Fonte: BondWorld.it

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