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Il Punto : FOMC ”average inflation targeting” flessibile

Il Punto : FOMC: avanti con l’”average inflation targeting” flessibile, rafforzato da una nuova forward guidance sui tassi e dalle indicazioni espansive per gli acquisti.

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Le proiezioni economiche segnalano tassi fermi fino al 2023. La Fed si impegna ad agire con tutti gli strumenti disponibili (ormai sempre più limitati), nel timore di uno stallo della ripresa, che potrebbe materializzarsi in assenza di nuovo stimolo fiscale.

– La riunione del FOMC si è conclusa con politiche invariate, ma con diverse novità in termini di comunicazione riguardo al sentiero dei tassi e degli acquisti, mirate a segnalare un chiaro bias espansivo per la politica monetaria. L’introduzione di una nuova formulazione di forward guidance era attesa per l’autunno, ma non era scontata per la riunione di settembre, alla luce dei commenti di diversi partecipanti nel mese scorso.

La svolta intende dare maggiore forza alle aspettative di tassi fermi ed è, secondo Powell “appropriata” e “potente”. Le implicazioni della nuova comunicazione sono comunque modeste: i tassi, nelle proiezioni economiche, sono previsti e “ancorati” a zero su tutto l’orizzonte previsivo (fino al 2023), come già scontato dal mercato.

– Il comunicato esordisce, come a luglio, riaffermando l’impegno “a usare l’intero insieme di strumenti per sostenere l’economia”.

– La valutazione congiunturale prende atto del miglioramento dell’attività e dell’occupazione nei mesi recenti, e nota che l’inflazione è frenata dalla domanda debole e dalla riduzione dei prezzi energetici. In questo quadro, l’andamento della situazione sanitaria continuerà a pesare sulle variabili economiche nel breve termine e pone “considerevoli rischi per lo scenario economico nel medio termine”.

Le proiezioni macroeconomiche per fine 2020 sono riviste considerevolmente, in direzione positiva, per PIL (-3,7% da -6,5%), disoccupazione (7,6% da 9,3%) e inflazione (1,2% da 0,8%), alla luce della performance economica migliore rispetto alle stime molto pessimistiche formulate dalla Fed a giugno.

Per i prossimi anni, in compenso, la crescita del PIL è limata verso il basso (a 4% nel 2021, 3% nel 2022 e 2,5% nel 2023), mentre per il tasso di disoccupazione il sentiero è più favorevole, con un ritorno al pieno impiego nel 2023 (tasso di disoccupazione a 4%). Per l’inflazione, si prevede il raggiungimento del 2% nel 2023.

Il sentiero previsto per l’economia è migliorato, e in un certo senso contrasta con il messaggio fortemente espansivo del resto della comunicazione del Comitato, giustificato dall’ampiezza e dall’unidirezionalità dei rischi.

– Il paragrafo relativo alla politica monetaria ribadisce che il Comitato mira a raggiungere la massima occupazione e un’inflazione del 2% nel più lungo termine. Qui si inserisce la nuova formulazione dell’obiettivo di inflazione presentata a fine agosto con la revisione dei “Longer-Run Goals and Policy Strategy”: “con l’inflazione persistentemente al di sotto di questo obiettivo di più lungo termine, il Comitato mirerà a raggiungere un’inflazione moderatamente al di sopra del 2% per un certo tempo in modo che l’inflazione sia in media al 2% nel tempo e le aspettative di inflazione di più lungo termine restino ben ancorate”.

Il Comitato si aspetta di mantenere una stance accomodante fino a quando saranno ottenuti questi risultati. Nelle proiezioni economiche, la mediana dei tassi è stabile al livello attuale fino al 2023, anche se ci sono alcuni “punti” su livelli più elevati (1 nel 2022 e 4 nel 2023). La mediana nel lungo termine resta a 2,5%.

– Ma il Comitato vuole rinforzare ulteriormente il messaggio espansivo: per questo si introduce una nuova specificazione della forward guidance, definita su due fronti, tassi e acquisti. Per i tassi, il Comitato mantiene l’intervallo obiettivo dei fed funds fra 0 e 0,25% e “si aspetta che sarà appropriato mantenere questo intervallo fino a quando le condizioni del mercato del lavoro avranno raggiunto livelli coerenti con la valutazione del Comitato di massima occupazione e l’inflazione sarà salita al 2% e sarà in linea con un sentiero che ecceda il 2% per un certo tempo”.

Le condizioni per una svolta sui tassi sono dunque definite su entrambi gli obiettivi del mandato della Fed, in base alla specificazione indicata nello Statement su obiettivi e strategia. Per gli acquisti, si afferma che “nei prossimi mesi la Federal Reserve aumenterà il proprio stock di titoli del Tesoro e garantiti dalle agenzie almeno in linea con il ritmo attuale per supportare il funzionamento regolare del mercato e contribuire a promuovere condizioni finanziarie accomodanti”.

– Il voto non è unanime, con due dissensi giustificati da posizioni differenti. Kaplan avrebbe voluto mantenere maggiore flessibilità ed evitare di specificare le condizioni per una svolta sui tassi, pur essendo favorevole a tassi invariati fino a quando non saranno raggiunti i due obiettivi del mandato della Fed. Kashkari, invece, avrebbe voluto definire la forward guidance in base al raggiungimento stabile di un’inflazione core al 2%.

Powell ha definito positivi e naturali i dissensi, in una fase di esplorazione della nuova strategia. Infine, il Comitato è preparato ad aggiustare la stance di politica monetaria “come appropriato se emergeranno rischi che possano impedire il raggiungimento degli obiettivi”.

– In conclusione, la riunione conferma il bias espansivo e rafforza l’impegno a mantenere i tassi a zero per un periodo prolungato. La specificazione della forward guidance sui tassi incorpora le indicazioni emerse dalla review della strategia di politica monetaria e annunciate a fine agosto, con una formulazione estremamente flessibile.

La richiesta di un sentiero di inflazione stabilmente sopra il 2% per un certo tempo potrebbe tornare utile nella parte centrale del 2021, quando l’inflazione core sarà sostenuta da effetti statistici ed eccederà probabilmente il 2% per alcuni mesi. Sulla massima occupazione, il Comitato potrebbe rimandare a una definizione che non si limiti al tasso di disoccupazione, ma sia “inclusiva”, con riferimenti anche alla partecipazione e ai differenziali fra gruppi demografici.

Per quanto riguarda gli acquisti, le informazioni sono in parte nuove, con l’impegno a mantenere “almeno” il ritmo attuale degli acquisti. Prevediamo che entro fine anno ci sia uno spostamento delle quote relative di Treasury e MBS sul totale a favore dei Treasury. Nonostante le notevoli variazioni contenute nel comunicato, il messaggio della riunione non modifica le previsioni di tassi fermi almeno fino al 2023.

Fonte: BondWorld.it

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