BondWorld.it
Bussola il punto

Il Punto : BCE revisione al rialzo delle stime di crescita

Il Punto : Il 9 settembre la BCE dovrebbe annunciare una nuova revisione al rialzo delle stime di crescita per quest’anno, una revisione generalizzata delle proiezioni di inflazione e, con ogni probabilità, il passaggio a un ritmo di acquisti PEPP più moderato da ottobre.

Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter gratuita. Clicca qui per iscriverti gratuitamente.


Intesa SanPaolo


– La riunione di politica monetaria BCE del 9 settembre presenta almeno due punti di interesse: la revisione delle proiezioni dello staff dopo le sorprese estive su crescita e inflazione e l’aggiornamento dell’indirizzo sul programma PEPP. Per quanto riguarda le proiezioni dello staff, si può dare per scontata una revisione al rialzo della stima di crescita per il 2021, dopo la sorpresa positiva che ha caratterizzato il 2° trimestre e l’ulteriore miglioramento delle misure di mobilità nel 3° trimestre. In agosto, la media del consenso è salita a 4,8%, due decimi sopra la stima BCE di giugno, e la nostra stima è salita al 5%. Le proiezioni per il 2022-23 potrebbero restare invariate (2023) o essere limate (2022), se la sorpresa positiva del 2° trimestre sarà interpretata come un mero anticipo dell’effetto riaperture, non compensato da ulteriori riduzioni dei rischi al ribasso nel medio termine.

Ci attendiamo invece una revisione al rialzo generalizzata delle proiezioni di inflazione che interesserà 2021, 2022 e forse anche 2023. La proiezione 2021 salirà almeno di 2 decimi rispetto all’1,9% di giugno, e un movimento di 1-2 decimi potrebbe avvenire sulle proiezioni 2022-23. Le pressioni sui costi potrebbero aver toccato il picco, ma allo stesso tempo sono state più intense del previsto e si stanno rivelando molto più persistenti di quanto atteso. Malgrado la revisione, le proiezioni 2022 e 2023 resteranno perfettamente coerenti con il mantenimento di tassi ufficiali stabili per lungo tempo.

– Il Consiglio Direttivo BCE dovrà anche decidere se confermare gli acquisti PEPP “a livelli significativamente superiori” rispetto a inizio anno anche nel 4° trimestre. Riteniamo pressoché certo che tale indicazione scomparirà dal comunicato stampa e che la BCE si limiterà a segnalare che “condurrà gli acquisti in maniera flessibile in base alle condizioni di mercato, allo scopo di evitare un inasprimento delle condizioni di finanziamento incompatibile con il contrasto dell’effetto al ribasso della pandemia sul profilo previsto per l’inflazione”, per cautelarsi nel caso di sviluppi sfavorevoli. La pandemia sta incidendo meno di quanto si temesse sull’economia europea e l’andamento delle emissioni di titoli di stato è inferiore alle attese.

Stimiamo che acquisti medi settimanali di 13 miliardi garantirebbero comunque un ricorso netto al mercato negativo per oltre 70 miliardi, nel 4° trimestre. Inoltre, le condizioni di finanziamento sono diventate complessivamente più accomodanti, grazie al calo dei tassi reali e all’indebolimento del cambio sui mercati valutari. Oltre ai ‘falchi’, come Holzmann e Knot, anche altri membri del Consiglio direttivo recentemente hanno prospettato un aggiustamento del PEPP a fronte dei miglioramenti che hanno caratterizzato lo scenario economico e finanziario europeo. Secondo il vice-presidente De Guindos, “se inflazione e crescita si riprendono, logicamente ci sarà una normalizzazione della politica monetaria”.

– Quello che probabilmente non leggeremo nel comunicato saranno indicazioni prospettiche su come sarà gestita la chiusura del PEPP. Al momento, è previsto che gli acquisti netti si concludano il 31 marzo 2022, o “in ogni caso, finché non si riterrà conclusa la fase critica legata al coronavirus”. Non sappiamo se la gradualità della chiusura sarà realizzata con un’ulteriore riduzione nel 1° trimestre, oppure estendendo il programma di qualche mese (spendendo il residuo fra aprile e giugno, per esempio, se vi saranno le condizioni per dichiarare ancora in corso la crisi pandemica) o (terza opzione) compensando la fine del PEPP con un transitorio aumento dell’APP.

Una decisione in tal senso potrebbe essere presa a dicembre, quando il Consiglio avrà maggiore visibilità sulla situazione epidemica autunnale. Il 25 agosto, Philip Lane ha dichiarato che il dimensionamento degli acquisti dipenderà sia dal divario fra obiettivo e inflazione prevista, sia da considerazioni sul bilancio di domanda e offerta sul mercato dei titoli, concludendo che la BCE aveva ancora “molto tempo” per valutare tale questione.

Fonte: BondWorld.it

Articoli Simili

Il Punto : Italia – Il Documento Programmatico di Bilancio

Redazione

Il Punto : Un rialzo dei tassi ufficiali BCE entro fine 2022

Redazione

Il Punto : Area euro – Previsioni di inflazione riviste al rialzo.

Redazione