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Il Punto : FOMC comincia a “parlare” di tapering

Il Punto : Il FOMC comincia a “parlare di parlare” di tapering. I prossimi trimestri saranno volatili sia per i dati sia per la comunicazione della Fed. Allacciate le cinture!

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– I verbali della riunione del FOMC di fine aprile hanno segnalato esplicitamente che si avvicina il momento di preparare la prima svolta della politica monetaria. La vera novità del documento appare nella parte relativa allo scenario, dove si afferma che “un numero di partecipanti ha suggerito che se l’economia continuerà a fare rapidi progressi verso gli obiettivi del Comitato, potrebbe essere appropriato a un certo punto nelle prossime riunioni cominciare a discutere un piano per aggiustare il ritmo degli acquisti di titoli” (corsivo nostro).

Nel testo si ripete che “ci vorrà probabilmente un certo tempo prima che l’economia consegua sostanziali ulteriori progressi verso gli obiettivi”, e che il Comitato intende comunicare chiaramente la propria valutazione del progresso ben in anticipo rispetto a quando sarà giudicato “abbastanza sostanziale da giustificare un cambiamento del ritmo degli acquisti”.

– Quanti vogliono discutere di tapering e quando? “Un numero” (a number) è una caratterizzazione compresa fra “alcuni” (a few) o “un paio” (a couple), che indicano qualche gruppo davvero minoritario, e “diversi” o “molti”, che indicano gruppi più numerosi più vicini a un consenso. Quindi, i verbali vogliono rendere noto che si sta costruendo gradualmente il consenso per aprire la discussione, anche se non c’è ancora. D’altronde, alcuni presidenti di Fed regionali hanno cominciato a “parlare di parlare” di tapering (v. sotto), ma la leadership non è ancora pronta a farlo. Sui tempi, “nelle prossime riunioni” (in upcoming meetings) è però una caratterizzazione abbastanza specifica e dovrebbe riferirsi a circa tre riunioni, quindi entro settembre (le prossime riunioni sono a giugno, luglio e settembre).

Alcuni discorsi hanno dato ulteriore importanza al segnale di preparazione per la discussione sul tapering. Bullard (St Louis Fed) ha affermato che se si arrivasse a un punto in cui i rischi della pandemia fossero in gran parte alle spalle, e non ci fosse un ritorno a sorpresa di problemi sanitari, “allora credo che potremmo parlare di correggere la politica monetaria”. Secondo Bullard, non siamo ancora a quel punto, ma sembra che “ci stiamo avvicinando”. Anche Bostic (Atlanta Fed) ha dato un’indicazione coerente con l’avvicinamento a una svolta, affermando che la Fed dovrà essere “molto agile nel monitorare l’economia e le nostre risposte di policy”.

– Nella discussione sulle caratteristiche dello scenario, si rileva il miglioramento del mercato del lavoro, che rimane però non omogeneo fra settori di attività e gruppi demografici, con segnali di difficoltà a reperire manodopera a causa anche di un livello di partecipazione ancora basso e degli strascichi della pandemia.

Sull’inflazione, i partecipanti prevedevano rialzi transitori collegati a strozzature all’offerta e alla normalizzazione del livello dei prezzi in molti comparti, ma “un numero” riteneva che le pressioni verso l’alto dovute a problemi della catena produttiva potrebbero essere più persistenti del previsto. Nonostante le evidenti pressioni verso l’alto, “molti” partecipanti ritenevano che le aspettative di più lungo termine rimanessero ben ancorate e in linea con gli obiettivi del Comitato.

– La riunione di aprile a cui si riferiscono i verbali si è svolta prima della pubblicazione dei dati di aprile, che hanno dato sorprese verso il basso sull’occupazione e verso l’alto sui prezzi. Tuttavia, la redazione dei verbali è successiva a tali sorprese e il messaggio di avvicinamento della discussione del tapering è pertanto coerente con la valutazione attuale dello scenario di policy.

Questi tempi sono in linea con le nostre previsioni, secondo cui il momento per parlare di tapering sarà fra fine estate e inizio autunno, con una preparazione nei mesi precedenti gestita attraverso discorsi e verbali. Molto dipenderà ovviamente dal sentiero di crescita e prezzi del 2° e 3° trimestre.

– Qual è il sentiero atteso e quali sono i rischi nei prossimi trimestri per il mercato del lavoro e l’inflazione dopo le sorprese di aprile? Sul primo fronte, i prossimi mesi dovrebbero mostrare una riaccelerazione della dinamica occupazionale verso una creazione media di posti di lavoro compresa fra i dati di marzo e aprile, intorno a 500-600 mila al mese, alla luce delle indicazioni di crescita della domanda spinta da consumi e ricostituzione delle scorte.

Un elemento di rischio è l’interpretazione di possibili debolezze della crescita dell’occupazione che, con le informazioni disponibili, potrebbero riflettere più problemi di offerta scarsa che di rallentamento della domanda e trasferirsi in ulteriori pressioni verso l’alto sulle retribuzioni, già in rialzo (come evidenziato dall’Employment Cost Index, +0,9% t/t nel 1° trimestre). La previsione per lo scenario di crescita su un orizzonte pluriennale rimane solida, grazie allo stimolo fiscale e al controllo della pandemia. Alla luce dell’elevata probabilità di approvazione dell’American Jobs Plan, abbiamo rivisto verso l’alto la previsione per il 2021 a 7,5% e per il 2022 a 4,3%, sulla scia del trend della spesa pubblica e della domanda privata più positivo rispetto alla precedente previsione.

Sul fronte dell’inflazione, i settori colpiti dalla pandemia hanno ancora aggiustamenti di livello da attuare, con probabili spinte sulla dinamica mensile dei prezzi core nei prossimi trimestri. Inoltre, gli affitti e gli affitti figurativi saranno probabilmente in accelerazione sulla scia del fenomenale aumento dei prezzi delle case dell’ultimo anno, indicatore anticipatore affidabile della componente abitazione del CPI e del deflatore.

A questi rialzi, concentrati nel settore dei servizi, si aggiungeranno pressioni da strozzature dell’offerta (semiconduttori e non solo) sui prezzi dei beni. La Fed ripeterà che ritiene gran parte dell’accelerazione dell’inflazione transitoria, ma il focus sarà sulle aspettative.

La comunicazione della Banca centrale nei prossimi mesi sarà un esercizio di equilibrismo verbale, per mantenere ancorati sia i tassi sia le aspettative di inflazione. A nostro avviso, il FOMC potrebbe adottare una retorica relativamente hawkish sull’inflazione, ribadendo che il rialzo è transitorio ma che non verrà tollerato un disancoraggio delle aspettative.

La credibilità del regime di inflazione moderata e controllata non deve essere messa in dubbio e a questo scopo potrebbero moltiplicarsi affermazioni simili a quelle di Clarida, secondo cui “occorre essere sintonizzati e attenti ai dati in arrivo” e, in caso di sorprese su inflazione e aspettative non coerenti con il mandato della Fed, “non esiteremmo ad agire”. Il sentiero dell’inflazione nei prossimi trimestri sarà più elevato di quanto atteso, anche se il rialzo recente dovrebbe stemperarsi gradualmente nel 2022. Nel frattempo, la volatilità dei dati e della comunicazione della Fed potrebbe aumentare ancora.

Fonte: BondWorld.it

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