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Il JPM Global Income Fund spegne 10 candeline

JPMorgan Investment Funds – Global Income Fund, il fondo creato per distribuire un reddito regolare agli investitori, celebra il suo decimo anniversario…..


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Michael Schoenhaut, gestore del fondo sin dalla prima ora, ricorda: “Quando abbiamo lanciato Global Income Fund, dieci anni fa, eravamo proprio nell’occhio del ciclone della crisi finanziaria globale e a prima vista non sarà di certo sembrato il momento più opportuno per farlo.

In seguito, però, è diventato chiaro che la crisi stava spingendo i tassi verso lo zero e avrebbe cancellato le tradizionali fonti di reddito, perciò un fondo Income multi-asset con la flessibilità necessaria per trovare buone fonti di reddito in tutto il mondo e in diverse classi di attivo, abbinata alla capacità di gestire il rischio, si è rivelata la soluzione giusta al momento giusto per tanti investitori orientati al reddito.”

Focus: dividendi regolari

“Income” in inglese significa reddito e, proprio come una seconda fonte di entrate, il Global Income Fund distribuisce regolarmente i ricavi generati da cedole e dividendi.

“Nella misura in cui i classici `porti sicuri´ non sono più in grado di offrire agli investitori il livello di reddito a cui sono abituati, è cresciuto l’interesse nei confronti di una soluzione orientata al reddito che combini classi di attivo diverse”, sottolinea Schoenhaut.

Nel corso dell’ultimo decennio, infatti, sempre più gruppi di investitori hanno imparato ad apprezzare questo fondo orientato al reddito: dagli investitori privati alla ricerca di un reddito supplementare a quelli istituzionali come le fondazioni, che hanno bisogno di un flusso di reddito regolare per rispettare il proprio mandato.

Un fondo gestito professionalmente è in grado di affrontare al meglio anche un contesto di tassi bassi.

“Con un fondo multi-asset flessibile come il Global Income Fund siamo in grado di attingere in tutto il mondo alle fonti di reddito maggiormente favorite in ogni contesto di mercato.

Le distribuzioni sono state molto regolari e consentono di ammortizzare gli alti e bassi delle borse”: questo, secondo Schoenhaut, è un altro segreto del successo del fondo.

Oggi, il Global Income Fund è cresciuto fino a raggiungere un patrimonio in gestione superiore ai 25 miliardi di Euro.

Negli ultimi dieci anni sono stati distribuiti agli investitori più di 3 miliardi di Euro (per la classe A (div) in EUR). “C’è una cosa che i nostri investitori apprezzano molto: il reddito è stato generato senza assumere rischi incontrollati.

L’obiettivo della strategia Income, infatti, è generare redditi elevati e affidabili mantenendo tuttavia i rischi entro i limiti della ragionevolezza”, spiega Schoenhaut.

I vantaggi di un’esperienza globale

Per rendere possibile tutto questo, l’allocazione del fondo nelle diverse classi di attivo è cambiata molto nel corso del tempo, rispondendo così alle evoluzioni del contesto congiunturale e di mercato.

“Il Global Income Fund non lavora con un’allocazione rigida in quanto alle classi di attivo utilizzate e alla loro proporzione nel portafoglio.

Abbiamo anzi la libertà di andare sempre alla ricerca delle opportunità più interessanti ovunque venga offerta una diversificazione efficace con redditi in grado di premiare i nostri investitori”, spiega il gestore.

Negli ultimi dieci anni, Michael Schoenhaut ha sfruttato al massimo questa flessibilità. Al momento del lancio, il Global Income Fund contava solo 6 classi di attivo; oggi, invece, investe in 12 classi con caratteristiche di rischio completamente diverse.

Come riferimento è stato preso il profilo di rischio di un tradizionale portafoglio misto azionario/obbligazionario, ma con un grado di diversificazione che la maggior parte dei fondi multi-asset non è in grado di offrire: nel portafoglio del Global Income Fund ci sono circa 1.900 emittenti e 2.500 titoli da circa 80 Paesi.

