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Il Punto: Italia – Il governo Renzi ha superato senza sorprese l’esame del Parlamento.

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Stati Uniti – Il 2014 si è aperto con una serie di sorprese negative. Nonostante l’incertezza sulla valutazione della debolezza recente, i trend di crescita e mercato del lavoro dovrebbero essere intatti…..

Italia – Il governo Renzi ha superato senza sorprese l’esame del Parlamento. Confermate le priorità di politica economica, ma il percorso delle riforme non sarà una passerella trionfale.

Stati Uniti – La serie di soprese congiunturali negative di gennaio–febbraio potrebbe sollevare dubbi sui trend di accelerazione della crescita e miglioramento del mercato del lavoro. La spiegazione condivisa è che il clima sia responsabile di gran parte del rallentamento visto nei dati: a gennaio e febbraio le temperature sono state significativamente inferiori alla media stagionale in quasi tutte le aree, con precipitazioni rilevanti. Nell’audizione al Senato del 27 febbraio, Yellen ha detto che c’è incertezza riguardo all’origine delle sorprese negative visteda inizio anno.

Poiché non si può dire per ora quanto dei dati deboli sia da attribuire al clima, Yellen ha sottolineato che “gli acquisti non sono su un sentiero predeterminato e perciò se ci fosse un significativo cambiamento dello scenario certamente saremmo aperti a riconsiderare” il ritmo della riduzione degli acquisti. Quanto negativi sono effettivamente i dati?

A gennaio, ISM manifatturiero, produzione industriale, nuovi cantieri, fiducia dei costruttori e vendite di case esistenti sono crollati; le vendite al dettaglio hanno segnato una contrazione di -0,4% m/m, dopo un dato già debole a dicembre; l’occupazione è cresciuta di solo 113 mila unità. D’altra parte però si rilevano anche segnali positivi da variabili meno volatili, che sono ben allineati con i trend solidi del 4° trimestre: l’indagine delle piccole imprese è risalita sui livelli dell’estate 2013, con rialzo per piani di assunzione e prezzi di vendita; la fiducia delle famiglie rimane solida con un aumento della componente coincidente (buon indicatore per i consumi) e valutazioni ottimistiche sul mercato del lavoro; le vendite di case nuove sono rimbalzate su livelli di luglio 2008; l’FDIC rileva aumento della domanda di prestiti dei costruttori per sviluppo di nuove aree edificabili. La tornata di dati di febbraio, concentrati nella prossima settimana, probabilmente non permetterà ancora di sciogliere la riserva sulla natura transitoria del rallentamento del 1° trimestre, ma dovrebbe iniziare a segnalare un po’ di disgelo.

Non riteniamo che il FOMC debba modificare significativamente le proiezioni macroeconomiche e il sentiero di riduzione degli acquisti quando si riunirà il 18 marzo.

Italia – Il governo Renzi ha superato l’ostacolo del voto di fiducia senza rilevanti sorprese. I numeri hanno confermato che la maggioranza rimane la stessa che sosteneva il governo Letta, e che il disagio manifestato da diversi esponenti del partito del premier non travalica i limiti della disciplina di partito. Tuttavia, è anche confermato che il governo dispone al Senato di una maggioranza risicata, che renderà essenziale mantenere la coesione di tutti i pezzi della coalizione, anche i più piccoli, e potrà accrescere il potere di ricatto dei gruppi di pressione. Il taglio del discorso alle camere ha suscitato diffuse perplessità per la carenza di dettagli sulle priorità dell’azione di governo e sulla strategia di copertura finanziaria delle misure elencate – un problema che aveva caratterizzato anche il discorso inaugurale del governo Letta.

Comunque, come si evince dalle prime dichiarazioni dei ministri e dai resoconti di stampa, l’azione dei primi giorni sembrerebbe puntare a due misure prioritarie: una riforma del mercato del lavoro e una ristrutturazione del prelievo tributario finalizzata ad alleggerire il carico fiscale sui redditi da lavoro. Riguardo alla seconda, per la quale si parla di una dimensione di circa 10 miliardi di euro, dovrà essere definito se puntare sulla competitività (il che suggerirebbe di concentrare gli sgravi su quanto pagano le imprese) o sul rilancio del reddito disponibile (che suggerirebbe una riduzione dell’Irpef).

Pare anche confermata l’intenzione di mettere a frutto la spending review. In ogni caso, il percorso non sarà una passerella trionfale. In primo luogo, tutte le proposte sono destinate a scontrarsi molto presto con il nodo delle coperture, necessarie non soltanto a pagare le riforme ma anche quella massa di spese che vengono ignorate nel budget a legislazione invariata, ma che poi rispuntano come “indifferibili” e per le quali vengono approvate leggi di rinnovo ad hoc. Il risparmio sulla spesa per interessi garantito dalle favorevoli condizioni di mercato non offrirà che una copertura parziale.

Secondo, anche la proposta di riforma del mercato del lavoro, che pare potrebbe essere definita entro metà marzo, potrebbe far emergere qualche elemento di contrasto con i sindacati. Le capacità di negoziazione saranno presto messe alla prova.


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