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GIORNALI7

I market mover della settimana 15 – 19 MARZO

Nell’area euro l’indice ZEW potrebbe calare marginalmente a marzo, ma a 44 rimarrebbe su di un livello ampiamente al di sopra della media di lungo termine e coerente con un proseguimento della ripresa tedesca a inizio primavera. L’inflazione area euro di febbraio dovrebbe essere confermata a 0,9% a/a. In Francia, l’inflazione è vista stabile all’1,1% a/a sulla misura nazionale, ma in calo di un decimo….

all’1,1% a/a sull’armonizzato. La dinamica del costo del lavoro area euro dovrebbe aver frenato a dicembre al 2,8% a/a, da un precedente 3,2% a/a. L’aumento della disoccupazione e le magre prospettive cicliche faranno da freno per buona parte del 2010, con effetti di ritorno sulla dinamica sottostante dei prezzi al consumo.

La settimana è molto densa di dati ed eventi negli Stati Uniti. La riunione del FOMC non dovrebbe vedere un cambiamento sostanziale nel comunicato, e mantenere il segnale di tassi fermi per un periodo esteso, ma potrebbe preparare a cambiamenti nel testo a breve; rimarrà il dissenso di Hoenig. I dati di febbraio mostreranno gi effetti negativi del clima, con un calo atteso della produzione industriale e dei cantieri. CPI, PPI e prezzi all’import dovrebbero confermare l’assenza di pressioni inflazionistiche. Le indagini di settore di marzo dovrebbero segnalare stabilizzazione del ritmo di crescita.

Lunedì 15 marzo

Stati Uniti
L’indice Empire della NY Fed a marzo è previsto in calo a 19 da 24,91 di febbraio. Lo spaccato dell’indagine a febbraio era meno positivo dell’indice complessivo, con un calo della componente ordini a 8,78 da 20,48. A febbraio l’ISM aveva mostrato un calo sia degli ordini sia dell’indice composito. L’Empire dovrebbe mostrare un calo dell’indice complessivo a fronte di una ripresa della componente ordini. Gli indicatori del mercato del lavoro dovrebbero proseguire sul trend di miglioramento visto da inizio anno.
La produzione industriale a febbraio dovrebbe essere in calo di 0,5% m/m, con un calo atteso dello 0,3% per il settore manifatturiero. Le ore lavorate nel settore manifatturiero sono scese a febbraio dell’1% m/m, mentre la componente produzione dell’ISM a febbraio è scesa pur restando ancora in territorio espansivo (a 58,5 da 66,2 di gennaio). La produzione industriale a gennaio era salita di 0,9% m/m. L’utilizzo della capacità produttiva dovrebbe scendere a 72,4%.
L’indice di fiducia dei costruttori NAHB a marzo è previsto stabile a 17, dopo un aumento di 2 punti a febbraio. A gennaio le vendite di case sono state molto deboli e hanno coinciso con un calo dell’indice di fiducia, tornato sui minimi di giugno 2009. Fra febbraio e marzo si dovrebbero vedere effetti positivi dall’ultimo periodo degli incentivi fiscali, che scadono ad aprile.

Martedì 16 marzo


Area euro

L’ECOFIN discute il calendario di attuazione delle misure integrative al Programma di Stabilità della Grecia. Ci aspettiamo che il timing prescelto per il 2010 incontri il consenso dei Ministri delle Finanze Europei.
L’inflazione area euro dovrebbe essere confermata a 0,9% a/a. Nel mese di febbraio, i prezzi al consumo dovrebbero essere cresciuti di 0,4% m/m. La dinamica sottostante è attesa frenare ulteriormente a 0,8% a/a, da un precedente 0,9% a/a. L’inflazione core risalirà verso l’1,0% a/a, da marzo in poi.

Francia. I prezzi al consumo dovrebbero essere cresciuti di 0,3% m/m a febbraio sia sulla misura nazionale che su quella armonizzata. L’inflazione è vista stabile all’1,1% a/a sulla misura nazionale, ma in calo di un decimo all’1,1% a/a sull’armonizzato. La dinamica sottostante dei prezzi al consumo potrebbe frenare a 0,6% a/a, ma nei prossimi mesi è attesa risalire verso l’1,0% a/a.
Italia. L’inflazione di febbraio dovrebbe essere confermata all’1,2% a/a sulla misura nazionale e all’1,1% a/a sull’armonizzato. Da marzo in poi, l’inflazione italiana è attesa circa stabile sui livelli attuali e solo nella seconda metà dell’anno ci aspettiamo acceleri fino a toccare l’1,7% a/a per fine anno.

