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I market mover della settimana 22 – 26 MARZO

Nell’area euro, il PMI composito è atteso a 53,9, dal momento che, a fronte di un recupero del manifatturiero (a 54,5 da 54,2) non ci aspettiamo progressi nei servizi. Per quanto riguarda le indagini nazionali di fiducia, l’IFO è visto tornare sui livelli di gennaio 95,8 e l’INSEE è atteso a 92, da un precedente 91; In Italia, invece….


 è possibile una correzione dopo l’aumento di febbraio. La spesa per consumi in Francia è vista in modesto recupero (+0,4% m/m) a febbraio dopo il tracollo di gennaio dovuto al venir meno degli incentivi auto. La dinamica di M3 potrebbe rallentare a 0,0% a/a a febbraio per fattori stagionali e dato l’aumento della pendenza della curva dei rendimenti. Il 25 e 26 c’è la riunione del Consiglio Europeo.

Negli Stati Uniti sono in pubblicazione i dati di febbraio sulle vendite di case, che dovrebbero essere in modesta ripresa dopo alcuni mesi di ampie contrazioni, e gli ordini di beni durevoli attesi in aumento. La fiducia delle famiglie dovrebbe riprendersi modestamente a marzo.

Martedì 23 marzo

Area euro

Francia. La fiducia delle imprese è vista in aumento a 92,0 a marzo dopo due mesi di stagnazione. L’indice rimarrebbe comunque al di sotto della media di lungo termine, ma la dinamica del giudizio su ordini e produzione suggerisce una continuazione della ripresa del manifatturiero.

Belgio. L’indice di fiducia della Banca del Belgio è visto stabile a -7 a marzo. L’indice sintetico è tornato ormai in linea con la media di lungo termine. Si potrebbe verificare un ulteriore recupero per il manifatturiero, mentre dovrebbe rimanere debole l’attività economica nelle costruzioni e nel commercio al dettaglio.

Stati Uniti

Le vendite di case esistenti a febbraio sono attese in aumento a 5,1 milioni di unità ann., dopo due ampi cali registrati a gennaio (-7,2% m/m) e dicembre (-16,8% m/m). La serie è inquinata dagli effetti dello stimolo fiscale alle vendite che aveva gonfiato i dati di novembre, quando dovevano finire gli incentivi poi prorogati fino ad aprile. I contratti di compravendita sono rimasti in calo nei primi mesi dell’anno, ma non hanno segnato il crollo visto con i dati delle vendite.

Mercoledì 24 marzo

Area euro

La stima preliminare sugli indici PMI a marzo potrebbe vedere un lieve incremento della fiducia nel manifatturiero (a 54,5 da 54,2) ed una stabilizzazione nei servizi (a 51,8). Ne risulterebbe un indice composito in lieve aumento a 53,8. La survey mostra che, dopo il deciso recupero dai minimi toccati esattamente un anno fa, la fiducia si va stabilizzando, anche a causa del carattere temporaneo di alcuni dei fattori di stimolo (incentivi auto, ciclo delle scorte).

Germania. L’indice IFO dovrebbe tornare sui livelli di gennaio 95,8 dopo la flessione del mese scorso dovuto probabilmente al clima eccezionalmente rigido. L’indice sulle attese è visto circa stabile a 100,8, da un precedente 100,9, mentre ci attendiamo un recupero più deciso della valutazione sulla situazione corrente, a 90,3 da 89,8 di febbraio.

Italia. La fiducia dei consumatori potrebbe recuperare solo lievemente a marzo, a 108,1 dopo il deciso calo a 107,7 a febbraio. Tuttavia, il trend potrebbe rimanere al ribasso visto che le preoccupazioni occupazionali rimarranno alte (il mese scorso ai massimi da un anno) e si sta attenuando il supporto che in tutto il 2009 era venuto dal calo dell’inflazione. L’indice rimarrebbe ben al di sotto dei livelli medi toccati tra fine 2009 e inizio 2010.

Italia. L’indagine trimestrale sulle forze di lavoro dovrebbe mostrare un tasso di disoccupazione in aumento di mezzo punto all’8,3% nel 4° trimestre del 2009, dal 7,8% precedente. L’aumento dovrebbe essere il risultato di un calo di -0,2% t/t dell’occupazione a fronte di un aumento di 0,4% t/t delle forze di lavoro. Il tasso dei senza-lavoro è già aumentato ulteriormente a inizio 2010 (all’8,6% secondo la rilevazione mensile) e potrebbe nelle nostre stime toccare un picco attorno al 9,5% tra 12 mesi.

