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Il Punto : resoconto fornito dalla BCE sulla discussione

Il Punto : Il resoconto fornito dalla BCE sulla discussione al consiglio direttivo del 12 settembre conferma le divisioni su alcuni elementi del pacchetto di misure che è stato annunciato………..

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a cura dell’ Ufficio Studi Banca Intesa SanPaolo


 Non sorprende che il dissenso sia stato più acceso sulla ripresa degli acquisti netti e sull’introduzione di un sistema a livelli per la remunerazione dei depositi.

Ciò rafforza la nostra aspettativa che non siano ipotizzabili nuove misure a breve scadenza.

Non si può escludere una nuova limatura dei tassi nel 1° semestre 2020, se l’andamento dell’economia continuasse a deludere, ma ciò dipende anche dal modo in cui si risolveranno una serie di questioni aperte (Brexit, dazi americani).

Su tali fronti sono emersi timidi segnali positivi.

– Il resoconto della riunione del consiglio direttivo del 12 settembre ha fornito un po’ di colore sulle divisioni interne riguardo alle misure entrate nel pacchetto annunciato dal presidente Draghi.

– Si parla di ampio accordo sulla valutazione dello scenario, ma con differenze di percezione: diversi membri consideravano le previsioni di crescita dello staff “ancora troppo ottimistiche alla luce delle prevalenti incertezze”.

Altri invece hanno rimarcato che si attendeva comunque una ripresa e che l’economia stava marciando a piena capacità, in linea con le proiezioni.

Dubbi sono stati anche espressi sulla trasmissione della crescita salariale ai prezzi e sulla possibilità di osservare una ripresa dei margini di profitto.

– Per quanto riguarda l’azione di politica monetaria, “tutti i membri erano d’accordo che fosse necessario un ulteriore allentamento della politica monetaria”.

– Allo stesso tempo, però, sono state avanzate “riserve riguardo alle singole misure”. Non stupisce che siano state più marcate per la ripresa degli acquisti netti e per l’introduzione di regime a due livelli di tasso sui depositi.

– La maggioranza a supporto del taglio dei tassi viene definita “molto larga”, quella a favore di modifiche dei termini delle TLTRO III è “larga”. 

– Invece, la maggioranza a favore della ripresa degli acquisti netti APP è “chiara”, con “un certo numero di membri” convinti che le argomentazioni a favore non fossero sufficientemente robuste.

– Infine, c’è stata unanimità sulla politica di reinvestimento. 

– Sarebbero emerse obiezioni anche con riguardo al tiering del tasso sui depositi: la maggioranza non sembra essere stata né larga né chiara, in questo caso. 

– Il resoconto è coerente con la nostra valutazione che nuove azioni siano improbabili nel breve termine.

Come ha detto il vicepresidente della BCE, Luis de Guindos, si adotta un pacchetto di misure proprio per non tornare a discuterne ogni due settimane.

Il fatto che sia stato così lacerante per il consiglio potrebbe avere alzato un po’ l’asticella da valicare prima di decidere nuovi interventi.

Si aggiunga che la BCE ha appena iniziato il programma TLTRO III e deve ancora avviare gli acquisti netti di titoli nell’ambito dell’APP.

Inoltre, un po’ di tempo sarà necessario prima di valutare se le stime 2020 sono davvero troppo ottimistiche.

Infine, la reazione all’annuncio non è stata entusiastica e la percezione che l’efficacia della politica monetaria sia ormai ridotta appare sempre più diffusa.

D’altronde, lo stesso consiglio direttivo è stato unanime nel chiedere un ruolo più attivo della politica fiscale.

– Allo stesso tempo, non si può escludere qualche altro intervento di portata molto ridotta (ad esempio, una nuova limatura del tasso sulla deposit facility) nel 1° semestre 2020, qualora la ripresa economica non si concretizzi.

Tuttavia, ciò dipenderà anche da decisioni politiche ancora da prendere, e non è per nulla scontato.

I negoziati fra Cina e Stati Uniti sono ripresi con qualche segnale positivo, che potrebbe portare forse al rinvio degli aumenti dei dazi già annunciati.

Il 13 novembre è attesa la decisione americana sulle importazioni di auto e componentistica, quest’ultima ancora più importante per l’Europa.

Inoltre, anche i tempi e i modi dell’uscita del Regno Unito dall’UE possono essere rilevanti: giovedì 10 ottobre c’è stata un’apparente schiarita, con il segnale da parte irlandese che potrebbe essere stata trovata una via per risolvere il problema del backstop sull’Irlanda del Nord.

Se tali rischi rientrassero, i segnali preliminari di ripresa emersi nei dati congiunturali avrebbero maggiore probabilità di concretizzarsi.

Fonte: BondWorld.it

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