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Il Punto : BCE moderata riduzione degli acquisti

Il Punto : Banca Centrale Europea: la moderata riduzione degli acquisti netti PEPP nel quarto trimestre è pienamente giustificata dagli sviluppi macroeconomici e di mercato (le emissioni nette di titoli sono largamente inferiori a quanto previsto).

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A dicembre potrebbero maturare le condizioni per confermare la chiusura del programma il 31 marzo. La riunione del 16 dicembre dovrà decidere sia come uscire dal PEPP, sia se rinnovare il programma TLTRO.

– Al termine della sua riunione di politica monetaria del 9 settembre, la Banca Centrale Europea ha annunciato un “moderato” ridimensionamento degli acquisti netti realizzati nell’ambito del PEPP, oltre a significative revisioni delle proiezioni macroeconomiche. Nulla è cambiato, invece, né per i tassi ufficiali (DFR: -0,50%, MRO: 0%, MLF: 0,25%), né per l’APP. La decisione è in linea con le attese della maggioranza degli analisti, ed è stata presa all’unanimità.

– Negli ultimi mesi del 2021, dunque, gli acquisti netti PEPP saranno condotti a un ritmo “moderatamente inferiore” rispetto ai sei mesi precedenti. Riteniamo che l’atterraggio potrebbe avvenire circa a metà strada fra i 14,6 miliardi settimanali del primo trimestre e i 18,1 miliardi del periodo aprile-settembre. La decisione è totalmente giustificata, alla luce della drastica riduzione delle emissioni nette di titoli sovrani, del miglioramento delle prospettive economiche e, infine, della resilienza delle condizioni di finanziamento. In particolare, il drastico calo delle emissioni nette di titoli rispetto alle previsioni potrebbe forse giustificare un rallentamento ancora più netto degli acquisti PEPP rispetto a quanto ipotizzato sopra.

– La presidente Lagarde ha fatto capire che il destino del PEPP sarà deciso a metà dicembre, in una riunione di politica monetaria che si preannuncia molto calda. Le condizioni di mercato potrebbero consentire di ridurre ulteriormente gli acquisti prima della scadenza. Un’altra opzione è che il residuo non speso del PEPP sia utilizzato nei mesi seguenti estendendo il programma; in alternativa, l’APP potrebbe essere aumentato di un plafond temporaneo per smussare la chiusura del PEPP.

– Il 16 dicembre, oltre a delineare la strategia di uscita dal PEPP, la BCE valuterà anche che cosa fare con il programma TLTRO, ormai arrivato alla fine della terza serie. L’ultima asta della terza serie si svolgerà proprio la settimana della riunione di politica monetaria. La maturazione della ripresa e la trasmissione più equilibrata della politica monetaria fra giurisdizioni potrebbero sconsigliare la BCE dal lanciare una quarta serie di operazioni. Tuttavia, dovrà essere gestito il rientro della liquidità immessa in particolare con la maxi-asta del giugno 2020, che rientrerà nel giugno 2023.

– Per quanto concerne le proiezioni dello staff, la previsione di crescita 2021 è stata rivista al rialzo al 5,0%: ancora non abbastanza, alla luce della revisione del 2° trimestre annunciata da Eurostat dopo che lo staff BCE aveva concluso il suo lavoro. Ciò significa che a dicembre osserveremo una nuova revisione al rialzo (la nostra stima è salita già a 5,3%). Poiché la sorpresa positiva riflette un anticipo del processo di riapertura, la proiezione 2022 è stata limata, mentre il 2023 è invariato. La revisione più significativa delle proiezioni è quella che ha interessato l’inflazione, rivista al rialzo su tutto l’orizzonte. Se a dicembre la proiezione 2023 salirà ulteriormente a 1,6% (ora è a 1,5%), il divario con lo scenario pre-COVID sarà stato colmato, spianando la strada alla chiusura del PEPP il 31 marzo 2022. Ovviamente, anche dopo queste revisioni, la soglia del 2% resta molto lontana, e i mercati hanno buone ragioni per ritenere il primo rialzo dei tassi ufficiali un rischio tuttora remoto.

Fonte: BondWorld.it

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