Michael Schoenhaut e il co-gestore Eric Bernbaum non sono soli al timone di un portafoglio così ampio: facendo parte del gruppo Multi-asset Solutions, si inseriscono in un processo d’investimento profondo e con un approccio di team.

Più di 80 esperti d’investimento del gruppo lavorano per mettere in pratica la strategia Income.

Per le singole classi di attivo, poi, ricorrono ai team specializzati che gestiscono sottoportafogli orientati al reddito dedicati al Global Income Fund.

“La vasta gamma di competenze di un gestore globale come J.P. Morgan Asset Management ci consente di ricorrere a classi di attivo precluse agli altri fondi multi-asset, per non parlare dei singoli investitori o addirittura degli investitori privati.

Così possiamo diversificare ancora di più rischi e opportunità”, sottolinea Schoenhaut.

Un approccio difensivo per affrontare le sfide del presente

Grazie a questi strumenti, il gestore ritiene che Global Income Fund abbia tutto ciò che serve per affrontare le sfide di un contesto di fine ciclo:

“Un vantaggio dell’approccio multi-asset flessibile è che utilizza le diverse classi di attivo in modo da riuscire ad affrontare condizioni di mercato complesse”, sostiene Schoenhaut.

Quest’anno si sono già presentate alcune sfide: il ritmo della crescita sta rallentando in tutto il mondo. In combinazione con il ciclo di aumenti dei tassi della Banca Centrale statunitense, ne conseguono volatilità e correzioni sui mercati azionari.

In più, le azioni più difensive che distribuiscono dividendi (una delle classi di attivo principali del Global Income Fund) in media hanno performato peggio del mercato, trascinate soprattutto dalle volatilità delle azioni growth.

Nel corso dell’anno, quindi, Schoenhaut ha ridotto progressivamente le posizioni più rischiose come quelle azionarie.

Parallelamente, le posizioni obbligazionarie sono state diversificate ed è stata incrementata la duration delle obbligazioni statunitensi, poiché l’aumento del livello dei tassi negli Stati Uniti rende più interessanti le duration più lunghe, che fungono da elemento di diversificazione rispetto alle classi di attivo più rischiose.

Non da ultimo è stata aggiunta la nuova classe di attivo, quella dei titoli ipotecari garantiti da enti pubblici statunitensi, ovvero titoli composti da ipoteche su immobili che vengono emessi da istituti di diritto pubblico con garanzia statale.

“Dopo i titoli di Stato, sono il secondo segmento in ordine di grandezza nel mercato obbligazionario globale, perciò sono perfetti come allocazione difensiva e liquida nel fondo.

Grazie alla garanzia implicita del governo statunitense, presentano un profilo di rischio analogo ai titoli di Stato degli Stati Uniti ma sono meno sensibili ai tassi rispetto ad altri investimenti più tradizionali, una caratteristica che si rivela vantaggiosa in un periodo in cui i tassi statunitensi continuano a salire”, spiega Schoenhaut.

“Grazie alla forte diversificazione e al reddito regolare, sul lungo termine l’intensità delle oscillazioni del Global Income Fund è stata all’incirca della metà rispetto a un investimento azionario puro sul mercato azionario mondiale”, sottolinea Schoenhaut.

Negli ultimi, turbolenti mesi, tuttavia, la volatilità è stata nettamente inferiore grazie all’orientamento più difensivo. Nel complesso, la performance annua è stata positiva in sette anni su dieci nonostante le tante sfide che si sono presentate sui mercati nell’ultimo decennio.

C’è una cosa, quindi, che Schoenhaut vuole ricordare agli investitori: “L’esperienza insegna che è importante rimanere investiti anche nelle fasi di turbolenza sui mercati, perché il reddito regolare è costituito dai premi di rischio incassati nel corso del tempo e le fluttuazioni dei mercati non vanno sempre considerate alla stregua di perdite permanenti.”

Fonte: BONDWorld.it

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