Market Mover della settimana

I market mover della settimana 30 aprile – 04 maggio 2012

15 AGENDA

Nell’area euro, la Spagna aprirà la tornata dei dati di contabilità nazionale del 1° trimestre: il PIL è visto in calo di almeno -0,4% t/t. L’inflazione è attesa rallentare di un decimo su base annua ad aprile sia in Italia sia nell’intera Eurozona. La seconda lettura dei PMI dovrebbe confermare il calo visto nella stima flash. La disoccupazione potrebbe rimanere stabile in Germania e nell’intera area euro salendo invece ulteriormente nei Paesi periferici, Italia compresa…. 


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La settimana è densa di dati importanti negli Stati Uniti. Le indagini ISM ad aprile dovrebbero mostrare moderate correzioni, ma rimanere su livelli coerenti con un’espansione discreta dell’attività. L’employment report dovrebbe confermare un rallentamento del ritmo di espansione degli occupati di inizio anno e vedere una variazione vicina a quella di marzo, con una stabilizzazione del tasso di disoccupazione a 8,2% (con rischi verso l’alto). Le vendite di auto sono attese su livelli vicini a quelli di marzo, con possibile correzione dovuta a vincoli dall’offerta.

I consumi personali di marzo dovrebbero essere invariati in termini reali, con un marginale calo del reddito reale. La spesa in costruzioni a marzo dovrebbe recuperare dopo un calo eccessivo a febbraio.


Lunedì 30 aprile

Area euro

– Spagna. Il PIL potrebbe essere calato di -0,4% t/t, in linea con la stima preliminare della Banca di Spagna, nel 1° trimestre. Su base annua il PIL calerebbe di -0,5%. I rischi sulla previsione sono verso il basso. La stretta fiscale sta colpendo la domanda interna, mentre dagli scambi con l’estero potrebbe arrivare un contributo positivo alla crescita. La fase di contrazione del PIL potrebbe durare per tutto l’anno.

– La crescita annua di M3 potrebbe restare invariata al 2,8% a marzo. A febbraio si era registrato un incremento di 0,8% m/m che non era viziato da operazioni di prestito garantite nel mercato monetario, condotte mediante controparti centrali situate nell’area euro. Peraltro, la dinamica annua dei prestiti al settore privato, già scesa all’1,1% a febbraio, potrebbe aver rallentato ulteriormente a marzo. In sostanza, il dato dovrebbe confermare che l’ampia iniezione di liquidità fornita dalla Banca centrale non si sta ancora trasferendo al circuito del credito e da qui agli aggregati monetari più ampi.

– L’inflazione area euro è vista rallentare di un decimo al 2,6% a/a ad aprile, grazie a un effetto statistico favorevole e al moderarsi delle pressioni nell’energia. Nel mese, i prezzi potrebbero essere cresciuti di 0,4% (dopo l’1,3% m/m di marzo). Ci aspettiamo che l’inflazione rimanga vicina al livello corrente sino all’estate, per poi scendere di qualche decimo (rimanendo però di sopra il 2%) a fine anno.

– Italia. Ad aprile, i prezzi al consumo dovrebbero essere cresciuti di 0,4% m/m sulla misura nazionale e di 0,8% m/m sull’armonizzato UE. L’inflazione calerebbe di un decimo sia sul NIC (al 3,2% a/a), che sull’armonizzato (al 3,7% a/a). Sulla dinamica mensile peserà soprattutto l’incremento delle tariffe (+5,8% elettricità, +1,8% gas), mentre i carburanti, dopo i forti rincari dei mesi, scorsi sembrano aver dato un contributo minore ad aprile. Riteniamo che in prospettiva l’inflazione possa rimanere vicina al 3% per tutto l’anno.

