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I market mover della settimana 29 marzo – 2 Aprile

I market mover della settimana Nell’area euro, l’indice di fiducia economica elaborato dalla Commissione UE dovrebbe salire a 97,2 da un precedente 95,9. Il clima è visto in miglioramento in tutti i settori, l’indice sintetico rimane al di sotto della media storica. ….

L’inflazione area euro è attesa in salita all’1,3% a/a, da un precedente 0,9% a/a, per effetto del deprezzamento dell’euro e del rincaro dei prezzi delle commodities. In Germania, i prezzi al consumo sono visti in crescita di 0,4% m/m e la dinamica annua dovrebbe balzare all’1,0% a/a, da un precedente 0,5% a/a. In Italia, vediamo un aumento dell’inflazione di un decimo a 1,3% a/a. Le vendite al dettaglio tedesche sono viste in recupero di 0,8% m/m dopo il -0,5% m/m di gennaio. Il tasso di disoccupazione è visto stabile all’8,2% in Germania a marzo e al 9,9% nella media area euro. 

La settimana è molto intensa, in termini di dati, negli Stati Uniti. I dati di marzo saranno particolarmente forti, ma per fattori temporanei. I nuovi occupati non agricoli dovrebbero essere gonfiati dalle assunzioni per il censimento, che proseguiranno per tutto il 2° trimestre. Le vendite di auto a marzo saranno in forte crescita, per nuovi incentivi. La fiducia dovrebbe risalire. Dati deboli invece per febbraio, con spesa in costruzioni in calo e reddito e spesa personale in modesto aumento in termini nominali.

Lunedì 29 marzo

Area euro

L’indice di fiducia economica elaborato dalla Commissione UE dovrebbe salire a 97,2 da un precedente 95,9. Il clima è visto in miglioramenti in tutti i settori. L’indice sintetico rimane al di sotto della media storica, ma è comunque coerente con un proseguimento del trend di ripresa nella zona euro al di là della volatilità dei dati trimestrali.

Germania. I dati dai Laender dovrebbero essere coerenti con una crescita dei prezzi al consumo a marzo di 0,4% m/m per effetto del deprezzamento del cambio e del rincaro delle materie prime. L’inflazione è vista all’1,0% a/a sia sulla misura nazionale che su quella armonizzata.

Stati Uniti

La spesa personale a febbraio dovrebbe essere aumentata di 0,2% m/m, con un solido contributo dei beni non durevoli e un modesto calo dei durevoli, mente i servizi restano su un trend debole. Il reddito personale dovrebbe essere invariato, alla luce dei dati deboli del mercato del lavoro di febbraio (calo delle ore lavorate e degli occupati). Il deflatore dei consumi dovrebbe essere invariato e il core in aumento di 0,1% m/m, come il CPI.

Martedì 30 marzo

Stati Uniti

La fiducia delle famiglie rilevata dal Conference Board a marzo dovrebbe essere aumentata a 49, da 46 di febbraio, quando aveva segnato un calo di -10,5 punti, al minimo da aprile 2009. Gli altri indicatori di fiducia stanno recuperando una parte dei cali visti a febbraio e il Conference Board dovrebbe registrare un comportamento analogo, senza segnalare un trend verso l’alto per la fiducia delle famiglie.

Mercoledì 31 marzo

Area euro

La stima preliminare di marzo dovrebbe mostrare l’inflazione area euro in salita all’1,3% a/a da un precedente 0,9% a/a per effetto del rincaro dei prezzi delle materie prime in euro, il dato potrebbe risultare uno dei massimi di quest’anno dal momento che in media ci attendiamo un’inflazione all’1,3%. Le uniche pressioni verso l’alto derivano da fattori esogeni dal momento che la dinamica sottostante sarà frenata dal permanere di un ampio output gap.

La stima preliminare di marzo dovrebbe mostrare l’inflazione area euro in salita all’1,3% a/a da un precedente 0,9% a/a per effetto del rincaro dei prezzi delle materie prime in euro, il dato potrebbe risultare uno dei massimi di quest’anno dal momento che in media ci attendiamo un’inflazione all’1,3%. Le uniche pressioni verso l’alto derivano da fattori esogeni dal momento che la dinamica sottostante sarà frenata dal permanere di un ampio output gap.

