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Il Punto : Italia il nuovo DEF prospetta un deficit 2021 più alto

Il Punto : Il nuovo DEF prospetta un deficit 2021 più alto del previsto, e una ulteriore significativa salita del debito

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Intesa SanPaolo


– Il Consiglio dei Ministri ha approvato ieri la richiesta al Parlamento di un nuovo scostamento di bilancio da 40 miliardi (in linea con le attese), nonché il Documento di Economia e Finanza.

La principale novità è venuta dal nuovo quadro programmatico di finanza pubblica contenuto nel DEF, che vede un rapporto deficit/PIL molto più alto del previsto quest’anno (11,8%, contro attese tra il 10% e l’11%) e un debito in prossimità del 160% (159,8%, dal 155,8% del 2020). Disavanzo e debito sono attesi ridursi nei prossimi anni, ma il rapporto deficit/PIL è visto rimanere sopra il 3% almeno fino al 2025.

– Il Governo assume una crescita del PIL quest’anno di 4,1% nel quadro tendenziale e del 4,5%nel quadro programmatico (ovvero incorporando i nuovi interventi di sostegno all’economia).

Su queste stime di crescita, a nostro avviso, i rischi restano al ribasso (il nostra attuale profilo previsivo vede un PIL al 3,7% quest’anno e al 3,9% l’anno prossimo).

– Poiché l’entità dello scostamento di bilancio è in linea con le attese della vigilia, l’andamento dei tendenziali di finanza pubblica è meno favorevole del previsto: l’indebitamento tendenziale è stimato ora al 9,5%, in linea con il deficit 2020 e circa in linea con la precedente stima del tendenziale (7%) alla quale si aggiunge quasi un punto percentuale per effetto della minore crescita rispetto a quanto previsto sei mesi fa (4,1% contro 6%) e oltre un punto e mezzo di PIL pari all’entità del primo scostamento di bilancio (32 miliardi).

Ciò implica che la sorpresa positiva vista sui dati a consuntivo del 2020 è stata dovuta interamente a fattori una tantum e non ha perciò effetti di trascinamento positivi per l’anno in corso.

– Rispetto ai valori indicati dal Governo, i rischi di un sentiero ancora meno favorevole dei saldi di finanza pubblica derivano come detto dalla possibilità di una crescita del PIL inferiore al previsto, nonché dall’eventualità di un ulteriore scostamento di bilancio nel caso in cui fossero necessarie nuove restrizioni in corso d’anno; pensiamo anche che la salita del debito quest’anno possa essere superiore a quanto stimato dal Governo in quanto ci attendiamo un rallentamento più pronunciato del deflatore del PIL (a 0,8% contro l’1,1% indicato nel DEF), e che la discesa del rapporto debito/PIL nei prossimi anni possa essere più lenta rispetto ai target governativi.

Sussistono anche, ma paiono di entità più contenuta, rischi di un’evoluzione più favorevole, nel caso in cui, come già avvenuto lo scorso anno, i tendenziali si rivelino migliori del previsto per via di minori esborsi effettivi su alcuni programmi di spesa nonché di un andamento delle entrate più favorevole rispetto a quanto stimato sulla base della elasticità al PIL (anche in virtù di una tendenza in corso a una maggiore compliance fiscale).

– Il Parlamento è atteso votare lo scostamento di bilancio e il DEF giovedì 22 aprile.

Successivamente, il Governo varerà il Decreto Sostegni Bis che utilizzerà i 40 miliardi di deficit aggiuntivo, la metà dei quali saranno destinati a interventi per le imprese; il decreto dovrebbe anche includere l’estensione di sei mesi, sino a fine anno, delle garanzie pubbliche sui prestiti.

– Nel frattempo, il Governo è al lavoro su altri due fronti: la finalizzazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (su cui Draghi terrà le sue comunicazioni in Parlamento il 26 e 27 aprile) e la preparazione di una road-map per le riaperture: è possibile un significativo allentamento delle restrizioni a partire dall’inizio del mese prossimo, il che riduce i rischi al ribasso sulla nostra stima di un ritorno in territorio moderatamente positivo del PIL nel secondo trimestre e crea le basi per una accelerazione di entità potenzialmente anche molto ampia nel trimestre estivo.

