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Il Punto : Fed I verbali della riunione del FOMC

Intesa SanPaolo FOMC DEF il punto

Il Punto : Fed – I verbali della riunione del FOMC di maggio sono in linea con le informazioni già emerse dalla conferenza stampa di Powell e dai discorsi……

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a cura dell’ Ufficio Studi Banca Intesa SanPaolo


Nel Comitato c’è un consenso unanime per la fase attuale di “pazienza” sui tassi “per un certo tempo”.

Sul sentiero successivo, una solida maggioranza sembra ancora in linea con una assenza di bias, anche se due minoranze considerano possibili interventi verso l’alto e verso il basso sui tassi.

Sul bilancio, il FOMC si sta orientando verso una composizione con durata inferiore a quella del portafoglio attuale e in linea con la vita media dei titoli in circolazione.

– I verbali della riunione del FOMC di maggio sono stati in linea con le attese.

Il messaggio principale rimane quello di un atteggiamento paziente “per un certo tempo”.

I verbali rilevano un ridimensionamento dei rischi per la crescita, anche se la data della riunione è precedente alla nuova escalation della guerra dei dazi con la Cina.

Per quanto riguarda l’inflazione, la visione di consenso è in linea con quella espressa da Powell e da diversi partecipanti al FOMC nelle ultime settimane, che attribuisce la responsabilità per la debolezza dell’inflazione a fattori “idiosincratici” che dovrebbero essere transitori.

Diversi partecipanti però segnalano con preoccupazione che, se l’inflazione non darà indicazioni di rialzo, le aspettative potrebbero ancorarsi a livelli al di sotto di quelli coerenti con il raggiungimento dell’obiettivo del 2%.

In sostanza, il consenso rimane favorevole a interpretare il calo dell’inflazione come un fenomeno transitorio, tuttavia per alcuni i rischi verso il basso sull’inflazione sono aumentati.

– Come atteso, la distribuzione delle opinioni vede un consenso diffuso su una posizione senza bias per i tassi, con due code di opinioni.

Da un lato, “alcuni” riportano preoccupazione per la debolezza dell’inflazione e per un possibile circolo vizioso di inflazione bassa e aspettative in calo; dall’altro “qualche” partecipante sottolinea che, in caso di conferma dello scenario centrale, potrebbe essere necessario intervenire in direzione restrittiva, nella convinzione che la riduzione di risorse inutilizzate porti prima o poi a pressioni verso l’alto su prezzi e salari.

– Sul fronte del bilancio, come previsto, i verbali riportano ulteriore discussione sul tema della composizione, con indicazioni favorevoli a uno spostamento verso scadenze più brevi, ma senza indicazioni precise riguardo alle scelte operative.

Lo staff ha presentato due alternative possibili per la composizione del portafoglio: una sarebbe in linea con il mix di scadenze prevalente prima della crisi, con un maggior peso di titoli a breve; l’altra invece vedrebbe un mix simile alla distribuzione delle scadenze dei titoli esistenti.

Entrambe le alternative implicherebbero un accorciamento della vita media del portafoglio attuale, intorno a 9 anni ora contro i circa 6 anni della vita media del debito in circolazione.

Fra i partecipanti sembra emergere un consenso sull’opzione che prevede una vita media del portafoglio inferiore a quella dei titoli detenuti ora, ma in linea con la composizione dei titoli in circolazione.

Con questa distribuzione di scadenze la Fed avrebbe due vantaggi: accorciando la durata del portafoglio in fase espansiva, ci sarebbe minore ingerenza nell’andamento ciclico durante la ripresa; in secondo luogo, un portafoglio con durata più breve lascerebbe maggior sazio per attuare politiche accomodanti attraverso acquisti di titoli, che potrebbero giocare anche sull’allungamento delle scadenze.

Nella presentazione dello staff sui diversi scenari per il bilancio si prevedono anche due sentieri di riduzione delle scadenze, uno “graduale” e l’altro “accelerato”.

Il primo sarebbe più sicuro perché ridurrebbe al minimo le ripercussioni sui mercati finanziari, al prezzo però di richiedere molti anni prima di essere terminato.

– In conclusione, quindi, i verbali danno supporto alla previsione di tassi fermi per tutto l’anno, alla luce dell’ampio consenso a favore di una fase di pazienza e dell’incertezza sulla relazione fra disoccupazione e prezzi.

Fonte: BondWorld.it

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