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Il Punto : Financial Stability Review e la BCE

Il Punto : La Financial Stability Review pubblicata dalla BCE il 20 novembre ha sottolineato i rischi della fase di bassi tassi di interesse, anche se le fragilità appaiono al momento ancora limitate ad ambiti piuttosto ristretti……..

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a cura dell’ Ufficio Studi Banca Intesa SanPaolo


– La Financial Stability Review pubblicata mercoledì dalla Banca Centrale Europea rileva che il regime di bassi tassi di interesse sostiene l’attività economica e, quindi, favorisce il contenimento dei rischi.

I bassi tassi di interesse e le ampie riserve di liquidità mantengono su livelli molto contenuti i rischi di insostenibilità del debito delle imprese non finanziarie (con l’eccezione del comparto high-yield) e delle famiglie, sebbene con ampie differenze fra paesi.

Allo stesso tempo, tuttavia, il rapporto trova evidenza di un’eccessiva assunzione di rischi in ambiti specifici, in particolare da parte di operatori finanziari non bancari, delle società non finanziarie high-yield (che mostrano un forte aumento della leva finanziaria) e nell’intermediazione immobiliare.

– Il rapporto stima una sopravvalutazione media del 7% della proprietà immobiliare residenziale nell’Eurozona, con le maggiori vulnerabilità in Olanda, Lussemburgo, e Austria, ma ampia sopravvalutazione anche in Francia, Portogallo e Spagna.

La BCE vede criticità potenzialmente maggiori nel comparto commerciale, a motivo della maggiore incidenza degli investitori esteri.

– La FSR rileva anche un ulteriore peggioramento delle prospettive per la redditività delle banche, anche per fattori non collegati al regime di bassi tassi di interesse come l’eccessivo numero di operatori.

A tale proposito, il rapporto sostiene che i processi di aggregazione potrebbero aiutare il sistema bancario a migliorare la redditività.

Mersch, membro del comitato esecutivo BCE, ha invitato a ridurre le barriere all’uscita nel sistema bancario.

– Il messaggio della FSR è che le autorità di supervisione dovranno rafforzare le misure macroprudenziali mirate, per contrastare l’aumento dei rischi di instabilità finanziaria che iniziano ad emergere negli ambiti indicati.

– Per quanto riguarda le prospettive economiche e la politica monetaria, superata la necessità di difendere le misure di settembre, e grazie alle notizie più positive sui fronti Brexit e guerre commerciali, la BCE sembra adottare toni un po’ più ottimistici riguardo alle prospettive.

In due interventi pubblici di questa settimana (un’intervista a Repubblica e un’altra a Fortune), Philip Lane ha rimarcato che la BCE prevede una ripresa dell’economia nel 2020, nonché una risalita dell’inflazione verso l’1,5% nel 2021.

Lane ha aggiunto che “i mercati monetari prevedono che ci sarà un’inversione nel sentiero dei tassi di interesse, e penso che sia un buon punto di riferimento”.

Ben lungi dall’implicare ripensamenti riguardo alle misure in fase di implementazione, ciò fa pensare a una pausa di riflessione, in attesa di maggiori indicazioni sulla tendenza di crescita e inflazione.

In effetti, il resoconto della riunione del 24/10 afferma che “il consiglio direttivo ha bisogno di monitorare la trasmissione delle proprie misure di politica monetaria e l’informazione in arrivo sull’economia”, confidando nel frattempo sulla capacità dei movimenti di mercato, condizionati dalla forward guidance, di fungere da stabilizzatore automatico.

Fonte: BondWorld.it

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