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Il Punto : BCE ha segnalato l’orizzonte temporale di riferimento

Il Punto : Nella prima applicazione della nuova strategia di politica monetaria con obiettivo di inflazione simmetrico al 2%, la BCE ha segnalato che l’orizzonte temporale di riferimento sarà costituito dal secondo e terzo anno dello scenario previsionale.

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Tuttavia, la reazione del Consiglio non sarà meccanica, e Lagarde ha segnalato che si vuole evitare il rischio di strette premature. Proprio per garantirsi spazio di manovra la Banca centrale ha lasciato indefiniti diversi aspetti, inclusa l’entità e la durata di eventuali sforamenti dell’obiettivo di inflazione.

– Alla riunione del 22 luglio, la Banca Centrale Europea ha agganciato le indicazioni prospettiche sui tassi ufficiali (o forward guidance) al nuovo obiettivo simmetrico del 2%, come anticipato due settimane fa. Inoltre, la BCE ha deciso di utilizzare la metà lontana dell’intervallo di previsione come riferimento per valutare se l’obiettivo è conseguito: infatti, l’obiettivo deve essere raggiunto “ben prima” della fine dell’orizzonte di previsione e quindi mantenuto “per il resto del periodo”; inoltre, deve essere confermato dalla dinamica corrente dell’inflazione sottostante.

Si badi, però, che la regola non sarà applicata meccanicamente: resta una valutazione ‘politica’ effettuata del Consiglio Direttivo. Come la presidente Lagarde ha segnalato, la decisione sulla forward guidance è stata presa a larghissima maggioranza, e non all’unanimità.

– Entra nel comunicato l’avvertenza che la BCE sarà paziente nel reagire al conseguimento dell’obiettivo, perché “nessuno di noi vuole stringere prematuramente”, e che quindi l’inflazione potrebbe transitoriamente e moderatamente eccedere il 2%. Secondo la Presidente, però, ciò sarà ‘accidentale’ e non deliberato. Inoltre, anche tale aspetto è lasciato alla discrezione del Consiglio, perché non viene indicato alcun riferimento né temporale, né quantitativo sull’entità dello scostamento.

Infine, Lagarde ha respinto l’interpretazione che in questo modo la BCE si accinga a mantenere la politica monetaria più accomodante più a lungo, sostenendo che il vero obiettivo è riportare l’inflazione al 2% più rapidamente. Comunque, i paletti per avviare il ciclo di rialzo dei tassi sono stati spostati significativamente rispetto al precedente assetto formale della politica monetaria, spingendo gli operatori a prevedere il primo rialzo dei tassi più in là rispetto a quanto precedentemente atteso, e non a rivedere al rialzo le attese di inflazione.

– Non ci sono altre modifiche: in particolare, tutto è rimasto immutato su APP, PEPP e TLTRO.

L’indicazione prospettica sull’APP resta collegata a quella sui tassi, come prima. PEPP e TLTRO non sono neppure stati oggetto di dibattito in questa occasione.

– Riteniamo che la discussione sugli acquisti netti PEPP avverrà a settembre sulla base delle nuove previsioni dello staff. Con l’ascesa della variante Delta in pieno sviluppo, diventa più probabile che non sia decisa una riduzione neppure in tale occasione, sebbene la BCE si sia mostrata abbastanza positiva riguardo alla possibilità di osservare un impatto economico contenuto.

In effetti, la BCE prevede un ritorno ai livelli pre-crisi nel 1° trimestre 2022, sottolinea che la fiducia nella ripresa sta già generando ricadute sulla domanda di credito per investimenti e ricorda che lo scenario dello staff includeva già un’ipotesi di restrizioni estese fino al 4° trimestre 2021. In effetti, i rischi per lo scenario di crescita sono giudicati “bilanciati”, e non verso il basso.

FOMC: mantenere la rotta (per ora), nelle acque agitate dall’inflazione. La riunione del FOMC di fine luglio preparerà la strada per il tapering, segnalando l’apertura delle discussioni per definire un piano di riduzione degli acquisti, senza però dare indicazioni precise sui dettagli e sui tempi della sua attuazione.

Il messaggio dovrebbe essere in linea con quello delle recenti audizioni di Powell in Congresso: rialzo dell’inflazione transitorio e mercato del lavoro in via di riequilibrio, politica monetaria vigile e impegnata a reagire di fronte a nuove informazioni dai dati per raggiungere gli obiettivi su prezzi e massima occupazione.

