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Il Punto : Finalmente c’è un piano per gestire l’eventuale crisi finanziaria della Grecia

Il Punto: Svolta al Consiglio Europeo: finalmente c’è un piano per gestire l’eventuale crisi finanziaria della Grecia, e anche l’impegno di migliorare il regime di sorveglianza economica nella zona euro. Dopo due settimane molto turbolente e costellate…

 

di contrasti anche aspri, i Capi di Governo dell’Eurozona hanno raggiunto il sospirato accordo sul meccanismo di sostegno alla Grecia.

Come recita la dichiarazione dei Capi di Stato e di Governo dell’area euro diffusa ieri, la procedura sarà attivata quando il “finanziamento di mercato è insufficiente”, su decisione dell’eurogruppo assunta all’unanimità e previo parere di Commissione Europea e Banca Centrale Europea. Il sostegno finanziario si comporrebbe di due elementi: (1) prestiti bilaterali erogati dagli Stati membri dell’eurogruppo, secondo la rispettiva quota nel capitale BCE; (2) “sostanziosi finanziamenti” del FMI. Secondo Sarkozy, il contributo europeo costituirebbe i due terzi del totale. La remunerazione dei crediti non sarà “ai tassi medi dell’Eurozona”, ma includerà un’adeguata valutazione del rischio.

 

Finalmente viene data un po’ di sostanza ai fumosi impegni di intervento enunciati l’11 febbraio, definendo i termini e i limiti di un eventuale intervento finanziario a sostegno della Grecia. Ovviamente, ciò non fa sparire il rischio di insolvenza: nei prossimi anni, il governo ellenico potrebbe infatti perdere il consenso popolare necessario a completare il piano di risanamento, che non si conclude affatto con la manovra 2010 e, anzi, potrebbe diventare più complesso da gestire di fronte all’aumento della disoccupazione e al peggioramento del tenore di vita della popolazione.

Ma c’è un altro aspetto molto interessante: almeno in linea di principio, la dichiarazione accoglie tutti gli insegnamenti più importanti scaturiti dalla crisi e sembra indirizzare la revisione delle procedure di sorveglianza dei rischi macroeconomici verso una maggiore considerazione dei problemi di sostenibilità. L’eurogruppo riconosce che “la sorveglianza dei rischi economici e di bilancio e gli strumenti per la loro prevenzione, inclusa la Procedura contro i Disavanzi Eccessivi, devono essere rafforzati” e che deve essere introdotta “un’impalcatura robusta per la risoluzione delle crisi che rispetti il principio della responsabilità fiscale individuale degli Stati membri”. A tale proposito, sarà costituita una task force con la Commissione Europea e rappresentanti degli Stati membri per sottoporre al Consiglio delle proposte concrete entro la fine del 2010. La dichiarazione afferma anche l’impegno a “un forte coordinamento delle politiche economiche in Europa”. È importante che la riforma della sorveglianza non riguardi soltanto il bilancio pubblico: il dissesto dei conti pubblici di Irlanda e Spagna, infatti, è nato come squilibrio finanziario tutto interno al settore privato, mutando repentinamente natura con le misure di stimolo fiscale e stabilizzazione finanziaria. Come illustra l’articolo monografico di questa settimana, uno sguardo un po’ più ampio agli squilibri finanziari interni all’Eurozona avrebbe segnalato abbastanza chiaramente i rischi in formazione.

 


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