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Il Punto: La Fed procede sulla sua rotta espansiva

La Fed procede sulla sua rotta espansiva, preoccupata per una ripresa timida caratterizzata da inflazione bassa e disoccupazione elevata. Una riunione straordinaria avvenuta il 15 ottobre ha discusso anche la possibilità di adottare un obiettivo sui rendimenti a lungo termine……


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-La pubblicazione dei verbali della riunione FOMC di novembre mostra uno scenario di crescita e inflazione che giustifica l’intervento di stimolo quantitativo annunciato il 3 novembre. La Fed ha rivisto verso il basso il proprio scenario di crescita a circa 2,5% per il 2010 (da 3-3,5%), a 3-3,6% nel 2011 (da 3,5-4,2%), senza modificare sostanzialmente l’aspettativa per il 2012 (3,6-4,5%); è stata aggiunta la proiezione per il 2013 (3,5-4,6%). Il tasso di disoccupazione per il 2011 e 2012 è di circa mezzo punto più alta rispetto a giugno (9% a fine 2011, da 8,5%, 8% a fine 2012, da 7,3%); il 2013 vede un tasso di disoccupazione ancora molto elevato, fra 6,9% e 7,4%. Lo scenario di inflazione è circa invariato rispetto a giugno, con una dinamica sotto la definizione di stabilità dei prezzi su tutto l’orizzonte considerato. In generale, l’opinione sullo scenario macro è di proseguimento della crescita, ma “solo lentamente”. L’avvicinamento agli obiettivi del doppio mandato continua a procedere a un ritmo “deludente”, frenato da fiducia, condizioni finanziarie, incertezza fiscale, mercato immobiliare e fine dello stimolo fiscale. Il mercato del lavoro rimane un elemento di massima preoccupazione: alcuni partecipanti vedono rischi che all’attuale ritmo di crescita, il tasso di disoccupazione torni a salire, invece di scendere. Sull’inflazione si rileva il trend in calo, che si riflette anche in un rallentamento della dinamica dei salari nominali. La valutazione dei rischi allo scenario è variegata nel Comitato: la maggioranza vede rischi bilanciati su crescita e prezzi. Tuttavia ci sono “ali” con opinioni diverse: alcuni vedono rischi verso il basso e altri verso l’alto.

– Per quanto riguarda la politica monetaria, la novità principale riguarda la rivelazione che la Fed ha tenuto una riunione in video-conferenza il 15 ottobre per discutere temi legati al frame work di politica monetaria e alla strategia di comunicazione. Fra questi, la dimensione e la frequenza degli acquisti di Treasuries e l’adozione di un obiettivo di inflazione; sulla dimensione degli acquisti, c’è un consenso ampio sull’opportunità di condurre acquisti a ritmi relativamente contenuti; per quanto riguarda l’obiettivo esplicito di inflazione, le opinioni espresse sono invece variegate. La video-conferenza ha anche discusso la possibilità di introdurre un obiettivo sui tassi a lungo termine. Su questa alternativa, alcuni ritengono che sia uno strumento efficace per ridurre i rendimenti e fornire stimolo all’economia; altri, tuttavia, vedono rischi “potenzialmente ampi”, fra cui acquisti “indesideratamente grandi” di titoli di stato. Questa politica non sarebbe una novità alla Fed, che ha utilizzato un obiettivo sui rendimenti a lungo termine al 2,5% nell’immediato secondo dopoguerra. Per quanto riguarda gli esiti della riunione di novembre, i verbali mostrano, come atteso, che dietro l’apparente quasi totale consenso per la decisione di acquistare fino a 600 miliardi di Treasuries, ci sono divergenze di opinioni. “La maggior parte” dei membri ritiene “appropriato” agire ancora per sostenere la crescita e riportare l’inflazione verso livelli coerenti con la stabilità dei prezzi. Alcuni partecipanti segnalano preoccupazione per un eccessivo aumento della dimensione del bilancio e un indesiderato deprezzamento del dollaro: Warsh, membro del Board, ha sollevato esplicitamente questi punti in un’intervista pochi giorni dopo la riunione di novembre. Altri si preoccupano per i rischi di “aumenti dell’inflazione indesideratamente ampi” conseguenti all’espansione del bilancio della Fed.

– I verbali confermano che, nonostante possibili dissensi, la Fed procederà sul sentiero dell’espansione monetaria. Anche di fronte allo spostamento della composizione del FOMC verso i “falchi” atteso per il 2011, la Fed resta più disposta a eccedere nello stimolo, che a rischiare di non sostenere abbastanza una ripresa zoppicante, in cui il tasso di disoccupazione rimane straordinariamente elevato. La possibilità di mettere un obiettivo sui rendimenti è un importante indicatore per il 2011, anche se resta un rimedio di ultima istanza.


Fonte: Intesa San Paolo Spa


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