– Il focus della riunione del FOMC di luglio sarà diviso fra la discussione sul tapering e le recenti sorprese dell’inflazione.

– Il comunicato dovrebbe migliorare la valutazione congiunturale rispetto a giugno, rilevando il rafforzamento della dinamica occupazionale e l’accelerazione della crescita sulla scia della riapertura dei servizi e del rafforzamento dei consumi anche nei settori direttamente colpiti dalla pandemia, che a giugno venivano definiti ancora “deboli” pur se in fase di miglioramento.

Riguardo all’inflazione, il giudizio degli ultimi comunicati, secondo cui “l’inflazione è aumentata, riflettendo in larga misura fattori transitori”, richiederà qualche ulteriore qualificazione che prenda atto delle sorprese recenti, pur senza modificare il giudizio di temporaneità dei rialzi. Il comunicato potrebbe aggiungere un commento riguardo al fatto che le aspettative di inflazione di più lungo termine retano ben ancorate.

– È probabile che nel comunicato non ci siano modifiche al paragrafo relativo agli acquisti di titoli, attuati a un ritmo mensile di “almeno 80 mld per i Treasury e di 40 mld per MBS delle agenzie fino a quando non verrà raggiunto sostanziale ulteriore progresso verso gli obiettivi del Comitato di massima occupazione e stabilità dei prezzi”.

Nel 2013, nel periodo precedente il tapering, il comunicato non aveva dato indicazioni nuove fino alla riunione in cui effettivamente era stato annunciato il nuovo ritmo di acquisti.

– Le informazioni rilevanti per il futuro della politica monetaria verranno dalla conferenza stampa e, successivamente, dai verbali in uscita a metà agosto.

I temi caldi sono il tapering sull’orizzonte più breve e l’inflazione su quello di medio termine, anche se rimane cruciale l’evoluzione della crescita e del mercato del lavoro.

– Riguardo al tapering, Powell dovrebbe ribadire quanto affermato in diversi interventi. Il momento dell’effettiva riduzione degli acquisti è ancora “lontano”, ma il Comitato intende definire un piano operativo in tempi rapidi, in modo da essere flessibile riguardo alla sua attuazione, che potrà rispondere ad eventuali nuove informazioni dai dati nei prossimi mesi. La condizione per l‘avvio della svolta sugli acquisti, cioè il “sostanziale ulteriore progresso verso gli obiettivi”, rimane vaga ed è interpretata in modo differente dai diversi partecipanti al FOMC. Per alcuni, i tempi sono già quasi maturi, per altri invece occorrono ancora conferme dai dati, anche se in generale tutti ritengono che ci siano progressi e che sia probabile l’inizio della riduzione in tempi non troppo lunghi.

Il monitoraggio dei dati per il tapering riguarda soprattutto il mercato del lavoro, su diversi fronti: non solo occupazione e tasso di disoccupazione, ma anche partecipazione e tasso di occupazione. Nel contesto recente, tuttavia, anche l’inflazione diventa cruciale, dato che la svolta sui tassi richiede la conclusione del tapering. Powell, nelle audizioni in Congresso a metà luglio, ha indicato che probabilmente ci saranno maggiori informazioni entro l’autunno, i principali freni temporanei all’offerta dovrebbero ridursi, dando luogo a un progresso diffuso verso il riequilibrio del mercato del lavoro.

– L’inflazione sarà il punto focale della conferenza stampa, con l’aspettativa di messaggi in linea con le audizioni di Powell in Congresso e toni decisamente più preoccupati rispetto alla conferenza stampa di giugno.

Il punto di fondo dovrebbe restare però una previsione, fino a prova contraria, che le recenti sorprese sull’inflazione, sebbene più ampie e persistenti delle attese, siano essenzialmente causate da fattori temporanei, con aspettative di medio termine ancorate e ancora in linea con gli obiettivi della politica monetaria.

– In generale, il messaggio della riunione dovrebbe ricalcare le linee guida delle audizioni di Powell: lo scenario di fondo è invariato, ma le preoccupazioni per l’inflazione sono nettamente aumentate.

Il FOMC dovrebbe riconoscere esplicitamente, come ha fatto Powell a luglio, la possibilità di un errore di valutazione, in un contesto congiunturale senza precedenti per via della pandemia e quindi prepararsi a reagire a un possibile radicamento più persistente delle pressioni verso l’alto sui prezzi.

Fonte: BondWorld.it

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