Banca Centrale Europea: la prossima riunione di politica monetaria sarà priva di spunti di particolare interesse. Tassi, volumi dei programmi di acquisto e forward guidance resteranno invariati. Per il momento, la BCE non ha alcun interesse ad agitare le acque, malgrado la speranza molto più concreta di ripresa.

– La riunione di politica monetaria del 22 aprile si preannuncia del tutto interlocutoria. D’altronde, il consiglio direttivo ha annunciato l’11 marzo un aumento degli acquisti netti PEPP per 3 mesi, anticipando una revisione della situazione soltanto alla riunione del 10 giugno.

– Nulla è avvenuto che possa indurre a ripensamenti, né sulle condizioni finanziarie, né sul fronte macroeconomico. Da allora, i movimenti dei tassi sono stati molto modesti, con lievi cali sul tratto 2-5 anni e un modesto aumento (+3pb) sulla scadenza decennale. L’euro si è rafforzato sui mercati valutari, ma resta più debole rispetto a dicembre/gennaio.

Nel complesso, le condizioni finanziarie non richiedono sforzi ulteriori. I giornalisti forse continueranno a chiedere chiarimenti alla presidente Lagarde in merito a che cosa renda favorevoli le condizioni finanziarie, e perché la BCE non adotti un controllo della curva dei rendimenti. Tuttavia, la posizione del consiglio al riguardo è netta: non è opportuno riferirsi a definizioni quantitative ristrette, e non ci sono le condizioni per attuare un controllo della curva dei rendimenti.

– Sul fronte macroeconomico, i dati dell’ultimo mese sono stati coerenti con lo scenario di base dello staff BCE. Da una parte, la pandemia continua a frenare l’attività economica: la campagna vaccinale ha accelerato il passo, ma non abbastanza da consentire di stabilizzare la diffusione dell’epidemia senza misure di distanziamento.

Tuttavia, l’impatto economico delle ondate di contagio è divenuto meno intenso, e non superiore a quanto già incorporato nelle proiezioni. La prospettiva di un ritorno alla crescita dal secondo trimestre e di una ripresa robusta nel secondo semestre non è stata messa in discussione. I verbali della riunione del 11 marzo evidenziavano un calo dell’incertezza, e ciò resta vero.

– Allo stesso tempo, non ci attendiamo che la BCE sottolinei con particolare insistenza gli aspetti positivi dello scenario. Questo compito sarà lasciato ai “falchi” del consiglio direttivo: Knot e Holzmann, per esempio, hanno già detto che si aspettano nel terzo trimestre una ripresa coerente con un rallentamento degli acquisti. I vertici della Banca centrale, invece, sottolineeranno la necessità di garantire condizioni finanziarie favorevoli. Soprattutto la comunicazione sui rischi dello scenario sarà usata per scoraggiare pressioni al rialzo sui tassi, rimarcando che resta incertezza su diversi fronti.

L’impostazione resterà simile a marzo: i rischi al ribasso saranno giudicati prevalenti nel breve termine, quelli al rialzo nel medio termine. Fra i rischi al ribasso, è possibile che venga dato risalto al problema della ratifica nazionale di NGEU, e in particolare alla questione del ricorso alla corte costituzionale tedesca. Per quanto concerne l’inflazione, sarà confermata l’interpretazione dello staff, ribadita da Lane nel pezzo scritto per il blog della BCE: il rialzo del 2021 è in parte una compensazione delle dinamiche del 2020, in parte un assestamento una tantum; in ogni caso, non prelude a un più rapido avvicinamento all’obiettivo di medio termine. Che sia vero o no, comunque questa valutazione può aiutare, per ora, a stabilizzare le curve dei tassi.

COVID-19: Stati Uniti verso l’immunità di gregge entro luglio, nonostante le varianti e la pausa per l’analisi degli effetti collaterali del vaccino di J&J.

– Il quadro sanitario negli Stati Uniti, in netto miglioramento negli ultimi due mesi, è ora frenato da due venti contrari: la diffusione delle nuove varianti del virus, più contagiose, e la pausa per le somministrazioni del vaccino monodose J&J.

– La campagna vaccinale USA è accelerata costantemente da gennaio in poi, a parte una battuta d’arresto a metà febbraio dovuta al maltempo. Al 15 aprile, il CDC riporta che 125,82 mln hanno ricevuto almeno una dose di vaccino, con 78,5 mln completamente immunizzati. Gli individui almeno parzialmente immunizzati sono pari al 37,9% della popolazione, al 48,3% della popolazione >18 anni e all’80% della popolazione >65 anni. La media a 7 giorni delle somministrazioni giornaliere è ora pari a 3,35 mln di dosi, da circa 800 mila a metà gennaio.

