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Il Punto : Il primo turno delle elezioni in Francia potrebbe favorire un’ulteriore correzione

Dal G-20 si avrà qualche novità, ma nessuna decisione definitiva, sul potenziamento delle risorse del FMI a sostegno dell’area euro……..

 

 

 

La presentazione dei programmi di stabilità offrirà indicazioni sullo stato di salute dei conti pubblici nel medio periodo. Le tensioni di mercato potrebbero permanere perché in parte legate all’esaurirsi dell’effetto aste a 36 mesi e all’incertezza sulla riattivazione dell’SMP, per ora ancora l’unico strumento d’intervento immediato in caso di accresciuta volatilità. Il primo turno delle elezioni in Francia potrebbe favorire un’ulteriore correzione se Hollande dovesse raccogliere consensi in eccesso rispetto agli ultimi sondaggi.

Dopo un inizio di settimana turbolento, le tensioni sui mercati obbligazionari europei sono in parte rientrate, probabilmente grazie all’esito dell’asta spagnola 10 anni che si è chiusa con una domanda pari a 2,42 volte l’ammontare offerto, anche se i rendimenti sono saliti rispetto alla precedente. In generale il flusso di notizie sulla crisi rimane poco incoraggiante. Il Governatore della Banca di Spagna ha confermato i rischi per l’obiettivo di deficit 2012, dato il quadro macro fragile e ipotesi su entrate e uscite piuttosto ottimistiche. In Italia, il Consiglio dei Ministri ha approvato il Documento di Economia e Finanza 2012. Anche se il testo completo non è stato ancora diffuso, il Governo ha reso note revisioni al ribasso per le stime di crescita (da -0,4% a -1,2% per quest’anno e da 0,3% a 0,5% per l’anno prossimo) e di aver rimandato di un anno (al
2014) il raggiungimento del pareggio di bilancio (nel 2013 si dovrebbe arrivare a -0,5%).

La revisione dei target 2012-13 non è interamente imputabile al ciclo (con le nuove ipotesi sul PIL, in base alle elasticità della Commissione, il deficit si sarebbe attestato a -0,8% quest’anno e a – 0,2% il prossimo). Il Governo indica che il debito, al netto dei prestiti diretti alla Grecia e della quota di pertinenza all’EFSF e al capitale dell’ESM potrebbe toccare il 120,3% del PIL, (ma secondo i nostri calcoli le poste citate dovrebbero incidere per circa tre punti di PIL). Riteniamo che anche le nuove stime di crescita siano leggermente ottimistiche (il nostro scenario centrale vede un PIL in calo di -1,5% quest’anno e stabile l’anno prossimo) e quindi, a nostro avviso, il deficit si attesterà a -0,6% nel 2013 e il debito totale toccherà un picco al 123,3% del PIL quest’anno.

Le tensioni sui mercati potrebbero intensificarsi se il primo turno delle elezioni presidenziali in Francia dovesse vedere un vantaggio per il candidato socialista Hollande superiore agli ultimi polls che lo danno in testa su Sarkozy al 29% (verso il 24%). Gli stessi polls danno Hollande in vantaggio al secondo turno del 6 maggio (58% – 42%). La possibile vittoria di Hollande è fonte di preoccupazioni, vista la sua posizione di rottura in merito al fiscal compact e per la proposta “rivoluzionaria” di riduzione dell’età pensionabile a 60 anni. I mercati sono stati finora relativamente benevoli sulla Francia, ma nel post-elezioni il Governo dovrà adottare nuove misure per garantire il ritorno del rapporto deficit/PIL al 3% nel 2013 e la sostenibilità di medio periodo. Anche l’Olanda è entrata nell’occhio del ciclone dal momento che Fitch ha dichiarato che in assenza di misure di austerità il paese potrebbe perdere la tripla A e quindi lo status di core country. Maggiori informazioni sullo stato di salute dei conti pubblici nel medio periodo si avranno a metà settimana con la pubblicazione dei primi programmi di stabilità.

Il G-20 dovrebbe apportare novità sul potenziamento del muro frangi fuoco fino a 400 miliardi di euro, ma stando alle dichiarazioni della Lagarde il dossier rimarrà aperto per qualche settimana. I Paesi Europei si sono impegnati per 200 miliardi di euro. Il Giappone per 60 miliardi di euro, Svezia, Norvegia e Danimarca per 26 miliardi. L’Australia si è detta favorevole ad aumentare la sua quota. Ma i Piani fiscali e le novità dal G-20 non saranno certo sufficienti a contenere le tensioni di mercato dal momento che queste rimangono legate alla capacità di gestione di problemi di rifinanziamento del debito e/o di ricapitalizzazione delle banche nel caso di mancata riattivazione dell’SMP e all’esaurirsi dell’effetto delle aste a 36 mesi. In caso di accresciuta volatilità non escludiamo che la BCE possa intervenire. Nonostante le avversioni interne al Consiglio, l’SMP rimane l’unico strumento attivabile in tempi molto rapidi. I programmi precauzionali e/o di prestiti condizionali richiedono tempi più lunghi.


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