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Il Punto sui mercati: i tassi di interessi resteranno a questo livello o addirittura più bassi per il lungo termine

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E’ stata una settimana caratterizzata dal meeting della BCE, quella appena trascorsa, che ha portato ad un nulla di fatto sul fronte tassi e sulla stance di politica monetaria. Nella sua conferenza abituale post-meeting, Draghi ha confermato…

pertanto la sua forward guidance dichiarando che i tassi di interessi resteranno a questo livello o addirittura più bassi per il lungo termine.
Nonostante le attese per un progressivo aumento dell’inflazione, la BCE ha inoltre rivisto leggermente al ribasso (all’1%) le stime per l’inflazione 2014 nell’Eurozona, con le previsioni per il 2015 all’1,3% e all’1,5% per il 2016 (con un picco a fi  ne 2016 del +1,7%).
A tenere banco in Europa, sono stati i timori dell’aggravarsi dei rischi geopolitici. In particolare, come affermato dallo stesso Draghi, da un punto di vista meramente tecnico, la crisi Ucraina non appare destinata ad avere un impatto signifi  cativo sull’economia dell’Eurozona ma i fattori geopolitici in campo potrebbero generare conseguenze imprevedibili. Da un punto di vista tecnocratico, se si guarda alla quantità di scambi commerciali, di servizi e di fl  ussi di capitale, l’interconnessione non sarebbe così importante da suggerire un forte contagio. Nonostante l’acuirsi della crisi dell’Ucraina abbia temporaneamente riacceso i motori della speculazione, con conseguente aumento dei rendimenti del comparto delle low-yield, il saldo bisettimanale registra un generalizzato calo sull’intero comparto dei Titoli di Stato europei. Il Bund tedesco, sulla scadenza decennale scende all’1,624%, così come il BTP italiano che si attesta a quota 3,36% dai precedenti 3,59%. In netta retromarcia anche il differenziale di rendimento tra le due curve che sulla scadenza a 10 anni viene rilevato all’1,736%, dai precedenti 1,922%. Sul fronte valutario, il progressivo rientro dell’avversione al rischio globale ha contribuito a ridurre la pressione sulle principali valute. Nel complesso, la divisa unica ha registrato un apprezzamento contro il dollaro americano, superando il picco di febbraio di 1,3825, attestandosi attualmente a ridosso di area 1,39.
Fonte: RBS

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