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Il Punto : Stati Uniti nuovi rischi per l’economia

Il Punto : Stati Uniti. Il 2020 si è aperto con nuovi rischi per l’economia USA: l’epidemia di COVID-19 e il blocco produttivo di Boeing………..

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a cura dell’ Ufficio Studi Banca Intesa SanPaolo


Mentre è ancora presto per valutare gli effetti dell’epidemia cinese, per il blocco della produzione del 737 Max è possibile formulare stime delle ricadute di breve termine sul PIL USA. Resta incerta la durata dello shock, ma è indubbio che il manifatturiero resta centrale come meccanismo di trasmissione dei rischi allo scenario USA.

– Boeing ha bloccato la produzione del 737 Max a partire da gennaio 2020, in seguito al prolungarsi delle indagini sulla sicurezza seguite ai due incidenti avvenuti fra fine 2018 e inizio 2019.

Tra marzo e dicembre 2019, la produzione era di 42 aerei al mese, in calo del 20% rispetto alla produzione regolare di 52 unità al mese in vigore in precedenza. Prima degli incidenti, Boeing programmava di aumentare l’output a 57 aerei al mese entro il 2021.

– Lo scenario centrale prospettato da Boeing è che la produzione riprenda a ritmi contenuti (circa 20 aerei al mese) entro giugno. Anche ipotizzando una conclusione rapida del processo di revisione della sicurezza, il blocco produttivo sarà temporaneo, ma l’attività sarà frenata almeno fino alla prima parte del 2021.

La NY Fed stima che il calo di fatturato di Boeing abbia un impatto restrittivo sulla crescita del PIL del 1° trimestre di almeno -0,4pp. Questa stima, basata sul peso del fatturato di Boeing sul PIL, non tiene conto di ulteriori effetti negativi derivanti dal decumulo di scorte e da eventuali ripercussioni sul fattore lavoro.

– I dati di produzione di gennaio hanno già registrato un primo “freno Boeing”. La produzione industriale è calata di -0,3% m/m, con un crollo nel comparto aeronautico (-7,4% m/m). Boeing ha segnalato che a gennaio è proseguito il completamento di circa una dozzina di aerei, indicando che la contrazione del mese scorso sarà seguita da ulteriore debolezza, con un effetto previsto di circa -0,2pp sulla produzione industriale e di -0,3pp su quella manifatturiera di febbraio, con una restrizione del PIL di circa -0,5pp nel 1° trimestre.

Nel caso più favorevole, l’attività potrebbe riprendere nel 2° trimestre, senza recuperare i livelli precedenti il blocco produttivo fino al 2021 inoltrato. I dati di ordini e consegne di beni durevoli di gennaio, in uscita la prossima settimana, dovrebbero supportare la frenata attesa.

– Ci sono almeno due motivi per non sottovalutare le possibili ricadute del blocco di Boeing. Il primo riguarda il ruolo delle contrazioni del manifatturiero nei cicli economici che, se di entità ampia, sono tipicamente accompagnate da recessioni.

Il secondo motivo per monitorare anche shock transitori è che il ciclo è ormai maturo e del tutto dipendente da un solo motore, quello dei consumi. Un nuovo shock, rafforzato dalle conseguenze del rallentamento cinese, potrebbe essere il “tipping point” di questa ripresa record e indurre la Fed a una “rivalutazione sostanziale”, con una possibile modifica della stance di politica monetaria.

Fonte: BondWorld.it

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