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Il Punto: Lo scenario per gli Stati Uniti nel 2010 sarà sostenuto da diversi fattori temporanei

Il Punto: Lo scenario per gli Stati Uniti nel 2010 sarà sostenuto da diversi fattori temporanei, che renderanno la ripresa apparentemente più solida di quanto atteso. Tuttavia la fragilità di questa svolta ciclica rimane intatta: i problemi strutturali dell’economia americana non sono stati risolti, e continuano a mettere a rischio il sentiero dei prossimi anni. Il punto centrale dello scenario è che la ripresa del 2010-11 è presa a prestito dagli anni successivi. ….

Il principale fattore di rischio per lo scenario USA nel medio termine è la finanza pubblica, che si è accollata l’onere di sostenere l’economia, mentre si sgonfiava la bolla del passivo delle famiglie. A livello federale i conti pubblici sono insostenibili, con un rapporto deficit/PIL ancora a 2 cifre nel 20’10 e il debito su un sentiero esplosivo. Per il 2010, invece, lo scenario per l’economia è modestamente positivo. Lo stimolo fiscale e monetario e la ripresa della crescita mondiale continuano a contribuire alla svolta del settore manifatturiero e a controbilanciare i freni alla domanda domestica. Il neo del quadro economico resta l’elevato livello del tasso di disoccupazione che dovrebbe persistere a lungo, con ripercussioni negative sui consumi delle famiglie e sul trend dell’inflazione. La previsione per il 2010 vede una crescita poco sopra il 3% (3,2%), spinta anche da effetti temporanei a sostegno dei consumi nel 1° semestre. Nel 2011, la crescita dovrebbe assestarsi vicino ai ritmi del 2010, al 2,8%, sotto l’ipotesi che la vera svolta delle politiche economiche, sia fiscale sia monetaria, venga attuata nel corso del 2011, con effetti che si scaricheranno soprattutto sul 2012.

I consumi nel 2010 dovrebbero accelerare, aiutati da dagli effetti di due fattori temporanei nel 1° semestre: 1) forte crescita delle vendite di autoveicoli a marzo e 2) assunzioni per il censimento 2010. I consumi sono stati relativamente sostenuti a gennaio e febbraio (+0,2% e +0,3% m/m rispettivamente). I consumi di beni durevoli sono tornati a crescere a ritmi elevati già da ottobre, dopo un solo mese di correzione, coincidente con la fine degli incentivi per il rinnovo del parco automobilistico. A febbraio, le vendite di auto sono scese rispetto a gennaio, in parte per via delle condizioni climatiche avverse e in parte per i problemi di Toyota. A marzo, il forte aumento delle vendite, determinato da generosi incentivi offerti da Toyota e adottati anche da altri produttori, contribuisce a sostenere in misura massiccia la dinamica dei consumi del trimestre, previsti in crescita di 3,2% t/t ann., in accelerazione da +1,6% t/t ann. di fine 2009. Occorre però sottolineare che questa non è la dinamica sottostante dei consumi e nei trimestri successivi si dovrebbe tornare a vedere una crescita della spesa delle famiglie più in linea con le condizioni negative del mercato del lavoro e con l’obiettivo di fare aumentare ulteriormente il tasso di risparmio, che negli ultimi mesi è ridisceso vicino al 3%.

Il secondo fattore positivo, anche se temporaneo, per i consumi riguarda l’occupazione, per via di due sviluppi temporanei di sostegno al reddito da lavoro. Nel 1° semestre del 2010 (e soprattutto nel 2° trimestre) si vedrà un forte aumento delle assunzioni temporanee legate al censimento 2010. Secondo indicazioni emerse a inizio anno, il Governo federale dovrebbe assumere circa 1,2 milioni di persone tra gennaio e giugno, molto al di sopra delle assunzioni per il censimento passato (intorno a 500-600 mila). Il Census Bureau stimava 181 mila assunzioni fra gennaio e marzo e 970 mila nel 2° trimestre. Da marzo in poi si dovrebbe vedere una forte accelerazione delle assunzioni, con un probabile picco di nuovi posti pari a circa 750 mila a maggio, seguito da graduali declini nei mesi successivi. Questa dinamica modificherà temporaneamente anche il sentiero del tasso di disoccupazione, che potrebbe essere ridotto di almeno due-tre decimi. Questo boom di assunzioni darebbe un sostegno al livello del reddito nel 2° trimestre, con effetti decrescenti nel 3° trimestre e nulli nel 4° trimestre, quando le posizioni collegate al censimento verrebbero praticamente azzerate. Agli effetti del censimento si aggiunge un altro sviluppo a tempo definito: l’estensione dei sussidi di emergenza dovrebbe permettere agli attuali percettori di sussidi estesi di mantenere il sussidio almeno fino a fine anno. Senza questa estensione circa 6 milioni di individui avrebbero perso il sussidio fra marzo e giugno: questo sviluppo dovrebbe sostenere modestamente fiducia e spesa, ma non potrà essere determinante per una ripresa sostenibile dei consumi.


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