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I mercati valutari

La prossima settimana le tendenze dei giorni scorsi potrebbero invertirsi, ma solo moderatamente. L’euro potrebbe parzialmente recuperare, quanto più se i dati sorprenderanno in positivo. La sterlina potrebbe rafforzarsi anche un po’ di più se dai discorsi dei membri BoE dovesse emergere che la probabilità di dover ripristinare un quantitative easing è diminuita. ….


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– Il calendario della prossima settimana non propone spunti nuovi, eccezion fatta per i dati area euro. La recente generalizzata tendenza rialzista del dollaro potrebbe leggermente rientrare.

– USD (cambio effettivo nominale) – Come ci attendevamo, nei giorni scorsi il dollaro ha consolidato i recuperi della settimana passata, complice in parte il permanere di un po’ di risk aversion legata alle preoccupazioni per i periferici dell’area euro. Ma dopo l’Ecofin e la decisione dell’Irlanda di accettare gli aiuti di UE, IMF e BCE le tensioni dovrebbero ridimensionarsi – solo moderatamente però, perché la definizione dei dettagli del piano di salvataggio richiederà un po’ di tempo.

– EUR – Ed è questa la ragione per cui simmetricamente l’euro potrebbe recuperare un po’ di terreno verso 1,37-1,39 EUR/USD. Tecnicamente però, per avvicinare 1,4000 è necessario uno sfondamento di 1,3719 – resistenza importante: solo se viene sfondata può essere ripristinato il fronte rialzista. Ma sulla dinamica dell’euro, diversamente dalle altre principali valute, incideranno fattori di origine interna, che ne potrebbero far deviare il corso rispetto alle tendenze generali. Escono infatti i PMI area euro e l’Ifo tedesco. In caso di sorprese positive si dovrebbe assistere ad un’accelerazione rialzista: questo però non implica necessariamente accesso nell’area al di sopra di quota 1,40.

– JPY – Diversamente dalle attese il range dello yen si è spostato da 80-81 a 82-83 USD/JPY. La divisa nipponica si è quindi indebolita, ma probabilmente si è trattato più di generalizzato rafforzamento del dollaro che di fattori propri dell’economia giapponese. Quindi nei prossimi giorni si potrebbe assistere ad un modesto rimbalzo tecnico verso 81-80. Ma la combinazione degli sviluppi sul fronte interno ed esterno dovrebbe far ripristinare presto il deprezzamento da poco intrapreso.

GBP – Come previsto, la sterlina si è mantenuta intorno a 1,6000 GBP/USD. Dai verbali BoE è implicitamente emerso che i buoni dati recenti hanno fatto riassorbire la spaccatura tra coloro che erano più preoccupati per la crescita e quelli che invece guardavano più ai rischi di inflazione (solo i dissenzienti del mese precedente non hanno cambiato posizione). A dicembre e a gennaio è dunque probabile che la Bank of England mantenga invariati sia il bank rate sia i termini dell’APF. Quanto ai dati, poiché anche questa settimana hanno sorpreso in positivo, la sterlina potrebbe provare a riavvicinare i massimi di due settimane fa, verso 1,6300 GBP/USD. Ma fondamentali saranno i discorsi BoE in calendario, perché dalle dichiarazioni dei singoli membri si avrà modo di capire meglio lo scenario prevalente all’interno della BoE. Ne potrebbe uscire che sia diminuita la probabilità di un ripristino dell’APF, e questo favorirebbe la sterlina.

 

19112010 a


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