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Il Punto : Regno Unito Le elezioni e le sorti di Brexit

Il Punto : Le elezioni del 12 dicembre saranno cruciali per le sorti di Brexit. I Conservatori sono dati come favoriti nei sondaggi: una loro (piena) vittoria rappresenterebbe lo scenario più favorevole per gli sviluppi di Brexit e per gli effetti sull’economia britannica. …….

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a cura dell’ Ufficio Studi Banca Intesa SanPaolo


Un governo Labour rischierebbe invece di riproporre una situazione di protratta incertezza, volendo negoziare un nuovo accordo con l’UE e indire un secondo referendum su Brexit.

C’è grande attesa per l’esito delle elezioni generali nel Regno Unito, che si terranno giovedì 12 dicembre, perché da esso dipenderanno le sorti di Brexit.

I sondaggi confermano che i Conservatori rimangono in testa (con, in media1, il 43% delle preferenze), seguiti dai Laburisti (33%), ma soprattutto le proiezioni di seggio attribuiscono ai Conservatori la maggioranza assoluta (341 in media2, sui 650 totali della House of Commons), che consentirebbe loro di governare da soli.

Una vittoria piena (i.e. con maggioranza assoluta) dei Conservatori rappresenterebbe lo scenario più favorevole per gli sviluppi di Brexit e per gli effetti sull’economia britannica. In tal caso infatti il parlamento approverebbe rapidamente l’accordo su Brexit siglato da Johnson in ottobre e il Regno Unito uscirebbe dall’UE – con un accordo (i.e. soft Brexit) – entro e non oltre la data stabilita (31 gennaio 2020), rimuovendo agevolmente buona parte di quell’incertezza che nei mesi scorsi ha interferito negativamente con i mercati e penalizzato l’economia britannica.

Anche se sondaggi e proiezioni danno come favoriti i Conservatori, data la natura “straordinaria” di queste elezioni, che si riducono di fatto a essere un plebiscito su Brexit – un tema ancora molto divisivo per l’elettorato britannico – è comunque opportuno dare uno sguardo anche agli scenari elettorali alternativi, che sono, in ordine decrescente di probabilità e crescente per negatività di impatto di mercato, tre:

(1) “hung parliament” con maggioranza relativa dei Conservatori,

(2) “hung parliament” con maggioranza relativa dei Laburisti,

(3) vittoria piena (maggioranza assoluta) dei Laburisti. 

(1) Nel primo scenario alternativo (“hung parliament” con maggioranza relativa dei Conservatori) l’aspetto critico è rappresentato dal fatto che i Conservatori, per andare al governo – che sarebbe un governo di coalizione o di minoranza – dovrebbero cercare di accordarsi con altre forze politiche, ma nessuna di queste condivide il programma su Brexit dei Conservatori, eccezion fatta per il Brexit Party (che però in base alle proiezioni non arriverebbe a ottenere nemmeno 1 seggio) e il DUP (che avrebbe però pochi seggi, 8 secondo le proiezioni, e quand’anche fossero sufficienti, non è detto che il DUP sarebbe ancora disposto ad appoggiare i Conservatori come è stato durante il governo Johnson perché contesta la parte dell’accordo siglato da Johnson relativa alla questione del confine nordirlandese).

(2) Nel secondo scenario alternativo (“hung parliament” con maggioranza relativa dei Laburisti) la criticità risiede nel programma che hanno per Brexit i Laburisti, programma che è in linea di massima condiviso dalle altre forze politiche (esclusi, come menzionato sopra, Conservatori, Brexit Party e DUP). Infatti, i Laburisti non vogliono l’accordo siglato da Johnson, ma ne vogliono negoziare uno nuovo con l’UE ed entro sei mesi dall’insediamento del governo vogliono indire un secondo referendum su Brexit dove gli elettori sarebbero chiamati a scegliere se restare nell’UE o uscire con il nuovo accordo siglato dal nuovo governo. Questo porterebbe con tutta probabilità a un altro rinvio di Brexit, oltre il 31 gennaio 2020, ma soprattutto a un’ulteriore protratta incertezza con tutti gli effetti negativi che si è già avuto modo di osservare nel corso di quest’anno.

(3) Il terzo e ultimo scenario (vittoria piena dei Laburisti) è considerato improbabile alla luce dei numeri che emergono dai sondaggi, ma sarebbe comunque sostanzialmente assimilabile al precedente per le implicazioni su Brexit e le ripercussioni economico-finanziarie.


1 La media è calcolata sui sondaggi più recenti condotti tra il 26 novembre e il 3 dicembre.

2 La media è calcolata sulle proiezioni più recenti fornite da Electoral Calculus sulla base dei sondaggi condotti tra il 26 novembre e il 3 dicembre.

Fonte: BondWorld.it

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