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Il Punto : Prime indicazioni sugli effetti delle misure decise dalla BCE

Il Punto : Questa settimana si sono avute le prime indicazioni sugli effetti delle misure decise il 12 settembre dalla BCE……..

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a cura dell’ Ufficio Studi Banca Intesa SanPaolo


I dati mostrano una redistribuzione dell’eccesso di riserve fra paesi, ma anche un aumento della domanda di liquidità per sfruttare le opportunità di arbitraggio create dal sistema di penalizzazione delle riserve in eccesso. Nessuno dei due effetti è sgradito alla BCE.

Sul fronte dell’APP, la prima settimana ha visto volumi sostenuti, con un peso relativamente basso dei titoli di stato sul totale.

I dati diffusi dall’Eurosistema negli ultimi giorni mostrano che l’introduzione del meccanismo a due livelli di remunerazione dei depositi presso la Banca Centrale Europea ha attivato un processo di redistribuzione delle riserve, che sono aumentate nei paesi dove esisteva una quota esente da sfruttare e sono calate ove tendevano a eccedere la quota esente (che, ricordiamo, è pari a 6 volte la riserva obbligatoria).

Il motore che ha alimentato tale redistribuzione è l’opportunità di ottimizzare il costo delle riserve in eccesso: banche capienti hanno interesse a domandare liquidità, mentre le banche con riserve oltre la quota esente hanno interesse a prestarla.

In Italia, le riserve totali del sistema bancario sono salite in ottobre a 137,8 miliardi, con un incremento di 37,3 miliardi rispetto a settembre. Sulla base dei dati parziali per il periodo di riserva che va dal 30 ottobre al 8 novembre, l’incremento per l’Italia rispetto al precedente periodo di riserva supererebbe i 50 miliardi di euro, a fronte di cali di qualche miliardo in Germania, Paesi Bassi e Belgio.

Un forte incremento si è verificato nello stesso periodo anche in Austria. In generale, i numeri mostrano anche un aumento della domanda di riserve: in Italia, è evidente che le banche con capienza rispetto alla quota esente hanno aumentato la propria domanda di fondi sul mercato dei pronti/termine.

Di riflesso, si è osservato in ottobre un calo degli sbilanci fra banche centrali nazionali relativi al funzionamento di TARGET2: a fine mese, le passività di Banca d’Italia nei confronti dell’Eurosistema sono scese da 468 a 419,8 miliardi, mentre i crediti della Deutsche Bundesbank sono calati da 915,3 a 837,4 miliardi di euro.

Una riduzione degli sbilanci di TARGET2 associato a redistribuzione di riserve potrebbe essere considerato un segnale di minor frammentazione geografica del sistema finanziario.

 Tuttavia, altri dati presentati da Coeuré in un discorso del 12 novembre evidenziano che il meccanismo redistributivo si è appoggiato quasi esclusivamente al mercato garantito dei pronti contro termine, e che i volumi intermediati su €STR (che non è sostenuto da garanzie) sono rimasti pressoché immutati. In altre parole, la frammentazione geografica del mercato è stata appena intaccata. Secondo Coeuré l’ottimizzazione ha già raggiunto i limiti in molti paesi. Curiosamente, la maggiore eccezione pare essere la Germania, dove la redistribuzione interna degli eccessi di riserve incontra ostacoli.

L’eccesso di riserve aumenterà nei prossimi mesi per gli effetti di TLTROIII e APP, e ciò potrebbe a un certo punto anche creare le condizioni per rivedere al rialzo il moltiplicatore. Ciò attiverebbe un’altra fase di redistribuzione delle riserve.

Con il rendiconto finanziario dell’Eurosistema all’8 novembre sono invece arrivate le prime informazioni sull’avvio degli acquisti netti nell’ambito dell’APP. La BCE ha comunicato di avere realizzato acquisti netti per 9 miliardi di euro nella prima settimana, rispetto a un target mensile di 20 miliardi. Di questi, soltanto il 50% (4,5 miliardi) sono relativi al PSPP, mentre la quota del CSPP è pari a ben il 30% (2,7 mld). Il passo sostenuto della prima settimana è stato quindi conseguito spingendo sugli acquisti di corporate bonds, mentre la quota dei titoli di stato è stata largamente inferiore all’incidenza del portafoglio PSPP sul totale dei titoli detenuti dall’Eurosistema.

Era atteso che la BCE riducesse il peso del PSPP per garantire la sostenibilità nel tempo del volume di acquisti netti senza dover modificare i parametri del programma.

Fonte: BondWorld.it

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