Stati Uniti

– La spesa personale a marzo è prevista in aumento di 0,3% m/m, in rallentamento dopo +0,8% m/m di febbraio. I consumi dovrebbero rallentare dopo il forte incremento visto nei primi due mesi dell’anno, in parte anche dovuti al clima particolarmente mite. Le vendite di auto eserciteranno un freno alla spesa complessiva dopo diversi mesi molto positivi; la spesa per benzina contribuirà a un aumento dei consumi di marzo che dovrebbe risultare nullo in termini reali. Inoltre, i primi mesi dell’anno hanno registrato un aumento significativo dei rimborsi di imposta grazie a procedure più efficienti dell’IRS, gonfiando artificialmente e temporaneamente il reddito disponibile: da marzo in poi dovrebbe sparire questo contributo positivo. In termini reali, i consumi a marzo dovrebbero essere circa invariati. Il reddito personale è previsto in aumento modesto, +0,2% m/m, alla luce dei dati relativamente deboli delle ore lavorate di marzo. Il tasso di risparmio dovrebbe quindi scendere di un decimo, a 3,6%. Il calo visto recentemente verrà probabilmente recuperato nei prossimi mesi con un rallentamento della dinamica dei consumi.

– Il Chicago PMI ad aprile è previsto in modesto calo a 61,5 da 62,2 di marzo. Le indagini regionali di aprile mostrano rallentamento dell’espansione del settore manifatturiero, tuttavia il segmento auto rimane più dinamico e la correzione attesa per il Chicago PMI è più contenuta.


Martedì 1 maggio

Stati Uniti

– La spesa in costruzioni a marzo è prevista in aumento, +0,5% m/m, con un parziale recupero dell’ampio calo di febbraio (-1,1% m/m). La correzione di febbraio era concentrata nel comparto multi-familiare, le case in via di costruzione sono aumentate nel mese scorso. Il clima è rimasto relativamente favorevole e un recupero dopo il calo di febbraio è fisiologico.

– L’ISM del settore manifatturiero dovrebbe registrare una correzione minima a 52,8 ad aprile, da 53,4 di marzo. Le indagini regionali sono state deboli, con correzioni diffuse. L’ISM dovrebbe subire una correzione più modesta rispetto a quanto visto nelle singole aree, anche perché lo spaccato dell’indagine nazionale è rimasto complessivamente favorevole. Il Beige Book segnalava a fine marzo ancora espansione del settore nel breve, pur in presenza di stabilizzazione e indebolimento del ritmo di crescita in diverse aree: questo giustifica l’aspettativa di un modesto ripiegamento dell’indice complessivo.

– Le vendite di autoveicoli ad aprile dovrebbero registrare un moderato aumento a 14,4 milioni di unità ann. da 14,3 milioni di unità ann. di marzo. Potrebbero comparire vincoli all’offerta per via dei problemi legati alla scarsità di una resina essenziale per la produzione nel settore: il produttore della resina, monopolista a livello mondiale, ha subito danni agli stabilimenti produttivi che potrebbero avere effetti significativi per diversi mesi.


Mercoledì 2 maggio

Area euro

– La seconda lettura del PMI manifatturiero di aprile dovrebbe confermare la stima flash di un indice in calo a 46 da 47,7 di marzo. Da verificare se sarà confermato il deciso calo (a 46,3 da 48,4) dell’indice tedesco e viceversa la ripresa dal dato francese (a 47,3 da 46,7). Stimiamo un calo a 47,3 da 47,9 in Italia.

– Germania. Ad aprile, il tasso di disoccupazione potrebbe essere rimasto al 6,7% (minimo storico da quando sono disponibili i dati ovvero dal 1992). I disoccupati potrebbero essere scesi di 12 mila unità nel mese. Il rallentamento del ciclo per ora non è tale in Germania da innescare una significativa inversione del trend nel mercato del lavoro.

– Italia. In base ai dati provvisori mensili, la disoccupazione potrebbe essere salita ancora a marzo, stimiamo al 9,4%.  L’aumento delle richieste di cassa integrazione guadagni avvenuto nel mese segnala crescenti difficoltà delle imprese nel mantenimento dei livelli occupazionali. Stimiamo che il tasso dei senza-lavoro possa raggiungere il 10% tra fine 2012 e inizio 2013. . Il tasso di disoccupazione nell’area euro potrebbe essere rimasto stabile al 10,8% a marzo (solo nella primavera del 1997 fu registrato un valore più elevato). Nel mese potrebbe esserci stato un ulteriore calo in Germania a fronte di una salita nei Paesi periferici, Italia compresa. È ancora presto per vedere un’interruzione del trend di deterioramento del mercato del lavoro nell’area euro.

Stati Uniti

– La stima ADP dei nuovi occupati non agricoli privati di aprile è attesa dal mercato a +190 mila, dopo +209 mila di marzo.


