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Il Punto: La BCE lascia i tassi ufficiali fermi

Il Punto: La BCE ha confermato la sua valutazione sulle prospettive economiche della zona euro, lasciando i tassi ufficiali fermi e apportando modifiche soltanto al regime di ammissione delle garanzie alle operazioni di credito. La Fed, con i verbali FOMC, ha mandato segnali dovish ….

La BCE ha confermato la sua valutazione sulle prospettive economiche della zona euro, lasciando i tassi ufficiali fermi e apportando modifiche (ancora da definire nei dettagli operativi) soltanto al regime di ammissione delle garanzie alle operazioni di credito. Per quanto concerne lo scenario macroeconomico, la BCE si attende che il PIL continui a espandersi a un ritmo moderato nel 2010, ma con irregolarità trimestrali legate a fattori speciali quali condizioni meteorologiche estreme che hanno influenzato il 1° trimestre.
L’andamento dell’inflazione rimarrà dimesso, coerente con l’obiettivo della Banca centrale e soggetto a rischi complessivamente equilibrati. Sul fronte creditizio, secondo la BCE, il deleveraging delle banche si è arrestato nel 1° trimestre del 2010, e non è sorprendente che gli impieghi nelle imprese non finanziarie rimangano deboli nelle fasi iniziali della ripresa. Nel complesso, il messaggio rimane coerente con un periodo prolungato di tassi fermi.

Trichet ha sottolineato l’importanza di correggere la politica fiscale a partire dal 2011, e a un ritmo ben superiore allo 0,5% di miglioramento annuo del saldo strutturale fissato come minimo dal Patto di Stabilità e Crescita. Inoltre, ha appoggiato il proposito del Consiglio Europeo di rafforzare il meccanismo di sorveglianza e prevenzione dei rischi economici e fiscali e la procedura contro i disavanzi eccessivi. Le politiche economiche dovranno tornare a essere orientate a promuovere la concorrenza, rimuovendo le misure di sostegno settoriale introdotte durante la crisi. L’implementazione senza titubanze ed eccezioni della correzione fiscale promessa è ritenuta dalla BCE essenziale per la Grecia, ancor più del meccanismo di sostegno finanziario concordato dall’Eurogruppo. Riguardo a quest’ultimo, Trichet ha invitato a non sottovalutarne l’importanza, affermando più volte che un default della Grecia è fuori questione. Le molte domande sul tasso di interesse da applicare al programma di sostegno sono state dirottate sui governi dell’Eurogruppo responsabili della decisione, ma Trichet ha affermato che a suo giudizio non si profilerebbe un sussidio se il tasso fosse superiore al costo di finanziamento dei governi che erogheranno eventualmente credito alla Grecia.

Per quanto riguarda i criteri di ammissione delle garanzie, la BCE ha annunciato che per le emissioni con rating nella fascia BBB+/BBB-, dal 1° gennaio 2011 sarà introdotta una scala crescente di margini di garanzia al posto del margine fisso del 5% ora previsto. La scala dipenderà da vita residua, merito di credito e liquidità delle singole emissioni. Il comunicato stampa precisa però che nessun cambiamento sarà operato ai margini di garanzia sulle emissioni di debito dei governi centrali e delle banche centrali che ricadano in tale fascia e che ulteriori dettagli saranno forniti in luglio. La BCE ha anche annunciato che dal 1° gennaio 2011 cesseranno di essere stanziabili i titoli denominati in valute diverse dall’euro, i titoli negoziati in mercati non regolamentati e il debito subordinato: andrà perciò a cadere un altro pezzo delle misure non convenzionali di stimolo introdotte con la crisi. Il nuovo regime fa sparire il rischio che i titoli di stato greci possano risultare non stanziabili già a inizio 2011, in caso di declassamento da parte di Moody’s; tuttavia, non elimina il rischio che una dinamica insostenibile del debito possa in un futuro più lontano escludere il debito di uno Stato membro della zona euro dalle operazioni di credito della BCE.

I verbali della riunione del FOMC hanno mandato un messaggio “dovish”, segnalando un aumento di preoccupazione per il calo dell’inflazione. Secondo i partecipanti, la decelerazione dei prezzi è stata più ampia di quanto atteso, e dovuta a moderazione diffusa, non limitata soltanto al settore abitazione. La dinamica dei salari, nulla o modestissima, contribuirà a spingere verso il basso l’inflazione core. Il Comitato rimane polarizzato: Hoenig segnala il rischio che aspettare troppo ad alzare i tassi porti a nuove bolle, mentre alcuni affermano che i rischi di stringere troppo presto superino quelli associati a rialzi dilazionati. Il messaggio centrale tuttavia è coerente con tassi fermi ancora a lungo ed exit strategy molto graduale.


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