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Il Punto : Acquisti netti PEPP continueranno

Il Punto : La Banca Centrale Europea ha confermato che gli acquisti netti PEPP continueranno a ritmi significativamente superiori rispetto a inizio anno.

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Probabilmente la riunione di luglio sarà interlocutoria, mentre a settembre sarà compiuto un riesame approfondito delle prospettive e il consiglio direttivo discuterà come gestire l’ultimo semestre del PEPP.

– Il Consiglio direttivo della BCE ha deciso di giocare sul sicuro. Si legge nel comunicato che “il Consiglio direttivo si attende che nel prossimo trimestre gli acquisti netti nell’ambito del PEPP continuino a essere condotti a un ritmo significativamente più elevato rispetto ai primi mesi dell’anno”. La questione della stagionalità è coperta implicitamente dalla natura flessibile del programma: “Il Consiglio direttivo condurrà gli acquisti in maniera flessibile in base alle condizioni di mercato”.

La presidente Lagarde ha dichiarato che il testo è stato approvato all’unanimità, e che il consenso è stato ampio (quindi: non unanime) riguardo al passo degli acquisti netti PEPP. Differenze di opinione in merito erano chiaramente emerse nelle ultime settimane dai discorsi di governatori e membri del comitato esecutivo.

– Netta revisione al rialzo delle previsioni, rischi bilanciati. Lo staff della BCE ha rivisto drasticamente al rialzo le proiezioni di crescita per il 2021 (a 4,6%) e il 2022 (a 4,7%), lasciando invariate quelle per il 2023 (2,1%). Il cambiamento riflette gli sviluppi positivi sul fronte della pandemia (vaccinazioni, dati sui contagi), il processo di riapertura avviato in queste settimane e i risultati incoraggianti delle indagini congiunturali.

La BCE si attende un vigoroso rimbalzo nel trimestre corrente e “forti progressi” nel secondo semestre. La revisione è ancora più ampia considerando che la media annua non include la revisione pubblicata nei giorni scorsi da Eurostat per il 1° trimestre 2021. Gli stessi fattori hanno indotto la presidente Lagarde a dichiarare che i rischi sono ora da considerare bilanciati.

– Le proiezioni di inflazione sono state riviste come da nostre attese, con un ampio rialzo nel 2021 (a 1,9%) e nel 2022, ma nessuno per le proiezioni a lungo termine, ferme a 1,4%. Il giudizio della BCE è che “le pressioni sui prezzi rimarranno probabilmente nel complesso contenute, in parte riflettendo le basse pressioni salariali, nel contesto di un rallentamento economico ancora significativo, e di un apprezzamento del tasso di cambio dell’euro”.

Il documento previsionale evidenzia che lo staff della Banca centrale si attende che nel prossimo biennio l’accelerazione dei salari sarà ampiamente compensata da un rimbalzo della produttività del lavoro. Il testo della conferenza stampa nota che “le misure basate sui sondaggi e gli indicatori basati sul mercato delle aspettative di inflazione a lungo termine rimangono a livelli contenuti”.

– Le prospettive. Riteniamo che la riunione del 22 luglio sarà interlocutoria, e che in luglio e agosto gli acquisti netti caleranno per fattori stagionali.

Il 9 settembre, il consiglio verificherà la portata dei miglioramenti in corso: se saranno in linea con le previsioni, e se la restrizione delle condizioni di finanziamento non sarà stata eccessiva, gli acquisti netti potrebbero anche non risalire dai minimi estivi, e il PEPP chiuderebbe il 2021 con un plafond residuo di 400 miliardi di euro. In caso contrario, gli acquisti netti tornerebbero a 18-19 miliardi settimanali in media.

FOMC: adelante Jerome, con juicio. La riunione di giugno dovrebbe mantenere invariate la politica monetaria e la guidance, ma anche segnalare che il momento di “parlare di parlare” di tapering potrebbe essere alle soglie.

Sui tassi, nonostante un’altra probabile revisione verso l’alto delle proiezioni macro, il grafico a punti dovrebbe prevedere stabilità fino a fine 2023.

– Alla riunione di giugno, il FOMC dovrebbe modificare il comunicato in direzione ottimistica, sia sul fronte economico sia su quello sanitario. Il miglioramento della valutazione congiunturale dovrebbe riguardare tanto la crescita, quanto l’occupazione. Per l’inflazione, si dovrebbe reiterare che il rialzo recente “riflette in larga misura fattori transitori”.