Il tasso di disoccupazione area euro è visto stabile al 9,9% a febbraio. Riteniamo che il trend al rialzo per la disoccupazione sia ben lungi dall’essere esaurito, anzi stimiamo che il tasso dei senza-lavoro possa continuare ad aumentare per tutto il 2010 e toccare un picco nella prima metà del 2011, al 10,7%.

Italia. I prezzi al consumo dovrebbero essere cresciuti di 0,2% m/m a marzo (con qualche rischio verso il basso), dopo l’incremento di un decimo di ciascuno dei primi due mesi dell’anno. L’armonizzato è visto in crescita di 1,3% m/m (dopo la stabilità di febbraio). L’inflazione annua è vista in salita di appena un decimo, all’1,3% a/a sul nazionale e all’1,2% a/a sull’armonizzato. Nei prossimi mesi ci aspettiamo un CPI circa stabile, in quanto i rischi derivanti da materie prime e tariffe saranno compensati dalle pressioni al ribasso sulle componenti core.

Italia. La disoccupazione è vista ancora in crescita a febbraio, stimiamo a 8,7% dopo l’8,5% (dato rivisto al ribasso di un decimo) del mese precedente. Il 1° trimestre potrebbe essere quello di massimo aumento della disoccupazione, stimiamo a una media di 8,7% da 8,2% del 4° trimestre del 2009. Il tasso dei senza-lavoro ha comunque ancora ampi margini di aumento, e stimiamo possa raggiungere un picco di 9,5% tra circa un anno.

Germania. I disoccupati sono visti in aumento di 10 mila unità a marzo, ancora un passo molto più blando che nei cicli precedenti, Il tasso di disoccupazione è visto stabile all’8,2%. La tenuta dell’occupazione dipende in ogni caso dall’intensità della ripresa e dall’ipotesi di una crescita ordinata. Gli indici IFO e PMI suggeriscono una riduzione degli occupati a ritmi meno severi a inizio 2010.

Germania. Le vendite al dettaglio ex auto potrebbero recuperare 0,5% m/m dopo il calo di gennaio. La dinamica trimestrale è in rotta per un aumento di 0,4% t/t. Le vendite di auto dovrebbero recuperare parte dei cali di fine 2009. Nel complesso le vendite complessive rimangano coerenti con una crescita dei consumi tedeschi piuttosto fiacca a inizio 2010 è possibile che la dinamica sia stata in parte penalizzata dal clima eccezionalmente rigido, ma in ogni caso le prospettive per i consumi in Germania in corso d’anno rimangono per una frenata rispetto al 2009.

Stati Uniti

La stima ADP dei nuovi occupati non agricoli del settore privato è vista dal consenso a +40 mila a marzo, dopo -20 mila di febbraio.

Il Chicago PMI di marzo dovrebbe vedere un calo a 61 da 62,6 di febbraio, dopo 5 mesi di aumenti ininterrotti. Le altre indagini di marzo hanno confermato una stabilizzazione degli indici in un range, senza nuove indicazioni di prosecuzione di trend verso l’alto. Lo stesso dovrebbe avvenire per il Chicago PMI, che non ha visto correzioni da ottobre in poi. Il livello dell’indice di attività e delle componenti rimane coerente con una solida espansione del settore manifatturiero.

Giovedì 1 aprile

Stati Uniti

L’ISM del settore manifatturiero a marzo dovrebbe vedere un miglioramento a 57 da 56,5 di febbraio. A marzo il Philly Fed è salito, l’Empire è sceso, ma i segnali delle indagini restano positivi. La componente produzione a marzo dovrebbe risalire da febbraio, dopo la flessione legata essenzialmente al maltempo. Anche gli ordini dovrebbero risalire da 59,5 di febbraio. Difficilmente però sia ordini, sia produzione potranno tornare sui livelli molto elevati di gennaio (66,2 per la produzione, 65,9 per gli ordini). La componente occupazione dovrebbe stabilizzarsi dopo tre mesi di aumenti consistenti (a 56,1 a febbraio).

