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I mercati valutari: Settimana importante la prossima

Settimana importante la prossima. Il dollaro potrebbe traballare un po’, il che non dovrebbe però compromettere il trend di stabilizzazione in atto. L’euro è salito: questo però non dovrebbe essere sufficiente ad escludere la possibilità che torni prima o poi verso 1,36-1,34 EUR/USD. Abbiamo rivisto leggermente al ribasso le attese di breve per la sterlina. Doppio test per lo yen: pubblicazione del ….

Rapporto sull’Economia del Governo e incontro BoJ.

USD (cambio effettivo nominale) – La settimana prossima potrebbe generare qualche pressione ribassista sul dollaro, un po’ più evidente rispetto ai cedimenti recenti. Dai dati non si attendono infatti notizie positive così come dal FOMC non dovrebbe emergere un cambiamento sostanziale dell’orientamento di politica monetaria rispetto all’incontro precedente. Tutto questo non dovrebbe però compromettere il processo di stabilizzazione di fondo del biglietto verde (ovvero, a prescindere dalle oscillazioni di alcuni giorni sparsi qua e là) principalmente perché:
(A) ad eventuali dubbi sulla qualità della ripresa USA il mercato può di nuovo associare gli stessi dubbi per la ripresa anche altrove, tra cui ad es. area euro e Regno Unito;
(B) dal National People’s Congress in Cina è stata confermata la volontà di mantenere stabile lo yuan, ma con la precisazione importante da parte del ministro del commercio estero Chen Deming che la Cina proseguirà con il processo di riforma della politica di gestione del tasso di cambio, ma in modo graduale, e che  yuan stabile significa: «stabile» ma «ad un livello adattabile e bilanciato».

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EUR – Grazie a dati positivi e al ridimensionarsi delle preoccupazioni sulla Grecia e altri Paesi dell’area, l’euro si è rafforzato da 1,35 EUR/USD fino a rompere ampiamente la resistenza importante di 1,3717. Per eliminare il riproporsi di pressioni ribassiste sarebbe però necessario almeno uno sfondamento tecnico in senso proprio di 1,3717 nei prossimi giorni. Martedì l’Ecofin discuterà il calendario di attuazione delle misure integrative del programma di stabilità della Grecia. Dovessero da qui riemergere elementi di preoccupazione, il cambio potrebbe arretrare sotto 1,3700.

 

GBP – Abbiamo rivisto leggermente al ribasso le attese per la sterlina, ma soprattutto nel breve (v. tab.). (A) Fragilità della ripresa, (B) grave stato di salute dei conti pubblici, e (C) incertezza legata alle elezioni mantengono – di fondo – pressioni verso il basso sulla divisa britannica. Ci possono essere occasioni di parziale recupero ma probabilmente modesto e provvisorio. Ad esempio, l’indagine BoE ha mostrato un aumento per le aspettative di inflazione a 12m da parte della popolazione al 2,5% cioè sopra target (2,0%), l’opposto di quanto prevede la banca centrale, secondo la quale l’inflazione sarebbe sotto target sullo stesso orizzonte temporale. La reazione della sterlina è stata al rialzo, sopra 1,50 GBP/USD e sotto 0,9100 EUR/GBP.

12032010 2Importanti mercoledì prossimo (A) i dati sul mercato del lavoro, che la volta scorsa avevano fortemente deluso, ma soprattutto (B) i verbali BoE. Qualora questi confermassero che si sta ancora ragionando sull’opportunità o meno di adottare altre misure espansive, e che quei dati positivi pubblicati di recente non modificano l’idea che la ripresa ci sia ma rimanga fragile, allora la sterlina potrebbe già perdere quanto appena recuperato.

JPY – Lo yen fa ancora fatica a scendere. Oltre al (A) clima di incertezza/cautela che ancora resta sui mercati, anche (B) i dati cinesi usciti molto forti nei giorni scorsi – facendo mantenere le attese per ulteriori misure restrittive onde impedire il surriscaldamento dell’economia – offrono un po’ di sostegno. Ma questi non dovrebbero essere fattori che producono effetti temporanei, e quindi non dovrebbero incidere di fatto sulla dinamica di fondo della divisa nipponica.

Lunedì il governo pubblicherà il Rapporto sull’economia. Secondo alcuni giornali locali in questa occasione il governo, per la prima volta dopo otto mesi, potrebbe rivedere in meglio il giudizio sul quadro economico giapponese. Questo agevolerebbe una tenuta della divisa nipponica con possibile ritorno sotto 90,00 USD/JPY. Ma, come continuiamo a ripetere, lo yen dovrebbe poi intraprendere una tendenza al ribasso verso 95 USD/JPY – forse sullo scavalco del trimestre e comunque entro il T2.
L’eventuale adozione di ulteriori misure di stimolo durante l’incontro BoJ che terminerà due giorni dopo, mercoledì 17, potrebbe poi iniziare a far rientrare lo yen su livelli più bassi (al di sopra di 90,00 USD/JPY).
 

CHF – La banca centrale svizzera (SNB) ha lasciato i tassi fermi a 0,25%. Ha rivisto al rialzo le previsioni 2010 di (A) inflazione da 0,5% a 0,7% e di (B) crescita da 0,5%-1,0% a 1,5%. Ha però ribadito di essere pronta a intervenire in caso di eccessivo apprezzamento del franco, perché questo avrebbe un effetto restrittivo sulla crescita, in un contesto dove la ripresa è «fragile» (A) sia a livello domestico (B) sia a livello internazionale. Ha tra l’altro aggiunto che il rischio di deflazione non può essere del tutto escluso a priori. Infine, ha spiegato che il rafforzamento del franco vs euro negli ultimi tre mesi è dovuto all’indebolimento dell’euro vs dollaro. Manteniamo attese di indebolimento del franco in corso d’anno.

Autore: Asmara Jamaleh


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