Nel paragrafo relativo alla pandemia, il testo, pur affermando ancora che “restano rischi per lo scenario economico”, dovrebbe in qualche modo riconoscere che l’ulteriore avanzamento della campagna vaccinale e la stabilizzazione della curva dei contagi sono tali da non interferire con la ripresa.

– L’aggiornamento delle proiezioni economiche dovrebbe registrare significative revisioni verso l’alto per la crescita (da 6,5% e 3,3%) e l’inflazione (da 2,4% e 2%) a fine 2021 e a fine 2022. Per il tasso di disoccupazione atteso a fine 2021 potrebbe esserci una modesta limatura di 1-2 decimi, ma non particolarmente rilevanti. Per raggiungere la previsione di disoccupazione a 4,5% a dicembre 2021, con l’attuale tasso di partecipazione, occorrerebbero 365 mila nuovi posti in media al mese nei prossimi 6 mesi, obiettivo ragionevole.

Nonostante il miglioramento dello scenario atteso, prevediamo però che nel grafico a punti la mediana continui a segnalare tassi fermi fino a fine 2023, pur in presenza di uno spostamento verso l’alto di alcuni punti del grafico. Il consenso nel Comitato appare ancora inclinato a privilegiare l’ancoraggio delle aspettative sui tassi per gestire gradualmente la svolta. Inoltre, molti partecipanti, fra cui Powell, hanno sottolineato che le proiezioni dei tassi sono indicative e non sono previsioni “ferme” nel tempo.

– La conferenza stampa di Powell sarà il veicolo per la preparazione al tapering. I verbali di aprile e i discorsi della maggior parte dei partecipanti al FOMC hanno toccato il tema della discussione sugli acquisti e Powell dovrebbe segnalare esplicitamente che, con qualche ulteriore conferma dai dati soprattutto dal mercato del lavoro, il Comitato potrebbe “parlare di parlare” di tapering dopo l’estate.

Powell dovrebbe anche comunicare cautela nella lettura dei dati e pazienza nella valutazione dello scenario, sottolineando che la Fed aspetterà ulteriori conferme prima di aprire la fase preparatoria alla rimozione dello stimolo. Manteniamo la previsione che il FOMC cominci effettivamente a parlare di tapering in autunno, per poi iniziare nel 2022 a ridurre gli acquisti “gradualmente e metodicamente”.

– I dati resteranno i protagonisti in questa fase di pre-svolta. La velocissima ripresa della crescita dovrebbe portare il PIL al di sopra dei livelli pre-pandemici e azzerare l’output gap già nel 2° trimestre, ma sul mercato del lavoro mancano ancora 7,6 mln di occupati rispetto a febbraio 2020. Dietro al boom del 2021, oltre alla pura forza della domanda aggregata determinata dallo stimolo fiscale e dalla fine dell’emergenza pandemica, c’è una profonda ricomposizione in tutti i settori, con effetti sugli equilibri di breve termine per quantità e prezzi in tutti i mercati, sia per i beni e i servizi, sia per il lavoro.

A nostro avviso, con lo spostamento della domanda verso i servizi, il controllo della pandemia e la fine dell’integrazione dei sussidi, i vincoli all’offerta di beni e di lavoro dovrebbero ridursi, agevolando la prosecuzione della ripresa e l’aggiustamento del mercato del lavoro. Per quanto riguarda l’inflazione, il rialzo attuale è secondo noi radicato negli aggiustamenti settoriali, per loro natura temporanei. Tuttavia, sottolineiamo rischi verso l’alto per la dinamica dei prezzi collegati alle aspettative e a possibili pressioni nei comparti rimasti finora fuori dal radar, abitazione e sanità.

– In conclusione, lo scenario economico è coerente con l’avvicinamento del FOMC alla svolta sul programma di acquisti, che dovrebbe essere preparata in autunno, e con un atteggiamento ancora molto prudente per quanto riguarda il sentiero dei tassi.

Alla luce delle previsioni solide per la crescita nel 2021-22, anticipiamo il primo rialzo dei tassi, previsto ora a giugno 2023, e ne aggiungiamo un secondo a dicembre 2023.

Fonte: BondWorld.it

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