La spesa in costruzioni a febbraio è prevista in calo di 1,1% m/m, il quarto calo consecutivo, rinforzato anche dalle condizioni climatiche avverse di febbraio. Dovrebbero risultare negative tutte le componenti della spesa (residenziale, non residenziale e pubblico).

Le vendite di autoveicoli dovrebbero vedere un forte rimbalzo a marzo, salendo a 12,1 milioni di unità ann, da 10,4 di febbraio, segnando una variazione del 23% a/a. A febbraio, le vendite di auto sono scese rispetto a gennaio (a 10,4 milioni da 10,8 milioni), in parte per via delle condizioni climatiche avverse e in parte per i problemi di Toyota. Le indicazioni emerse dai concessionari nelle prime settimane di marzo tuttavia segnalano una ripresa molto forte delle vendite in questo mese, J.D. Power, società che analizza i trend nel settore, ha segnalato che le vendite nel mese potrebbero salire a 12,1 milioni di autoveicoli venduti; questo rimbalzo è da attribuire a incentivi offerti da Toyota per riconquistare volumi, poi introdotti anche da altri produttori. Se queste previsioni saranno realizzate, le vendite di autoveicoli nel 1° trimestre sarebbero mediamente pari a 11,2 milioni di unità (+1,4% t/t rispetto al 4° trimestre).

Giappone

L’indagine Tankan dovrebbe registrare un miglioramento diffuso a tutti gli indici. L’indice per le grandi imprese manifatturiere dovrebbe salire a -15 da -24 di dicembre, tornando su livelli che non si vedevano dall’autunno 2008, e al di sopra dell’indice aspettative di dicembre (-18). Per le grandi imprese non manifatturiere l’indice dovrebbe salire di 4 punti a -18, le imprese di dimensioni più piccole dovrebbero mostrare miglioramenti più contenuti rispetto alle grandi imprese. Gli indici di settore sono rimasti su livelli elevati dal 4° trimestre del 2009; il PMI manifatturiero si è stabilizzato a 52,5 a gennaio e febbraio, mentre nei servizi l’indice di attività ha ripreso un graduale trend verso l’alto da dicembre, pur rimanendo al di sotto di 50 (44,6 a febbraio). Il Reuters Tankan mostra indici sui livelli dell’autunno 2008, in aumento ininterrotto per le imprese manifatturiere da metà 2009 e in ripresa per le imprese non manifatturiere da fine 2009, dopo un periodo di stabilità in atto da metà 2009. Le indicazioni relative ai piani di investimento dovrebbero rimanere deboli.

Stati Uniti

Gli occupati non agricoli dovrebbero vedere un forte aumento a marzo, +190 mila unità, spinti dall’accelerazione del ritmo di assunzioni temporanee legate al censimento 2010. Da marzo ci sarà una fortissima accelerazione di assunzioni temporanee da parte del governo federale per il censimento 2010. Marzo potrebbe vedere un aumento di occupati del governo federale di almeno 160 mila, un ulteriore calo di occupati nel settore statale (circa -10 mila) e complessivamente gli occupati potrebbero aumentare di circa 200 mila. Nei mesi successivi l’effetto censimento si dovrebbe vedere una crescita di occupati di circa 900 mila – 1 milione, con un picco di assunzioni che potrebbe aggirarsi intorno a 700-800 mila a maggio. Il tasso di disoccupazione dovrebbe scendere a 9,6 da 9,7% di gennaio-febbraio; nel 2° trimestre per via delle assunzioni del censimento, il tasso di disoccupazione vedrà ulteriore calo (in media a 9,5% nel trimestre), per poi risalire nei trimestri successivi. Le ore lavorate dovrebbero tornare ad aumentare dopo l’interruzione del trend positivo vista a febbraio per il maltempo. I salari orari dovrebbero aumentare dello 0,1% m/m, in linea con il trend debole degli ultimi 3-4 mesi.


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