Germania. L’indice ZEW è atteso in marginale calo a marzo a 44 da un precedente 45,1. L’indice rimarrebbe comunque ampiamente al di sopra della media di lungo termine dato il costante miglioramento registrato tra dicembre 2008 e la fine dello scorso anno. Ci attendiamo un ulteriore recupero dell’indice sulla situazione corrente (a -52,8 da un precedente -54,8) che rimane su livelli molto depressi. Gli indici di fiducia in Germania rimangono coerenti con un proseguimento della ripresa a inizio Primavera. Il calo degli ordini e export a inizio anno dovrebbe essere un fenomeno temporaneo a parziale correzione dei forti guadagni dei mesi precedenti. Il brillante recupero delle economie asiatiche fa, difatti, ben sperare per l’export e l’economia tedesca.

Stati Uniti
I prezzi all’import a febbraio dovrebbero essere scesi di 0,4% m/m (11% a/a), dopo +1,4% m/m di gennaio, segnando il primo calo da luglio 2009. Il calo dovrebbe essere determinato dalla contrazione dei prezzi del petrolio all’inizio del mese, con un contributo negativo anche dai prezzi del gas naturale.
I cantieri a febbraio sono previsti in calo a 550 mila da 591 mila di gennaio, mentre le licenze dovrebbero scendere a 590 mila, da 622 mila di gennaio. Il clima avverso di febbraio dovrebbe avere esercitato un’influenza negativa sull’attività del settore come è apparso dagli occupati nelle costruzioni, scesi di 64 mila unità. Anche i dati sulle vendite di nuove case in calo a gennaio sono un’indicazione negativa per i cantieri e le licenze.
La riunione del FOMC dovrebbe concludersi con tasso dei fed funds fermo a 0,25% e l’indicazione di tassi fermi per un periodo esteso. Alcuni presidenti hanno recentemente usato un linguaggio diverso segnalando tassi fermi «per qualche tempo», anche se Bernanke ha continuato a usare il «periodo esteso». Su questo punto resterà il dissenso di Hoenig. E’ probabile che il Comitato, fra marzo e maggio passi a un’indicazione più «soft» riguardo all’impegno temporale relativo alla svolta sui tassi. Sulle misure non convenzionali, non ci dovrebbero essere modifiche alla fine dei programmi di acquisto di titoli e si dovrebbe segnalare il progresso nella preparazione dell’operatività per le operazioni di drenaggio. La valutazione dell’economia resterà cauta.

Mercoledì 17 marzo


Area euro

La dinamica del costo del lavoro nell’area euro dovrebbe aver frenato a dicembre al 2,8% a/a, da un precedente 3,2% a/a. L’aumento della disoccupazione e le magre prospettive cicliche faranno da freno per buona parte del 2010, con effetti di ritorno sulla dinamica sottostante dei prezzi al consumo.

Stati Uniti
Il PPI a febbraio dovrebbe registrare un calo di 0,4% m/m, dopo +1,4% m/m di gennaio. L’indice core dovrebbe registrare un aumento di 0,1% m/m. Sui dati di febbraio dovrebbero pesare le correzioni dei prezzi di alimentari ed energia, derivanti sia dalla benzina, sia dal gas naturale. L’indice core dovrebbe proseguire sul trend di aumenti molto contenuti, pur in presenza di volatilità nel settore delle auto e dei medicinali.

Giappone
La riunione della BoJ dovrebbe concludersi con l’overnight stabile a 0,1%, ma ci sono aspettative per qualche modifica sul fronte della politica monetaria non convenzionale.

Giovedì 18 marzo


Stati Uniti

Il CPI a febbraio è previsto in aumento di 0,1% m/m, dopo 0,2% m/m di gennaio. Anche l’indice core dovrebbe aumentare dello 0,1% m/m, dopo -0,1% m/m di gennaio. Il calo dell’indice core a gennaio era stato guidato da una contrazione della componente abitazione, con prezzi più bassi degli alberghi oltre che degli affitti e degli affitti figurativi. La componente alberghi dovrebbe rimbalzare, mentre gli affitti dovrebbero rimanere deboli, ma non quanto visto a gennaio. Il trend dell’inflazione core rimane verso il basso. I prezzi della benzina sono scesi a febbraio, dopo i rialzi registrati a gennaio.
L’indice della Philadelphia Fed a marzo dovrebbe essere in calo a 16 da 17,8 di febbraio. La serie ha visto livelli più bassi del picco di 22,5 di dicembre, con un calo a 15,2 a gennaio e un successivo miglioramento a febbraio: marzo dovrebbe confermare questo range, segnalando che l’autunno 2009 dovrebbe aver visto il picco ciclico. L’indagine dovrebbe vedere una correzione degli ordini dopo un ampio aumento a febbraio, e un proseguimento del trend positivo degli indicatori del mercato del lavoro.

Venerdì 19 marzo


Area euro

Germania. I prezzi alla produzione in Germania sono visti in crescita di 0,2% m/m a febbraio, per effetto del rincaro delle materie prime. La dinamica annua rimarrà comunque in territorio negativo al -2,7% a/a, da un precedente -3,4% a/a.


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