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Il Punto : Moderata riaccelerazione

Il Punto : – Prima dell’epidemia cinese di coronavirus, l’economia globale era avviata su un sentiero di moderata riaccelerazione, a giudicare dalle indagini congiunturali………..

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a cura dell’ Ufficio Studi Banca Intesa SanPaolo


 Il PMI composito globale di gennaio è salito da 51,6 a 52,2, livello più alto dal marzo 2019; l’aumento riflette un miglioramento nei servizi da 52,0 a 52,7 e da 50,4 a 50,8 nel manifatturiero.

– Riguardo a quest’ultimo comparto, l’indagine di gennaio aveva rilevato miglioramenti modesti degli ordini esteri, il cui indice di diffusione, peraltro, restava sotto quota 50, e un po’ più marcati per gli ordini domestici. 

– Le prospettive di breve termine non apparivano brillanti nel manifatturiero, ma l’ottimismo nei servizi era in crescita.

Peraltro, i dati tedeschi di produzione industriale e ordinativi di dicembre hanno sollevato qualche perplessità riguardo allo scenario di ripresa dell’industria europea, indipendentemente dall’epidemia cinese.

– L’indagine PMI di gennaio è coerente con una riduzione del tasso di contrazione tendenziale del commercio internazionale, che per il trimestre settembre-novembre era pari a -1,4% a/a. 

L’epidemia di 2019-nCoV causerà ora una battuta di arresto in febbraio e marzo. Stimiamo preliminarmente l’entità dell’impatto economico in 1,3% del PIL cinese nel 1° trimestre, con possibile aumento al 2% circa con ipotesi più aggressive.

Pur con tutte le incertezze su tempi e intensità, resta un fenomeno transitorio. Le ricadute sull’Eurozona saranno alla fine modeste, anche se nel breve termine potrebbero essere accentuate da una chiusura più diffusa e lunga del previsto delle fabbriche cinesi.

– Come influirà su tali tendenze l’epidemia di 2019-nCoV? L’esperienza del 2003, corretta con le informazioni aneddotiche che giungono dalla Cina, suggerisce un significativo impatto negativo sull’attività economica cinese del 1° trimestre 2020.

Tuttavia, l’elevata incertezza sui tempi di sviluppo dell’epidemia e sulla quota di popolazione coinvolta consiglia di essere cauti sulle valutazioni di impatto economico. In una prima stima, abbiamo ipotizzato una deviazione di 3 punti percentuali dei consumi domestici rispetto allo scenario pre-epidemia, oltre a una deviazione di 10 punti percentuali della produzione industriale.

In assenza di allentamento fiscale e monetario compensativo (che invece si sta verificando), il PIL sarebbe più basso di 1,3 punti percentuali nel 1° trimestre, mentre la media annua 2020 sarebbe più bassa di 0,4 punti (da 5,8 a 5,4%).

L’impatto può essere aggravato da un maggior coinvolgimento degli investimenti fissi, da un blocco dell’attività produttiva che vada oltre una o due settimane di estensione delle chiusure per il periodo festivo e, infine, da un’estensione del periodo di crisi sanitaria al 2° trimestre.

In tal caso, la caduta del PIL potrebbe intensificarsi a due punti nel 1° trimestre, ed estendersi in parte al 2° trimestre. La media annua potrebbe essere più bassa di 0,8% rispetto allo scenario pre-epidemia.

Valutazioni più fondate potranno essere prodotte quando le indagini congiunturali di febbraio forniranno un quadro più affidabile dell’incidenza delle misure di contenimento sanitario sull’attività produttiva.

– Quali sono le implicazioni per l’Eurozona? Nello scenario di impatto più moderato, la crescita media annua del PIL sarà influenzata solo marginalmente. Né cambia di molto le cose il considerare l’impatto sul turismo: l’azzeramento completo dei flussi dalla Cina sottrarrebbe lo 0,05%.

I dati congiunturali e le indagini di fiducia, però, saranno colpite nel bimestre febbraiomarzo, rinviando il miglioramento atteso al 2° trimestre. I rischi connessi all’epidemia vengono da una possibile maggiore estensione temporale della crisi e da una chiusura prolungata degli stabilimenti cinesi, che potrebbe creare problemi di approvvigionamento di beni intermedi e frenare l’export europeo più di quanto lo shock sulla domanda finale interna della Cina suggerirebbe.

L’impatto attraverso i mercati finanziari è stato nel complesso modesto, e non ha implicazioni negative degne di nota sull’economia reale.

– Anche nello scenario più severo di impatto resta valida la considerazione che lo shock sarà transitorio, legato allo sviluppo dell’epidemia.

L’incidenza sulla forza lavoro sarà marginale, e non c’è perdita di capitale produttivo (tranne che nei casi in cui la chiusura prolungata conduca le imprese al fallimento).

Fonte: BondWorld.it

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