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Il Punto : FOMC ha mantenuto i segnali di pausa sui tassi

Il Punto : La riunione del FOMC ha mantenuto i segnali di pausa sui tassi e di proseguimento del dibattito sugli strumenti e sulla strategia di politica monetaria………..

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a cura dell’ Ufficio Studi Banca Intesa SanPaolo


Nel secondo trimestre gli acquisti di T-bill rallenteranno, mirando ad avere un livello di riserve “durevolmente ampio”, che permetta una gestione regolare della liquidità senza un “uso attivo” di repo.

Successivamente, il sentiero degli acquisti di titoli sarà guidato dall’andamento delle passività del bilancio della Fed.

Per quanto riguarda i rischi, secondo Powell ci sono ragioni per un “cauto ottimismo”, ma pesa l’incertezza dell’epidemia di coronavirus e delle sue conseguenze macroeconomiche.

A nostro avviso, non si modifica il bias verso il basso per i tassi e la modalità “preventiva” dell’azione della Fed.

Il Punto – La riunione del FOMC si è conclusa con l’esito atteso: un voto unanime a favore di un corridoio obiettivo per i fed funds invariato a 1,5%-1,75% e un rialzo di 5pb del tasso di interesse sulle riserve in eccesso (a 1,6%).

Il comunicato è praticamente invariato, con solo due parole modificate rispetto a dicembre e la formulazione della guidance mirata a segnalare una pausa sui tassi.

Il Punto – La valutazione dell’economia si mantiene cautamente positiva e rileva espansione dell’attività a un ritmo moderato, crescita degli occupati “solida, in media”.

La dinamica dei consumi è definita ora “moderata” (a dicembre era definita “forte”), a fronte di debolezza degli investimenti fissi non residenziali e delle esportazioni.

Per l’inflazione si ripete che rimane al disotto del 2%. Nelle indicazioni di policy, si afferma che l’attuale politica monetaria è appropriata per sostenere l’espansione e per il “ritorno” dell’inflazione all’obiettivo simmetrico del 2% (a dicembre si dava solo un’indicazione statica di inflazione vicina al 2%).

Come atteso, le nuove informazioni sono emerse dalla conferenza stampa di Powell e riguardano gli altri strumenti di policy (bilancio, corridoio dei tassi, gestione della liquidità).

Il Punto – Per quanto riguarda il tasso sulle riserve, la variazione attuata era attesa ed ea stata anticipata dai verbali di dicembre.

La normalizzazione del tasso effettivo dei fed funds e il suo ritorno all’interno dell’intervallo obiettivo grazie al massiccio aumento di liquidità attuato da settembre in poi, indurrà anche una graduale normalizzazione del corridoio dei tassi, che era stato artificialmente ristretto nel 2019 con limature del tasso sulle riserve maggiori rispetto ai tagli per i fed funds, con l’obiettivo di riportare il tasso effettivo verso il centro dell’intervallo 1,5-1,75%.

Il Punto – Sul fronte delle riserve desiderate, Powell ha affermato che entro il 2° trimestre si dovrebbe raggiungere “durevolmente” un livello “ampio”, permettendo una graduale riduzione degli acquisti di T-bill durante la primavera, dagli attuali 60 mld al mese.

Probabilmente il tapering degli acquisti inizierà dopo aprile, dopo il pagamento delle imposte delle persone fisiche in modo da garantire un andamento scorrevole della liquidità.

Secondo Powell, una volta raggiunto un livello “ampio” gli acquisti potranno rallentare su ritmi più contenuti che permettano di avere riserve adeguate senza la necessità di un uso “attivo” di repo. In seguito, il bilancio della Fed si espanderà sulla base dei trend del circolante e delle altre passività.

Powell ha detto che il FOMC mira a mantenere un livello di riserve “ampio”, tale da permettere un controllo efficace dei tassi di mercato, definito con un limite inferiore intorno a 1,5 tln di dollari. L’offerta di liquidità è ora data da circa 1,6 tln di riserve più circa 200 mld di operazioni di rifinanziamento.

Con le indicazioni relative agli acquisti di T-bill per i prossimi due trimestri, sembra probabile che il FOMC miri ad avere riserve all’interno di un corridoio compreso fra 1,5 e 2 tln di dollari, con l’obiettivo di raggiungere la parte centrale di tale intervallo, e di aumentarle successivamente con un nuovo programma di acquisti regolari che verrà annunciato in seguito. Queste indicazioni sembrano in linea con l’analisi di un lavoro pubblicato recentemente dalla NY Fed.

L’eventuale introduzione di una standing repo facility non è ancora stata decisa, dato che non è una questione particolarmente “urgente”, ma verrà discussa in tempi piuttosto ravvicinati.

Queste dichiarazioni rendono un po’ più probabile l’istituzione di una finestra regolare per i rifinanziamenti nella seconda metà dell’anno.

Il Punto – Per quanto riguarda i rischi, Powell ha affermato che l’epidemia di coronavirus è una “questione seria”, con possibili ripercussioni negative sulla crescita, per ora però ancora molto incerte e da monitorare attentamente.

Più in generale, secondo Powell ci sono motivazioni per un “cauto” ottimismo sul ciclo globale, con una riduzione dei rischi sulla politica commerciale, una stabilizzazione del settore manifatturiero, sia domestico sia internazionale e, di conseguenza, ragioni per aspettarsi un rimbalzo.

Il Punto – In conclusione, la riunione del FOMC conferma la fase di pausa sui tassi e il proseguimento del dibattito sugli strumenti e sulla strategia di politica monetaria, sempre in un contesto di rischi verso il basso.

I prossimi mesi daranno poca visibilità ai trend sottostanti dell’economia USA e di quella mondiale. La prima verrà colpita dallo shock negativo sul manifatturiero causato dal blocco della produzione del 737 MAX da parte di Boeing, che potrebbe limare 0,4-0,5pp dalla crescita del 1° trimestre.

La seconda sarà in balìa dell’incertezza legata all’evoluzione dell’epidemia di coronavirus in Cina e delle sue ripercussioni a livello mondiale.

Queste potrebbero essere più ampie di quelle della SARS, visto l’aumento di peso relativo dell’economia cinese sul PIL globale rispetto al 2003. Manteniamo la nostra valutazione di tassi fermi per gran parte del 2019, ma con un bias verso il basso alla luce dell’asimmetria dei rischi.

Fonte: BondWorld.it

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