Ai ritmi attuali di vaccinazioni, il 78% della popolazione, ovvero l’intera popolazione adulta, sarà parzialmente immunizzato al 22 giugno. Attualmente i vaccini non sono approvati per l’utilizzo nelle fasce di età al di sotto dei 18 anni, anche se sono già in fase di sperimentazione avanzata le somministrazioni agli adolescenti. Entro il 12 luglio potrebbe essere almeno parzialmente vaccinato il 90% della popolazione, se verrà approvato l’utilizzo dei vaccini per le coorti con età inferiore a 18 anni.

– Il successo della campagna vaccinale evidente dai dati dei mesi scorsi, si trova ora di fronte a due scogli. Da un lato, come atteso, le varianti più contagiose si sono diffuse e in particolare il ceppo B.1.17 (variante “inglese”) è ormai dominante e rappresenta il 44,1% di casi allo stato attuale, contro un 10% del ceppo B.1.2, dominante invece fino a fine febbraio.

Le conseguenze di questa evoluzione si vedono nell’interruzione del calo di nuovi contagi da marzo, nonostante l’accelerazione delle immunizzazioni, e sono amplificati dall’eliminazione delle misure di contenimento in tutti gli Stati. La previsione di ulteriore accelerazione della campagna vaccinale nei prossimi mesi e di immunizzazione della popolazione adulta mantiene realistica l’aspettativa di controllo della pandemia dall’inizio dell’estate.

– La previsione di accelerazione delle vaccinazioni è cruciale per lo scenario pandemico americano, che in parte dipendeva dall’utilizzo del vaccino monodose J&J. Il CDC e l’FDA hanno messo in “pausa” le somministrazioni di J&J per condurre analisi più approfondite relative ai rari casi di emboli severi, rilevati nella popolazione femminile fra i 18 e i 48 anni. L’Amministrazione si era garantita la disponibilità di 100 mln di dosi J&J entro il 30 giugno e di altri 100 mln nei mesi successivi. Nel frattempo, sono in arrivo: 1) da Pfizer-BioNTech 80 mln entro maggio e altri 100 mln entro fine luglio (oltre ai 120 mln già in consegna entro marzo); 2) da Moderna 100 mln entro maggio e 100 mln entro luglio (oltre a 100 mln già consegnati).

Pertanto, entro luglio sarà possibile vaccinare 190 mln di persone con i due vaccini approvati, più che garantendo la completa immunizzazione di tutta la popolazione adulta. Gli USA hanno anche contratti con AstraZeneca e NovaVax, i cui vaccini non sono ancora stati approvati. A conferma della copertura in eccesso delle necessità domestiche, sono stati decisi trasferimenti di dosi a Canada e Messico, mentre si studiava la possibilità di trasferire altre forniture anche ad altri paesi con problemi di disponibilità. Quindi, in un panorama di paesi generalmente vincolati in termini di forniture, per gli USA invece non esistono problemi di disponibilità di vaccini.

– Lo scenario estremamente positivo per vaccinazioni e contagi, nonostante le varianti del virus e la pausa di J&J, è la pre-condizione per la previsione di straordinaria accelerazione della crescita e dell’occupazione a partire da marzo, in una fase definita da Powell come un “punto di flesso”. I dati economici e le indagini lo stanno confermando, con una spinta particolarmente forte nei servizi finora frenati dalle restrizioni, volontarie e non, dell’ultimo anno. Il tasso di occupazione degli alberghi è al 49% a marzo, in calo di -20% rispetto all’anno precedente, ma in rialzo di 47% rispetto a febbraio.

Di riflesso, l’occupazione è balzata verso l’alto nelle attività ricreative e del tempo libero, con posti di lavoro in rialzo complessivamente di 635 mila fra febbraio e marzo (anche se ne mancano ancora circa 500 mila rispetto a febbraio 2020). Le vendite al dettaglio di marzo, in rialzo di 9,8% m/m, hanno dato un assaggio del nuovo ritmo della ripresa. Il boom economico del 2021, fondato su vaccini e stimolo fiscale, è iniziato e correrà nei prossimi trimestri

Fonte: BondWorld.it

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