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Il Punto: la BCE si avvicina ancora di più a possibili acquisti di titoli di Stato

I mercati hanno reagito negativamente, ma la BCE si avvicina ancora di più a possibili acquisti di titoli di Stato. La BCE sta continuando a muoversi nella direzione degli acquisti di titoli di stato, malgrado le resistenze interne…..


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Innanzitutto il comunicato è stato modificato indicando che, con le misure di giugno e settembre la BCE “intende” e non più “si aspetta” di raggiungere un’espansione del bilancio di un trilione di euro: quest’ultima diventa qualcosa di più vicino ad un vero obiettivo, tanto che il cambiamento terminologico è stato deciso a maggioranza e non vi è stata l’unanimità neanche nel Board. Draghi ha chiarito che sta cercando di forgiare un consenso ma che “un’eventuale decisione di estendere gli acquisti ad altre classi di titoli, inclusi i governativi, potrebbe essere presa a maggioranza”.

Nel frattempo, lo staff sta accelerando i lavoratori preparatori per l’introduzione di nuove misure non convenzionali. Draghi ha sottolineato che la BCE ha discusso tutte le opzioni, tranne quella di acquistare oro. Draghi ha poi precisato che sono stati esclusi anche gli acquisti di titoli in valuta, benché in passato ipoteticamente considerati fra le opzioni, perché equivarrebbero ad un intervento sui mercati valutari ed il cambio non è un obiettivo di politica monetaria.

Per il momento, le revisioni allo scenario sono stata in linea con le nostre previsioni. La revisione è significativa per la crescita del PIL: da 0,9 a 0,8% nel 2014, da 1,6% a 1,0% nel 2015 e da 1,9% a 1,5% nel 2016. La stima di inflazione 2015 è stata rivista a 0,7% da un precedente 0,9%; la stima per il 2016, invece, è stata tagliata di un solo decimo all’1,4%. Si badi  che l’impatto del recente calo del prezzo del petrolio sulla crescita e l’inflazione non è stato incluso nelle proiezioni di dicembre, dal momento che la data di chiusura dell’esercizio di previsione era a metà novembre. La BCE dovrà, quindi, valutare l’impatto diretto e indiretto del calo del prezzo del petrolio sull’inflazione e la crescita del PIL nei prossimi mesi. Le ipotesi tecniche alla base dello scenario di dicembre, sono di un prezzo del petrolio a 88,5 dollari al barile nel 2015-16, contro ipotesi precedenti di 105 e 102,7 rispettivamente nel 2015 e nel 2016. Il cambio EUR/USD incorporato nelle nuove stime è di 1,25, nove figure sotto il livello utilizzato a settembre. Draghi ha sottolineato che l’impatto del calo del prezzo del petrolio  (-16%), sinora incluso nelle stime, è stato dell’ordine di -0,4% sull’inflazione nel 2015 e di  -0,1% nel 2016. Quindi, se il prezzo del petrolio dovesse rimanere sui livelli attuali, a marzo la BCE potrebbe tagliare le stime di inflazione 2015 vicino a zero e quelle 2016 a 1,0-1,1%. 

Draghi, pur riconoscendo fugacemente l’effetto positivo sulla crescita dello shock petrolifero, ne ha enfatizzato soprattutto gli effetti “a più ampio raggio” sull’inflazione di medio termine e le possibili indesiderate ripercussioni sui prezzi sottostanti, sulle aspettative di inflazione e sulla dinamica salariale. La BCE non tollererà deviazioni significative e troppo estese dell’inflazione dall’obiettivo del 2%, nella misura in cui questo potrebbe generare un calo delle attese di medio termine, che, in un contesto di tassi a zero, si tradurrebbe in un aumento di pari misura dei tassi di interesse reali.

La decisione se estendere o meno gli acquisti anche ai governativi dipenderà, in ogni caso, dalle nuove informazioni sul ciclo e non solo dalla dinamica del petrolio. Per quanto riguarda la tempistica, ci sono state voci, subito dopo la riunione, che la BCE potrebbe annunciare un pacchetto già nel mese di gennaio. Pensiamo però che marzo rimanga la data più probabile. La BCE potrà valutare l’effetto delle misure adottate sul proprio bilancio e le prospettive per la dinamica dei prezzi al consumo soltanto a inizio 2015. Inoltre, avrà bisogno di rivedere le stime di crescita e inflazione, e le informazioni sulle dinamiche di inizio anno saranno disponibili dopo la riunione di gennaio. Inoltre, sembra che i lavori preparatori richiederanno ancora tempo.

 


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