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Il Punto : reazione dei mercati all’annuncio BCE

Il Punto : La reazione dei mercati all’annuncio delle nuove misure BCE mostra che la politica monetaria è percepita ormai come a fine corsa……..

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a cura dell’ Ufficio Studi Banca Intesa SanPaolo


Non si deve escludere una nuova limatura del tasso sui depositi, se i dati di inizio 2020 saranno ancora deludenti, e gli acquisti netti dureranno almeno un anno.

Ma, come ha ammesso Draghi, ora toccherebbe ai governi agire.

– La reazione dei mercati alle misure di politica monetaria annunciate dalla Banca Centrale Europea è stata caratterizzata da notevole volatilità e incertezza.

Eppure il pacchetto è stato ampio, includendo pressoché ogni misura ipotizzabile in questa fase: un piccolo taglio dei tassi con la conferma dell’orientamento a tagliare ancora in futuro, un miglioramento delle condizioni sulle TLTRO III, la ripresa degli acquisti netti nell’ambito dell’APP al ritmo di 20 miliardi mensili senza una fine prefissata.

Sono arrivate anche le misure di mitigazione dei tassi negativi sul costo delle riserve in eccesso, che ora sono esentate dal tasso negativo fino a sei volte la riserva obbligatoria.

– Una parte dell’incertezza deriva proprio dalle implicazioni del nuovo sistema di remunerazione della riserva.

Le riserve in eccesso saranno aumentate nei prossimi mesi dalla ripresa dell’APP.

Al momento, stimiamo che il nuovo meccanismo potrebbe esentare dal tasso negativo circa il 45% dell’eccesso di riserve, quota destinata a scendere nel tempo, riducendo gli oneri complessivi per il sistema bancario nonostante il taglio del tasso sui depositi da -0,4% a 0,5%.

La quota che resta soggetta al tasso negativo è sufficientemente ampia da ritenere che continuerà a schiacciare i tassi di interesse a brevissimo termine sul pavimento del corridoio.

Tuttavia, ci sono attese che il nuovo meccanismo possa far salire i tassi in alcuni segmenti del mercato, come quello repo .

– Ma non c’è soltanto questo. Come segnalavamo prima della riunione, c’era già un diffuso scetticismo riguardo all’efficacia della politica monetaria, in questa fase.

La BCE sembra condividere tale opinione, come è emerso dalla conferenza stampa di ieri.

Draghi ha esortato di nuovo i governi a utilizzare attivamente la politica fiscale per contrastare il rallentamento, segnalando che questa è un’opinione unanime nel Consiglio direttivo.

Il forte accento posto su tale aspetto, la riluttanza a considerare un allentamento dei limiti dell’APP e l’evidenza di un’opposizione, per quanto minoritaria, agli acquisti netti sono fattori che hanno probabilmente indotto una revisione al rialzo delle aspettative sull’andamento dei tassi ufficiali, e anche di quelle sulla dimensione dell’APP.

Il mercato era arrivato a scontare una discesa dell’Eonia fino a -0,8% entro fine 2020, mentre ora il punto di arrivo si colloca a 0,58% a novembre 2020.

– Come sempre, il percorso futuro non è predeterminato: dipende dall’andamento dell’economia, che rimane incerto. Due considerazioni, a tale riguardo. 

Primo, la BCE si attende ancora una riaccelerazione della crescita da inizio 2020, pur avvisando che tale scenario non include una uscita senza accordo del Regno Unito (uno dei fattori di rischio al ribasso).

Molto dipende dalla credibilità di uno scenario di riaccelerazione della Germania nel 2020, che pare ancora essere ritenuto quello centrale.

Le proiezioni di inflazione per il 2020 sono calate significativamente, e ci sembrano ora soggette a rischi più simmetrici; tuttavia, la ripresa del 2021 dipende dal concretizzarsi della riaccelerazione dell’economia reale.

Perciò il primo semestre del prossimo anno potrebbe portare a una nuova limatura dei tassi, se le aspettative andassero di nuovo deluse (ad esempio, per gli effetti della Brexit).

Secondo: al momento, la BCE prevede un’inflazione ancora piuttosto lontana dall’obiettivo nel 2021, il che sembra implicare che gli acquisti netti si potrebbero estendere oltre il 2020.

Tuttavia, il clima interno al Consiglio direttivo potrebbe cambiare dopo un anno di crescita più robusta. Sicché, nel caso in cui le previsioni si rivelassero corrette, non si può escludere che il Consiglio direttivo cambi idea in merito.

Di contro, le prospettive globali sono così incerte al momento che la BCE potrebbe essere costretta a mantenere gli acquisti netti attivi anche nel 2021. In tal caso, però, il problema dei limiti non potrebbe più essere rinviato.

Fonte: BondWorld.it

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