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Il Punto : FOMC spaccato riduce di 25pb il tasso Fed funds

Il Punto : Un FOMC spaccato riduce di 25pb il tasso dei Fed funds: “assicurazione contro i rischi”, non più “aggiustamento di metà ciclo”……..

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a cura dell’ Ufficio Studi Banca Intesa SanPaolo


La Fed continuerà a giocare da follower rispetto alle decisioni politiche dell’amministrazione Trump e probabilmente fornirà ulteriore stimolo monetario per contrastare gli effetti restrittivi dell’aumento dell’incertezza.

– La riunione del FOMC si è conclusa con un taglio dei tassi di 25pb, che porta l’intervallo obiettivo dei fed funds a 1,75%-2%.

Il voto non è stato unanime, come atteso, e registra tre dissensi (Bullard avrebbe voluto un taglio di 50pb, mentre George e Rosengren avrebbero voluto tassi fermi) in direzioni opposte, a testimonianza di una crescente spaccatura nel Comitato.

Il testo del comunicato è praticamente invariato rispetto a fine luglio, con l’impegno ad agire come appropriato per sostenere l’espansione.

Le uniche modifiche riguardano un giudizio più positivo sui consumi e uno più negativo sulle esportazioni.

Per quanto riguarda il tasso sulle riserve in eccesso (IOER), il Comitato ha deciso, come a maggio, di attuare un intervento modulato, con un taglio più ampio di quello sui Fed funds (-30pb, a 1,8%), con l’obiettivo di controllare meglio il tasso effettivo sui Fed funds. Anche il tasso sui reverse repo viene ridotto di 30pb

– A parte qualche marginale modifica alle proiezioni macro, il punto centrale da rilevare è la crescente dispersione delle opinioni sui tassi su tutto l’orizzonte previsivo.

Per quanto riguarda il 2019, il Comitato è diviso quasi equamente in tre gruppi che vedono rispettivamente, tassi fermi, tassi in calo e tassi in rialzo.

Per il 2020, la mediana indica tassi fermi, ma con una spaccatura anche più massiccia: 8 punti per un taglio rispetto a settembre, 2 punti per tassi fermi, 7 punti per un rialzo.

Il quadro non è più compatto sul 2021-22, dove la mediana vede un rialzo nel primo anno e un altro nel secondo, con uno spettro di opinioni diffuso su cinque livelli diversi di tassi.

Dissensi e dispersione di opinioni sono la regola in periodi di transizione, ma la situazione attuale riflette un grado di incertezza inusuale anche per questa fase ciclica.

– Il FOMC continua a ritenere che il quadro dell’economia resti positivo, ma che un taglio dei tassi sia giustificato, come a luglio, dalle implicazioni degli sviluppi globali per lo scenario economico (debolezza della crescita mondiale e incertezza della politica commerciale), oltre che dall’inflazione contenuta.

Powell ha sottolineato che l’evoluzione della politica commerciale, con ricadute negative sugli investimenti, è difficile da affrontare ed è “una situazione inusuale”.

Il taglio deciso a settembre è mirato a “mantenere l’economia forte (…e) a offrire assicurazione contro i rischi in corso”.

Powell ha anche citato effetti della guerra dei dazi già realizzati, affermando che l’incertezza sulla politica commerciale ha scoraggiato gli investimenti.

Il presidente della Fed ha aggiunto che la Banca centrale non ha voce in capitolo sulla politica commerciale, ma che tiene conto di qualsiasi fattore che influenzi l’economia.

Nella conferenza stampa, l’accento è sugli effetti degli sviluppi globali sull’economia USA più che sull’evoluzione dei dati macro in atto, a conferma del fatto che le decisioni sui tassi saranno prese anche nel prossimo futuro sulla base di rischi più che di dati.

Nella conferenza stampa, Powell non ha fatto riferimento all’“aggiustamento di metà ciclo” citato a luglio e non ha voluto usare questa valutazione in risposta a una domanda precisa, sottolineando però che il sentiero dei tassi indicato dal grafico a punti è molto moderato per via delle prospettive positive dell’economia.

Powell ha anche evitato di dire se la stance attuale del FOMC ha un easing bias , ma ha semplicemente affermato che il sentiero dei tassi sarà dipendente dai dati.

– Per quanto riguarda le recenti tensioni sulla liquidità, Powell ha sottolineato che non sono motivo di preoccupazione e che sono questioni operative.

Nel breve termine, la Fed le affronterà ancora attraverso operazioni di repo e forse già alla prossima riunione potrebbero essere annunciate modifiche alla politica del bilancio.

È possibile che alla riunione di ottobre il FOMC riapra il programma di acquisto titoli.

– Le probabilità assegnate dal mercato a diversi scenari di tasso segnalano aspettative di tassi fermi alla riunione di fine ottobre e di un taglio di 25pb a dicembre (stime CME)

Un’ulteriore riduzione a 1,25%-1,5% è attesa con probabilità appena sotto il 50%.

La nostra lettura della comunicazione del FOMC è che il Comitato, pur spaccato sulla direzione dei tassi, mantiene un consenso centrale di apertura per ulteriore stimolo mirato a fornire un’assicurazione contro i rischi in corso.

– A nostro avviso, la domanda centrale per formulare le previsioni dei tassi riguarda la direzione della politica commerciale più che gli sviluppi di brevissimo termine dei dati.

Se si ritiene, come riteniamo noi, che il trend della politica commerciale non si inverta nel prossimo anno, e che l’incertezza politica si mantenga elevata, al di là di fluttuazioni transitorie, allora è probabile che la Fed sia “costretta” dagli eventi a tagliare ancora (se pure a malincuore), fornendo un allentamento delle condizioni finanziarie che contrasti gli effetti negativi della guerra dei dazi e dell’incertezza sulla sua evoluzione.

Questo è l’argomento alla base della nostra previsione di un altro taglio dei tassi a dicembre.

Fonte: BondWorld.it

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