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Il Punto: In Irlanda non si può escludere il ricorso a elezioni anticipate

In Irlanda non si può escludere una bocciatura del budget e il ricorso a elezioni anticipate, anche se lo scenario ancora più probabile rimane quello dell’approvazione con un margine risicato. Paradossalmente, le tensioni…..


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che ne risultano potrebbero mettere in difficoltà il Portogallo prima dell’Irlanda stessa. 

In Irlanda vacilla la prospettiva di un miracolo politico in grado di replicare quello che negli anni ’80 portò a un drastico piano di risanamento dei conti pubblici. Le opposizioni premono per le elezioni politiche anticipate e si rifiutano di appoggiare dall’esterno il piano di austerità 2011-14, le cui linee guida sono state illustrate il 4 novembre dal Governo. La maggioranza del Fianna Fail, già ridotta a soli tre seggi, appare sempre più a rischio di disgregazione: con la prospettiva di elezioni politiche generali a breve scadenza, sarà sempre più difficile mantenere la disciplina dei deputati appartenenti alla coalizione e una bocciatura del budget non è perciò impossibile.

In attesa dei dettagli che saranno forniti a fine novembre e del voto di dicembre, il piano di risanamento proposto dall’esecutivo prevede attualmente tagli per 6 miliardi di euro a valere sul 2011, più altri 9 miliardi distribuiti nel triennio 2011-14. Assumendo che l’economia cresca dell’1,75% e con un’inflazione di 0,75%, il fabbisogno verrebbe stabilizzato a 19,25 miliardi di euro e il rapporto deficit/PIL scenderebbe al 9,5% circa, mentre le esigenze di cassa salirebbero da 20,5 a 23,5 mld. Il sentiero di stabilizzazione 2012-14 ipotizza una crescita media del 3% all’anno e un’inflazione di 1-1,75%; con i tagli proposti, il deficit sarebbe portato al 5,25-5,5% nel 2013 e al 3% nel 2014. Il debito lordo toccherebbe il massimo al 106% del PIL nel 2012, per poi scendere a partire dal 2013.

Si noti che nel caso dell’Irlanda, ancor più che in quello della Grecia, una ristrutturazione del debito pubblico non eviterebbe la necessità di una severa manovra di austerità fiscale. La criticità della situazione fiscale irlandese è legata al divario fra spesa primaria ed entrate, che ammonterebbe a circa 25 miliardi nel 2011 in assenza di correttivi; fra le spese, quelle per interessi incidono soltanto per 5 miliardi circa e anche un loro azzeramento non muterebbesignificativamente il quadro. Inoltre, anche se il debito pubblico è ormai valutato al 98% del PIL, circa 31 miliardi (20% del PIL) sono nella forma di promissory notes emesse a favore delle banche nell’ambito della ricapitalizzazione, titoli che inizieranno a generare spesa per interessi dal 2013 e saranno convertiti in debito ordinario con gradualità.

Che cosa bisogna attendersi, ora? Nello scenario più favorevole, e al momento ancora il più probabile, l’opposizione lascia approvare al Parlamento la manovra di austerità; quindi attenderebbe che il Governo cada nel corso del 2011 per disfacimento interno, o per la perdita di tutti i seggi vacanti che dovranno essere riassegnati. Anche in questo scenario, però, il solo annuncio della manovra non garantirebbe necessariamente il ritorno dei premi al rischio sui livelli di ottobre: rimarrebbero il rischio di implementazione e la prospettiva di una crisi politica a breve scadenza. Perciò non si può escludere che anche in caso di approvazione del budget il Governo possa essere indotto nel giro di 4-5 mesi a ricorrere al sostegno finanziario UE-FMI, per rinnovare il debito in scadenza e coprire il nuovo deficit a costi più contenuti di quelli concessi dal mercato. Negli scenari più negativi, il Parlamento boccia il budget, obbligando il Presidente della Repubblica a indire elezioni politiche anticipate entro un mese. A quel punto sarebbe il nuovo Governo, nei primi mesi del 2011 e in condizioni di autonomia finanziaria sempre più scarsa, a dover definire la manovra correttiva 2011.

Paradossalmente, lo stato di tensione alimentato dalla crisi irlandese potrebbe inizialmente avere conseguenze più gravi su altri paesi della periferia, come il Portogallo, che hanno già approvato le misure correttive. Diversamente dall’Irlanda, infatti, il Portogallo dovrà rifinanziarsi sul mercato fin dai primi mesi del 2011 e perciò risulterà più sensibile al manifestarsi di crisi di fiducia tra gli investitori internazionali, da cui ancora dipende per l’assorbimento dell’offerta di titoli di stato.


Fonte: Intesa San Paolo Spa


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