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I Capi di Governo dell’Eurozona hanno raggiunto l’accordo sul meccanismo di sostegno alla Grecia

Da seguire: –    Aste – L’Italia colloca 9 miliardi di BOT semestrali e 3 miliardi di CTZ biennali…..

Stati Uniti

–    La stima del PIL del 4° trimestre 2009 dovrebbe vedere revisioni verso il basso alle costruzioni e verso l’alto sui consumi, lasciando la variazione complessiva invariata.

–    La fiducia delle famiglie rilevata dall’Univ. of Michigan (finale) a marzo dovrebbe essere rivista marginalmente verso l’alto a 73,5 da 72,5 della lettura preliminare. L’indagine settimanale SABC è risalita nella settimana centrale di marzo dai livelli molto bassi visti a febbraio e a inizio marzo, con un aumento di tutte le componenti (economia, situazione finanze personali e acquisti). Il rialzo dei mercati azionari in atto da fine febbraio dovrebbe contribuire al miglioramento dell’indice di fiducia.

Ieri sui mercati

BCE e Consiglio Europeo hanno impresso ieri una svolta alla crisi greca con i rispettivi interventi sui criteri di ammissione delle garanzie e sul meccanismo di sostegno finanziario da attivare nel caso in cui il governo greco non riuscisse più ad accedere ai mercati (v. sotto). La reazione è stata netta: il Bund future, non più sostenuto dal flight to quality, ha ceduto 0,66 punti e il rendimento del benchmark è salito di circa 6pb, a 3,13%. Lo spread pagato da Grecia, Spagna e Italia sulla scadenza decennale è sceso rispettivamente di 26, 4 e 7pb. Rimbalzo degli indici azionari europei. Il cambio euro/dollaro, calato fino a 1,3265 è oggi in area 1,33. Il dollaro rimane forte soprattutto contro yen, scambiato oggi intorno a 92,5 ma arrivato in precedenza a sfiorare quota 93.

Area Euro

I Capi di Governo dell’Eurozona hanno raggiunto il sospirato accordo sul meccanismo di sostegno alla Grecia. Come recita la dichiarazione dei Capi di Stato e di governo dell’area euro diffusa ieri, la procedura sarà attivata quando il “finanziamento di mercato è insufficiente”, su decisione dell’eurogruppo assunta all’unanimità e previo parere di Commissione Europea e Banca Centrale Europea. Il sostegno finanziario si comporrebbe di due elementi: (1) prestiti bilaterali erogati dagli Stati membri dell’eurogruppo, secondo la rispettiva quota nel capitale BCE; (2) “sostanziosi finanziamenti” del FMI. Secondo Sarkozy, il contributo europeo costituirebbe i due terzi del totale. La remunerazione dei crediti non sarà “ai tassi medi dell’eurozona”, ma includerà un’adeguata valutazione del rischio. L’eurogruppo riconosce che “la sorveglianza dei rischi economici e di bilancio e gli strumenti per la loro prevenzione, inclusa la Procedura contro i Disavanzi Eccessivi, devono essere rafforzati” e che deve essere introdotta “un’impalcatura procedurale robusta per la risoluzione delle crisi che rispetti il principio della responsabilità fiscale individuale degli Stati membri”. A tale proposito, sarà costituita una task force con la Commissione Europea e rappresentanti degli Stati membri per sottoporre al Consiglio delle proposte concrete entro la fine del 2010. La dichiarazione afferma anche l’impegno a “un forte coordinamento delle politiche economiche in Europa”. Almeno in linea di principio, la dichiarazione accoglie tutti gli insegnamenti più importanti scaturiti dalla crisi e, a parte la rilevanza di dare concretezza all’impegno troppo fumoso dello scorso 11 febbraio, sembra indirizzare la revisione delle procedure di sorveglianza dei rischi macroeconomici verso una maggiore considerazione dei problemi di sostenibilità.

Trichet ha dichiarato che la BCE ”manterrà la soglia minima nel regime delle garanzie al livello BBB- oltre la fine del 2010”. Dall’inizio del 2011, sarà introdotto un programma di margini graduati di garanzia per i titoli con valutazioni basse. Maggiori dettagli sulle regole di ammissibilità delle garanzie saranno forniti nella riunione di aprile.

La dinamica della massa monetaria M3 è tornata negativa a febbraio, a -0,4% a/a dopo il +0,1% a/a di gennaio. La media mobile a 3 mesi (su cui la BCE ha un obiettivo teorico del 4,5%) è rimasta stabile a -0,2%. i crediti al settore privato calano di -0,4% a/a (da -0,6%), come risultato di un proseguimento del trend di ripresa per i crediti alle famiglie (+1,8% a/a da +1,6% a/a) e viceversa di calo per i crediti alle imprese (-2,5% da -2,7% a/a).

Italia. La fiducia delle imprese è migliorata solo marginalmente a marzo, a 84,1 da 83,8 (dato rivisto al ribasso) di febbraio. Il dato è risultato inferiore alle attese, ma l’indice dell’ISAE risulta comunque ai massimi dal giugno del 2008. Il dettaglio non dà indicazioni particolarmente confortanti, visto che mostra una stabilità sia per gli ordini (migliorano le commesse dall’estero ma tornano a peggiorare gli ordinativi domestici) che per la produzione e per quel che riguarda sia la situazione corrente che le aspettative per il futuro.

Italia. Le vendite al dettaglio sono tornate a calare nel mese di gennaio, di -0,5% m/m dopo essere rimaste stabili in ciascuno dei cinque mesi precedenti. Su base annua, le vendite sono tornate in territorio negativo, a -2,6% da +0,5% a/a.

Stati Uniti

I nuovi sussidi di disoccupazione sono scesi a 442 mila nella settimana conclusa il 20 marzo, da 456 mila della settimana precedente. I sussidi esistenti sono scesi di 54 mila, a 4,648 mila, nella settimana conclusa il 13 marzo.

Bernanke, in un’audizione in Congresso sulla strategia di uscita della politica monetaria, non ha aggiunto nessuna nuova informazione rispetto a quanto indicato nel testo dell’audizione diffuso a febbraio e nel Monetary Policy Report. Bernanke ha anche affermato di aspettarsi che “a un certo punto avremo un graduale processo di vendita” dei titoli acquistati con i programmi straordinari per MBS e agenzie.


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