Giovedì 3 maggio

Area euro

– La riunione della BCE di maggio sarà piuttosto interlocutoria. Riteniamo che la BCE sia ancora in una fase di monitoraggio dei rischi per lo scenario macroeconomico e degli sviluppi di mercato. Non ci aspettiamo nessun annuncio sulle misure straordinarie. I dati delle ultime settimane sono ancora coerenti con una contrazione lieve dell’economia rea euro in primavera ciò conferma la nostra previsione di tassi ufficiali fermi ancora a lungo.

– I prezzi alla produzione sono visti salire di 0,6% m/m a marzo (come a febbraio), ancora spinti dall’energia. Il PPI annuo rallenterebbe perciò solo marginalmente, di un decimo (al 3,5%). Nel nostro scenario, l’attenuarsi delle pressioni dall’energia potrebbe causare un rallentamento più marcato del PPI ad aprile, tuttavia da maggio, complice anche un effetto statistico sfavorevole, si potrebbe innescare un nuovo trend al rialzo.

Stati Uniti

– La crescita della produttività nel 1° trimestre 2012 dovrebbe essere negativa, a -0,5% t/t dopo +0,9% t/t di fine 2011.

– L’indice ISM del settore non manifatturiero ad aprile è previsto in modesta correzione a 55,6 da 56 di marzo. Il Beige Book indica attività in espansione a ritmo pressoché invariato nei servizi e il clima favorevole dovrebbe avere sostenuto la domanda nel settore. Lo spaccato dell’indagine a marzo mostrava correzioni nelle componenti importanti (ordini, attività) pur a fronte di un aumento degli occupati e una correzione dei prezzi pagati. Ad aprile, l’indice complessivo dovrebbe rimanere vicino alla media recente (dicembre-marzo: 55,8).


Venerdì 4 maggio

Area euro

–  La seconda lettura del PMI dei servizi e composito di aprile dovrebbe confermare la stima preliminare a 47,4 per il composito e a 47,9 per i servizi. Il livello del PMI è coerente con una crescita del PIL in territorio negativo su base annua almeno sino al 3° trimestre dell’anno.

–  Le vendite al dettaglio sono attese crescere di 0,1% m/m a marzo dopo la stabilità di febbraio. Il dato lascerebbe le vendite in rotta per un lieve rimbalzo (0,2% t/t) nel 1° trimestre dopo il pesante calo (-1,1% t/t) registrato nei tre mesi precedenti. In ogni caso, l’andamento della fiducia dei consumatori non segnala ancora un recupero per le vendite per lo meno nel breve termine.

Stati Uniti

– I nuovi occupati non agricoli ad aprile sono previsti a +140 mila, dopo il +121 mila di marzo. Le indicazioni dal mercato del lavoro sono state miste. Da un lato i nuovi sussidi di disoccupazione hanno visto un peggioramento, salendo a 386 mila nella settimana di rilevazione di aprile rispetto a 364 mila del mese precedente; anche se una parte del recente aumento può subire distorsioni derivanti dalla destagionalizzazione, il trend verso l’alto è comunque evidente. Il miglioramento che si era visto nei dati di occupazione di gennaiofebbraio era comunque in parte gonfiato da un clima eccezionalmente mite; inoltre, da aprile in poi i fattori di correzione stagionale richiederebbero ampi aumenti di occupati per generare anche modeste variazioni in termini destagionalizzati. Dall’altro lato, le indagini hanno visto  un miglioramento della componente occupati (Empire a 19,3 da 13,6 di marzo, Philly Fed a 17,9 da 6,8), nonostante la correzione degli indici dii attività complessivi. La nostra previsione di +130 mila posti ad aprile lascerebbe la media dei nuovi occupati per gli ultimi due mesi pari a poco più della metà della media dei tre mesi precedenti (246 mila). Il tasso di disoccupazione è previsto a 8,2% come a marzo, con una stabilizzazione del tasso di partecipazione a 63,8% (pari alla media degli ultimi tre mesi): i rischi per il tasso di disoccupazione sono verso l’alto. I salari orari dovrebbero confermare la variazione di marzo (+0,2% m/m) dopo diversi mesi di variazioni di +0,1% m/m e accelerare modestamente a + 0,2% m/m.

 


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