Stati Uniti

Gli ordini di beni durevoli a febbraio dovrebbero vedere un incremento di 0,9% m/m, dopo +2,6% m/m di gennaio. Al netto dei trasporti, gli ordini dovrebbero aumentare di 1,1% m/m, dopo il calo di 1% m/m di gennaio. Nell’ISM la componente ordini è stata più debole che a gennaio, pur restando su livelli elevati, mentre il Philly Fed aveva visto un rimbalzo. Il trend degli ordini rimane positivo.

Le vendite di case nuove a febbraio sono attese in aumento a 315 mila unità, da 305 mila di gennaio. Il rimbalzo di febbraio non sarebbe in grado di controbilanciare il crollo di gennaio (-11,2% m/m), che aveva seguito altri due mesi di contrazioni. Un aiuto alle vendite dovrebbe anche venire dall’avvicinarsi della scadenza dello stimolo fiscale alle vendite di case. Tuttavia la persistente debolezza dell’indice di fiducia dei costruttori rimane un segnale di mancanza di ripresa del settore.

Giovedì 25 marzo

Area euro

Francia. La spesa per consumi è attesa recuperare solo in parte a febbraio le perdite del primo mese dell’anno (+0,4 da -2,7% m/m). Sarà importante verificare la tenuta delle vendite di auto dopo la correzione dell’8,1% m/m di gennaio allo scemare dell’effetto incentivi. Il dato lascerebbe le vendite in rotta per un calo di -1,2% t/t nel 1° trimestre (da +3,3% t/t precedente), segnalando rischi verso il basso sul dato di contabilità nazionale dei primi tre mesi dell’anno.

Italia. La fiducia delle imprese potrebbe calare 83,3 a marzo, da un precedente 84. Infatti, il dettaglio dell’indagine del mese precedente non era interamente convincente poiché mostrava un miglioramento solo marginale per gli ordini e poiché il recupero di morale riguardava unicamente i beni intermedi. Il dato sarebbe comunque coerente con una stabilizzazione della produzione dopo l’ampia volatilità degli ultimi mesi.

La dinamica della massa monetaria M3 potrebbe frenare nuovamente a febbraio a 0,0% a/a dopo il +0,1% a/a di gennaio, per fattori stagionali e dato il recupero di M3 – M2 all’aumentare della pendenza della curva dei rendimenti. La media mobile è vista invariata a -0,1% a/a. Per quanto riguarda le controparti di M3, si dovrebbe ancora assistere a una contrazione dei prestiti verso le imprese, mentre dovrebbe proseguire il (moderato) rimbalzo dei prestiti alle famiglie.

Il 25-26 marzo è prevista una riunione del Consiglio Europeo potenzialmente importante per la crisi greca. L’agenda pubblicata riporta come temi la nuova strategia europea per la crescita e l’occupazione (dovrebbero essere individuati degli obiettivi quantitativi a livello UE, da tradurre in obiettivi nazionali differenziati) e l’aggiornamento sui negoziati in merito ai cambiamenti climatici. Tuttavia, dopo una settimana molto agitata per i rapporti all’interno dell’Eurogruppo, il commissario Rehn ha affermato che è importante per la UE arrivare la prossima settimana a una “conclusione politica più specifica” sull’aiuto coordinato e condizionato alla Grecia. Come è noto, il Governo greco vorrebbe che la UE aiutasse il Paese a contenere il costo del debito, presumibilmente annunciando qualche forma di stand-by loan, ma diversi paesi dell’Eurozona, pur promettendo vagamente aiuti in caso di crisi conclamata di liquidità, non vogliono assumersi impegni preventivi. La cacofonia delle dichiarazioni, di cui sono responsabili anche gli esponenti di Governo greci, ha accentuato le preoccupazioni degli investitori e renderebbe il ricorso al mercato più costoso e rischioso nel caso in cui il vertice si concludesse ancora senza risultati concreti.

Venerdì 26 marzo

Stati Uniti

La stima del PIL del 4° trimestre 2009 dovrebbe vedere revisioni verso il basso alle costruzioni e verso l’alto sui consumi, lasciando la variazione complessiva invariata.

La fiducia delle famiglie rilevata dall’Univ. of Michigan (finale) a marzo dovrebbe essere rivista marginalmente verso l’alto a 73,5 da 72,5 della lettura preliminare. L’indagine settimanale

SABC è risalita nella settimana centrale di marzo dai livelli molto bassi visti a febbraio e a inizio marzo, con un aumento di tutte le componenti (economia, situazione finanze personali e acquisti). Il rialzo dei mercati azionari in atto da fine febbraio dovrebbe contribuire al miglioramento dell’indice di fiducia.


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