BondWorld.it
Bussola il punto

Il Punto : Area euro: la dinamica dei prezzi

Il Punto : Area euro: la dinamica dei prezzi delle materie prime energetiche non influisce soltanto sull’inflazione, ma anche sulla crescita reale.

Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter gratuita. Clicca qui per iscriverti gratuitamente.


Intesa SanPaolo


Nelle nostre simulazioni, i rialzi nelle quotazioni di petrolio e gas sottrarranno 4 decimi di punto percentuale alla crescita del PIL Eurozona nel 2022. E l’elevata incertezza sull’andamento futuro dei prezzi energetici accresce anche l’incertezza sull’andamento del PIL.

– I mercati di gas naturale ed energia stanno attraversando una crisi senza precedenti, causata da condizioni eccezionali. Ad ottobre le quotazioni del petrolio hanno toccato il massimo da oltre due anni, con il Brent sopra gli 86 dollari. Secondo le nostre previsioni, il prezzo del petrolio dovrebbe toccare un picco in media trimestrale nella parte finale dell’anno, per poi calare nel 2022 e nel 2023 per l’aggiustamento dal lato dell’offerta.

Il prezzo del gas naturale ha toccato il massimo storico nella prima settimana di ottobre, superando per la prima volta il livello di 100 €/MWh. Ci attendiamo che in media nel 4° trimestre si mantenga su livelli record, per poi posizionarsi su valori inferiori, ma comunque superiori ai livelli pre-pandemici, a partire dalla prossima primavera.

– Seppur transitori, questi aumenti dovrebbero avere un significativo impatto sui livelli della produzione e dei prezzi nel prossimo anno. L’ordine di grandezza dell’impatto dello shock dei prezzi energetici sulle principali variabili macroeconomiche può essere inferito comparando lo scenario base attuale con uno scenario alternativo che assume, a partire dal 4° trimestre, il profilo previsivo sui prezzi di petrolio e gas naturale da noi atteso la scorsa primavera.

Per misurare la differenza di impatto dei due differenti scenari è stato utilizzato il modello a equazioni simultanee di Oxford Economics. È importante evidenziare che la nostra analisi ipotizza una politica monetaria invariata nei due scenari e che gli effetti degli shock energetici risultano “isolati” solamente a partire dal 4° trimestre 2021. I principali risultati sono i seguenti:

* l’aumento dei prezzi delle materie prime determina un rialzo dell’inflazione di +0,3% nel 2021 e +0,8% nel 2022;

* la più alta inflazione impatta negativamente sul reddito disponibile reale delle famiglie per -0,4% nel 2022 (circa 40 miliardi in meno, in termini reali);

* la crescita del PIL nel 2022 risulta più bassa di -0,4% rispetto allo scenario di assenza di shock energetico, con un picco di -0,5% nel secondo trimestre 2022. Gli investimenti sono più bassi di -0,9%: l’incremento del costo dell’energia è atteso riflettersi solo parzialmente sui prezzi finali pagati dai consumatori, erodendo così i margini delle imprese; minori profitti attesi, e il livello più alto dei tassi a medio e lungo termine, incidono negativamente sugli investimenti privati. Sui consumi, l’effetto risulta più contenuto (-0,3%), grazie al calo della propensione al risparmio. La perdita di PIL sarebbe lievemente più ampia in Italia e Spagna, dove raggiunge il mezzo punto percentuale in media annua nel 2022;

* il deterioramento delle ragioni di scambio implica che nel 2022 la bilancia commerciale peggiora di oltre 41 miliardi rispetto allo scenario senza rincaro energetico (tre decimi di PIL); l’impatto è consistente già quest’anno (36 miliardi).

– In sintesi, lo shock esogeno sul prezzo delle materie prime (petrolio e gas) avrà come effetto non solo un ampio aumento dell’inflazione ma anche un freno alla crescita del PIL, che sarà significativo in particolare tra fine 2021 e inizio 2022.

Possibili nuovi rialzi dei prezzi energetici potrebbero frenare ulteriormente la ripresa il prossimo anno; di contro, le misure compensative adottate da diversi governi europei potrebbero ridurre l’impatto dello shock sulla domanda privata di altri beni e servizi. Italia e Spagna sono le economie che potrebbero risentire maggiormente degli effetti negativi sulla crescita.

Fonte: BondWorld.it

Articoli Simili

Il Punto : Area euro: “quarta” ondata di COVID-19

Redazione

Il Punto : L’inflazione USA deve ancora peggiorare prima di migliorare

Redazione

Il Punto : FOMC: tapering flessibile e stretto monitoraggio dell’inflazione.

Redazione