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Il Punto : BCE Draghi prende le ultime precauzioni

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Il Punto : BCE Draghi prende le ultime precauzioni. Alla riunione di giugno, il Consiglio BCE ha unanimemente deciso di rinviare di altri sei mesi, ovvero fino a giugno 2020, la data fino a cui tassi resteranno fermi……

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a cura dell’ Ufficio Studi Banca Intesa SanPaolo


La BCE ha anche fornito i dettagli delle nuove TLTRO III che saranno condotte a un tasso massimo di 0,10% con possibilità di ribasso fino a -0,30%, nel caso in cui le banche eccederanno del 2,5% il benchmark fissato per la dinamica degli impieghi.

Nel complesso, le condizioni di tasso dovrebbero risultare ancora vantaggiose per alcune parti del sistema.

La reazione del cambio, e in minor misura dei tassi governativi, suggerisce che i mercati si aspettavano di più e questo nonostante sia emerso che il Consiglio ha discusso e confermato che tutte le misure introdotte negli ultimi anni restano attivabili, suggellando come permanenti le innovazioni dell’era Draghi.

– Alla riunione di giugno, per far fronte alla crescente incertezza sul quadro globale, il Consiglio BCE ha unanimemente deciso di:

  1. far leva sulla forward guidance, che è stata modificata rispetto a marzo scorso e ora indica che i tassi di interesse di riferimento si manterranno su livelli pari a quelli attuali almeno fino alla prima metà del 2020 e non più solo fino a dicembre 2019;
  2. mantenere invariata e ancora condizionata al sentiero dei tassi la guidance sui reinvestimenti, confermando che continuerà a mantenere invariato il bilancio riacquistando tutti i titoli in scadenza ben oltre il 1° rialzo dei tassi.

– La BCE ha, inoltre, comunicato i dettagli operativi delle sette TLTRO III, ciascuna della durata di 24 mesi, che saranno condotte a cadenza trimestrale tra settembre prossimo e marzo 2021.

Il tasso massimo sarà il refi prevalente nella vita dell’operazione più uno spread di 10 punti base.

Gli incentivi prevedono una riduzione del tasso fino a un minimo pari al tasso sui depositi prevalente nella vita dell’operazione più 10 punti base, ovvero -0,3%, per le banche che eccederanno del 2,5% il benchmark sugli impieghi.

Come nelle TLTRO II, per le banche con una crescita positiva degli impieghi nei 12 mesi fino a marzo 2019 il benchmark è zero, ovvero sarà sufficiente mantenere invariato il tasso di crescita dei prestiti per ricevere -0,3%.

Altresì, per le banche che esibiscono una decrescita dei prestiti nei 12 mesi fino a marzo 2019 il benchmark è la dinamica degli impieghi.

Anche per gli istituti che sono in fase di riduzione degli attivi è possibile beneficiare del tasso più vantaggioso posto che non si accentui la decrescita del credito.

Il Punto  – A differenza delle precedenti aste, non sarà possibile il rimborso anticipato.

Inoltre, si specifica che la richiesta lorda di fondi in ciascun’asta non può superare il 10% dello stock di prestiti alle imprese non finanziarie e famiglie al netto dei mutui al 28/02/2019.

Il vincolo risponde alla necessità di limitare la concentrazione delle richieste e quindi delle scadenze, a differenza di quanto si è verificato in passato.

Nel complesso, le condizioni d’asta sono ancora vantaggiose e dovrebbero effettivamente funzionare come backstop in caso di difficoltà di rifinanziamento per alcune parti del sistema.

– Il cambio euro e inizialmente anche i rendimenti governativi hanno corretto al rialzo sull’annuncio che i tassi resteranno fermi fino al 2020, perché nelle ultime settimane avevano cominciato a prezzare un taglio del tasso sui depositi.

La reazione è stata in parte attenuata dal fatto che Draghi, durante la conferenza stampa, ha indicato che la modifica alla guidance sui tassi non indica come più probabile che la prossima mossa sarà un rialzo piuttosto che un taglio e che alcuni membri durante la discussione hanno finanche valutato un taglio dei tassi.

– La decisione di impegnarsi a mantenere i tassi fermi fino a giugno 2020 è motivata dalla crescente incertezza sul quadro internazionale, più che dal rallentamento ulteriore dello scenario dell’Eurozona; le previsioni di giugno mostrano un profilo di crescita e inflazione solo leggermente più debole rispetto a marzo.

La BCE valuta che i rischi per lo scenario siano ancora verso il basso, nonostante la modifica alla guidance sui tassi.

L’altro elemento che ha pesato nelle scelte del Consiglio è il calo delle attese di inflazione di mercato, anche se Draghi ha sottolineato che non vi è indicazione di un disancoraggio delle attese e che il rischio deflazione rimane risibile.

Il Punto – La BCE ha riaffermato la simmetria dell’obiettivo di inflazione e che non si rassegna ad avere una dinamica dei prezzi inferiore al 2%.

– Riguardo l’Italia, Draghi ha sottolineato che se pure il Consiglio Europeo dovesse decidere a favore dell’apertura della procedura di infrazione nei confronti dell’Italia, come da raccomandazione della Commissione, questo non implicherebbe una riduzione drastica del debito ma soltanto che venga concordato un sentiero credibile di rientro graduale nel medio periodo.

Sui mini-BOT Draghi è stato chiaro: o sono nuova valuta e pertanto illegali oppure si tratta di titoli di debito, che pertanto non consentono di aggirare i vincoli.

– Al di là delle decisioni sui tassi e TLTRO III prese alla riunione di giugno, riteniamo sia di grande rilevanza che Draghi abbia riportato la “granularità” della discussione interna al Consiglio sugli strumenti di politica monetaria.

Il Punto – È difatti emerso che il Consiglio valuta come possibili ulteriori tagli dei tassi, e non escluderebbe un nuovo programma di acquisto di titoli, se necessario.

– La portata delle misure adottate negli ultimi anni non è confinata alla permanenza di Draghi alla Presidenza della BCE; il lascito resta per le crisi che verranno e che questa BCE potrà gestire con un set di strumenti ben più ampio di quando Draghi si è insediato a Francoforte.

Fonte: BondWorld.it

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