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Il Punto : Riunione FOMC: un taglio, due dissensi, una pausa

Il Punto : Il sentiero dei tassi entra in fase di pausa. L’asticella per nuovi interventi è più alta e richiede deterioramento dello scenario per ulteriori riduzioni dei tassi………..

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a cura dell’ Ufficio Studi Banca Intesa SanPaolo


– La riunione del FOMC si è conclusa, come atteso, con un taglio del tasso dei fed funds di 25pb, a un intervallo compreso fra 1,5% e 1,75%, due dissensi (Rosengren e George) e indicazioni di una probabile pausa nel sentiero futuro dei tassi.

– La valutazione dello scenario macroeconomico nel comunicato è sostanzialmente invariata rispetto a quella di settembre: mercato del lavoro “solido”, crescita dell’attività “moderata” sostenuta da consumi in rialzo a “un ritmo forte” ma frenata da esportazioni e investimenti fissi delle imprese “deboli”, inflazione sempre sotto il 2% con aspettative implicite nei prezzi di mercato “basse”.

– Il punto cruciale nel comunicato è il messaggio di apertura di una fase di pausa nel sentiero dei rialzi e l’indicazione delle condizioni che potrebbero portare a nuovo stimolo.

Dal testo sparisce l’affermazione che aveva costituito il leitmotiv della comunicazione della Fed da giugno in poi: “il Comitato, nel valutare il sentiero futuro dell’intervallo obiettivo del tasso dei fed funds, continuerà a monitorare le implicazioni delle informazioni in arrivo per lo scenario economico e agirà come appropriato per sostenere l’espansione”.

Ora il comunicato afferma che “il Comitato continuerà a monitorare le implicazioni delle informazioni in arrivo per lo scenario economico mentre valuta il sentiero appropriato per l’intervallo obiettivo del tasso dei fed funds”.

– L’asticella per un altro taglio è ora più alta: un eventuale nuovo intervento sarà preso in considerazione se le condizioni economiche e i rischi peggioreranno, mentre da giugno a ottobre gli interventi erano condizionati sostanzialmente a una mancanza di miglioramento dello scenario.

Infatti, secondo Powell, il Comitato ritiene che “l’attuale stance della politica monetaria probabilmente resterà appropriata fino a quando l’informazione in arrivo sull’economia sarà in linea generale coerente con il nostro scenario” Invece, una eventuale “sostanziale rivalutazione” dello scenario potrebbe indurre la Fed a tagliare di nuovo i tassi.

Inoltre, Powell ha sottolineato che, pur essendoci ancora “molto rischio”, il rischio sembra “essere ridotto”. Powell ha citato a questo proposito due recenti sviluppi, cioè i possibili accordi per Brexit e per la “fase 1” dei negoziati USA-Cina.

Se al momento non si intravede un altro taglio dei tassi, non c’è neanche la prospettiva di una svolta verso l’alto, dato che il presidente della Fed ha detto che rialzi dei tassi verranno considerate solo di fronte a un overshooting dell’inflazione rispetto all’obiettivo del 2% causato da una significativa accelerazione dell’inflazione core. Per un rialzo, dunque, l’asticella è alta, anche più che per nuovo stimolo.

– I dati economici tornano quindi a essere centrali per il sentiero dei tassi, in particolare quelli che sostengono i consumi, cioè il mercato del lavoro e il settore non manifatturiero. Powell ha indicato che lo sciopero di GM, durato per sei settimane con più di 50 mila lavoratori coinvolti, potrebbe limare la crescita del 4° trimestre di un paio di decimi, probabilmente recuperati a inizio 2020.

– Per quanto riguarda altri aspetti della politica monetaria, Powell ha discusso possibili modifiche all’obiettivo di inflazione mirate a consolidare la credibilità della Banca centrale.

Secondo Powell la Fed sta analizzando in quale modo l’obiettivo simmetrico di inflazione al 2% potrebbe essere reso più credibile.

Questo genere di riforme ogni tanto avviene, ma richiede del tempo: difficilmente ci saranno variazioni prima di metà 2020, ma le parole di Powell segnalano una probabilità elevata di una ridefinizione dell’obiettivo nel giro di qualche trimestre.

Sul fronte dei problemi di liquidità, Powell ha ribadito che gli acquisti di  T-bill non sono un nuovo QE e insieme alle operazioni di rifinanziamento dovrebbero permettere una normalizzazione delle condizioni del mercato monetario attraverso un adeguato aumento di riserve.

È da notare che a questa riunione, il taglio dei tassi è stato di uguale entità per i fed funds e per le riserve in eccesso, segnale che la Fed ritiene che il graduale aumento delle riserve attraverso le operazioni di rifinanziamento e gli acquisti di  T-bill dovrebbero essere in grado di mantenere il tasso effettivo dei fed funds all’interno del corridoio dei tassi desiderato.

– In conclusione, la riunione del FOMC di ottobre non ha dato sorprese e ha segnato l’apertura di una fase di pausa, condizionata alla conferma dello scenario economico moderatamente positivo e alla stabilizzazione dei rischi internazionali.

A meno di sorprese, il taglio di ottobre dovrebbe essere l’ultimo del 2019.

Fonte: BondWorld.it

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